“Ridatemi i miei figli”:Il giallo dei bambini contesi.

Marinella Colombo ritornata in Italia nel 2007 con i suoi bambini dopo aver divorziato dal marito, inseguita da un mandato di cattura dei giudici tedeschi per aver portato via i suoi figli senza autorizzazione del Tribunale, si difende dicendo che la multinazionale per cui lavorava aveva disposto il trasferimento a Milano nel mese di luglio, quando ancora i giudici non si erano pronunciati.
A settembre i giudici tedeschi hanno dato parere negativo, quindi, non ha avuto modo di difendersi e per paura di perdere i suoi figli, li ha nascosti per tre mesi, fino a quando l’8 maggio venerdì i bambini sono stati i prelevati dalla scuola che frequentavano dai carabinieri. Da quel giorno la madre non ha più notizie né dei bambini né del marito.
La mamma, ospite di note trasmissioni televisive, racconta quanto ci siano ancora delle incongruenze tra la legge italiana e quella tedesca in materia di affidamento dei figli in caso di separazione.
Eppure la Germania dovrebbe seguire le linee guida della Comunità Europea ed agire di conseguenza, invece lo stato tedesco dello Jugendamt (nato nel 1939), impedisce che bambini nati in Germania da un genitore tedesco e uno straniero, lascino il Paese, esercitando un potere intrusivo che travalica i doveri di tutela nei confronti dei minori.
Non solo vengono adottate strategie perché i bambini-figli, possano essere strappati letteralmente dal genitore non tedesco, si tratta di “convinzioni”, di torture psicologiche inappropriate, che portano perfino a cancellare la presenza dell’altra figura nella sfera dei ricordi dei bambini, i servizi sociali fungono più da “controllori”, si arriva anche a falsificare i documenti
Marinella non può recarsi in Germania, perché verrebbe immediatamente arrestata, non le è concesso neppure parlare con i figli, il papà ha dalla sua parte la legge tedesca. Ha chiamato i vicini di casa a Monaco, e le hanno detto che le tapparelle sono chiuse e che in strada non c’è l’auto di suo marito.
Ma in tutta questa storia, in questo giallo, ci si è chiesto cosa vogliano i bambini? Quali sono i loro desideri, sogni e bisogni? C’è una convenzione, quella dell’Aia, che va rispettata e delle voci che vanno ascoltate, quelle di Leonardo e Niccolò.

Emanuela Cimmino
www.eduprof.it

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.