Dopo il 21 Marzo : in memoria delle vittime della mafia

19 marzo 1994 muore Don Peppe Diana, ucciso da colpi di pistola dai sicari, molti hanno definito il suo delitto: un delitto di camorra.
Innamorato di Cristo, portatore di verità, sicuro che il suo essere sacro, perché sacerdote, potesse proteggerlo, non si stancava mai di lottare con le armi della ragione, di fare prediche forti ma forse fin troppo rischiose.”Lavorare per combattere, per amore del mio popolo, non tacerò contro la violenza della mafia”,questo il suo grido, questa la sua azione, questa la causa della sua fine.
19 marzo 2009 i genitori di Don Peppe Diana hanno firmato un protocollo per la nascita della prima cooperativa che sorgerà a Castelvolturno e Cancello Arnone, la cooperativa “Le terre di don Peppe Diana-Libera Terra”sui terreni confiscati ai casalesi, che produrrà la mozzarella della legalità. Il piano d’impresa prevede la realizzazione di una fattoria sociale sperimentale in grado di produrre energia da fonti rinnovabili (sole e biogas).
I diversi beni confiscati nel corso di questi anni si sono trasformati in qualcosa di pubblica utilità, come la costituzione di Casa Famiglia Felicioni a Trentola, definita il Bunker dei sogni, che accoglie diversi minori alcuni dei quali prima vivevano per strada.
Perché è la strada che garantisce di più, è l’organizzazione criminale che fa lavorare, guadagnare, sognare, realizzarsi, che fa cambiare l’uomo, che rovescia la legalità, ma nessuno parla, la gente sa e tace.
19 luglio 1989 muore il giudice Borsellino e 5 agenti della sua scorta, in una nota trasmissione , la sorella R. Borsellino ha posto attenzione su come in tutti questi anni da parte della gente ci sia stato l’impegno della reazione, pretendendo dallo Stato più azioni.
“Una delle armi vittoriose è quella di rompere il silenzio, non avendo più paura della mafia, parlandone a scuola ai bambini, ai giovani, oramai la mafia è entrata nella cultura”- ha affermato la sig.ra Borsellino
Ma c’è anche discontinuità nella lotta della mafia, disimpegno, si sposta l’attenzione più sulla sicurezza dimenticandosi delle organizzazioni presenti sul territorio.
L’organizzazione criminale è impresa, è azienda, che non risente della crisi globale che viviamo da molti mesi, perchè ha una forte disponibilità economica, basta pensare al traffico di droga, non c’è abbastanza attenzione nei confronti della mafia.
Luglio 1985 muore il giornalista Giancarlo Siani, l’unico giornalista ucciso dalla camorra, per amore della verità. Siani faceva informazione sulle cose vere. Il suo capo diceva che ci sono giornalisti impiegati e “giornalisti giornalisti”. Giancarlo era un giornalista giornalista. Quando fu ucciso era passato poco tempo dalla sua promozione, scriveva della camorra da “abusivo”, cioè giornalista senza contratto.

Tanti i racconti di vita da raccontare, tante le vittime da ricordare che scrivere articoli non basterebbero.
E tanti i percorsi di legalità che paesi alle porte di Napoli quale Marano, Fratta, S. Antimo, Mugnano, realtà esplorate da Melitonline ed Eduprof (la community degli educatori) hanno realizzato per educare la cittadinanza alla giustizia, ad ogni forma di giustizia.
Marano con la proiezione di film quale la prima di ForteApasc il 20 marzo presso il teatro comunale G.Siani; l’incontro con Don Ciotti, il comitato Don Giuseppe Diana, l’Associazione Libera e la realizzazione di un seminario sull’Ecomafia a cura di Scuolattiva.
Frattamaggiore con la messa in scena di “Cento Passi”, cortometraggi e giornali dedicati al tema della legalità realizzati dagli alunni.
Mugnano con discussioni di approfondimento sull’organizzazione criminale, lezioni frontali in classe e la preparazione di striscioni che evocano messaggi di solidarietà e voglia di giustizia. Striscioni e bandiere che sono state sventolate il giorno del lungo corteo.
S. Antimo con eventi che hanno visto alunni della scuola elementare, magistrati e forze dell’ordine confrontarsi, alunni adolescenti vivere una giornata dentro il carcere minorile di Nisida a tu per tu con chi per scelte spesso non personali ha sbagliato, genitori e figli a confronto con le stesse istituzioni territoriali per discutere della legalità morale ed ambientale all’ interno del progetto “Vivi…amo la città” .”Particolarmente emozionante – ci risponde un’alunna della SMS “N.Romeo” – è stata la visione di un cd realizzato dagli studenti che sono stati in grado di raccontare la vita di chi è morto perché non ha taciuto, attraverso musiche, fotografie, immagini che ritraggono quella che è stata la loro realtà, anche la realtà di chi era poco più che dei nostri coetanei come Annalisa Durante e Gelsomina Verde”.
Memoria, impegno, responsabilità, Adottiamo un bene confiscato, Dillo con uno Spot, Rincontrarci nelle legalità, queste le tematiche con le quali le scuole in rete di S. Antimo, si sono preparate per il 21 Marzo.
Ed è con loro che Melitonline.net ed Eduprof.it hanno partecipato al corteo della memoria sabato 21 marzo, compiendo assieme i cento passi della legalità e abbracciando con viva solidarietà tutte le famiglie delle vittime presenti nella giornata a loro dedicata.

Articolo scritto dalla Dott.ssa Emanuela Cimmino, presente il 21 Marzo a Napoli per ricordare e per dire Si Legalità , sì Giustizia.

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.