L’intervista a chi ha vissuto il terremoto d’Abruzzo

Il terremoto d’Abruzzo non è poi così lontano, sono passati quasi cinque mesi, ma è una tragedia che fa ancora parlare, ricordare, vivere, la terra trema ancora, la gente prova a riprendersi, a guardare oltre il confine.
Una tragedia che fa impazzire, che fa piangere, che fa riflettere sugli errori umani ma anche su come la stessa natura agisca, si muova nel suo silenzio, nel suo profondo, risvegliandosi di un tratto e facendo così rumore.
Una tragedia che ha segnato anche chi era lì ed è tutt’ora per aiutare, chi c’era la notte del 6 aprile pronto ad intervenire.
Segue l’intervista a chi in quei giorni ha svolto il suo compito in qualità di componente della Protezione Civile.

Un incontro face to face tra volunteer d’Abruzzo.

Le prime scosse, la chiamata, i soccorsi. Ci racconti la sua esperienza

Mica facile. Posso cominciare a dirle che la notte del terremoto, la mia associazione è stata chiamata per prima
Siamo stati chiamati per dare delle risposte che nessuno aveva al momento, cercare di capire quello che era veramente successo.
Ricordo che arrivati sulla piana di Navelli dove cominciano le prime tendopoli c’era già la corrente elettrica, quindi si pensava a tutto tranne al vero disastro che avremmo poi visto a pochi chilometri più avanti
Arrivati nei dintorni di Onna abbiamo capito tutto.
E’ stata la più brutta disgrazia che la nostra regione potesse avere, anzi subire

L’intervento, lo scavare tra le macerie, quali le paure e le attese?

Arrivati in paese abbiamo cominciato a scavare a mani nude, si a mani nude, solo guanti intendo, come tutti del resto.
Non potevamo usare macchine perchè volevamo evitare di far male a quelle poche persone estratte vive da sotto le macerie di quel paese fantasma
Le nostre speranze cominciavano ad affievolirsi quando sentivamo da ogni parte gli strazi dei familiari, uno due tre fino ad arrivare a 40. Tanti sono stati i decessi in quel paese.
La scena più brutta è stata quando abbiamo trovato 2 bambini abbracciati -per la paura -che dormivano con la loro mamma

Immagino come si sia sentito

L’abbraccio, una richiesta di protezione, di amore in quel momento

Più che l’amore, la paura, non hanno avuto nemmeno il tempo di abbracciare la paura

Solo a vedere le immagini dalla tv c’è stato dolore…figuriamoci lì
Può chiedere a chi è salito con me..

La gente delle terre colpite, la loro compostezza, la loro forza, l’aver perso tutto. Ci racconti qualcosa di loro

Sono paesi fantasma. Ci sono solo poche case agibile. Tutto il resto è da abbattere e ricostruire
Ho conosciuto i padroni di una casa, mi raccontarono che la notte del 5 alle 23.30 quando ci fu l’altra scossa loro si trovavano all’interno della loro casa vecchia, che poi è crollata.
Hanno deciso di andare nella casa nuova che stavano finendo di costruire, dovevano mettere solo le mattonelle, ma hanno perso anche quella.

Quali solo le aspettative della gente colpita?

La gente spera di tornare nelle proprie abitazioni nel minor tempo possibile. Occorre però capire che con queste scosse di quest’ultime settimane il rischio di un nuovo evento sismico addirittura maggiore del 6 aprile è elevato

Se la sente di continuare a parlare?

Tranquilla mi fa bene parlarne un po’, è quello che ci hanno consigliato i medici dopo i primi soccorsi

Passiamo ora ai giochi del mediterraneo … anche qui volontario:le emozioni, le difficoltà

L’esperienza dei Giochi del Mediterraneo è servita solo per accumulare esperienza nell’ambito dei trasporti, per ciò che mi è stato chiesto di fare.
Per il resto sicuramente è stato molto bello fare nuove amicizie e condividere l’esperienza di una terra che lentamente cerca di riprendersi.
Ma avrei preferito conoscervi senza il problema Aquila, per vivere anche un’atmosfera che sicuramente non si è respirata, poiché da abruzzese posso dire che siamo ancora scossi, ancora troppo legati a quei giorni, ancora attivi e pronti ad intervenire per un’emergenza sicuramente non di festa. Tuttavia resta il ricordo di tanti giovani che sono partiti dalle proprie regioni per esserci accanto e per dirci di avere forza nel guardare al Domani….

Intervista di Emanuela Cimmino

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.