IL TOSSICODIPENDENTE

Tuttavia, in questi ultimi anni, sembra che i giovani siano più sensibili al problema della droga e ai rischi ad essa connessi. Si sono attivati Servizi Pubblici (SERT) rivolti a chi ha problemi di tossicodipendenza e a questi si affianca l’azione delle Comunità di recupero.
Varcare le soglie di un servizio per la cura delle tossicodipendenze però non è facile per chi lo fa in veste di “usufruitore”: si portano con sé, infatti, incertezze, paure su “cosa” e “chi” si troverà, sul proprio cammino, sul proprio futuro.

Ecco allora che il momento dell’ingresso, dell’accoglienza, della conoscenza reciproca diventano fondamentali per poter elaborare un primo progetto individualizzato. Queste prime fasi diventano tanto più arricchenti se non ci si sofferma solo sul singolo, ma si lavora anche nella dimensione del gruppo, legato da comuni esperienze o particolari affinità. Nel gruppo, infatti, si appaga il bisogno di appartenenza, si porta il proprio modo di vedere il mondo e lo si confronta con quello degli altri, rendendo possibile la costruzione di nuove griglie di lettura della realtà e il raggiungimento di obiettivi che da soli è difficile raggiungere.
Solitamente, quindi, la dimensione del gruppo viene utilizzata nei SERT come vera e propria modalità di cura e reinserimento per tutti coloro che hanno maturato una decisione di distanza dall’uso delle sostanze e che sono disposti ad un percorso personale di cambiamento.

Tale processo cerca, infatti, di perseguire tre obiettivi fondamentali:

•riscoperta della propria individualità, consapevolezza delle problematiche che hanno condotto alla tossicomania;

•impegno responsabile e individuale sulle modalità e sui comportamenti da attuare per superare tali problematiche;

•riscoperta dell’incontro attraverso la relazionalità di gruppo e la ri-definizione del ruolo all’interno del nucleo familiare di origine.

Per perseguire tali scopi, gli operatori, si avvalgono di attività specifiche inserite e monitorate in un P.E.I. (Piano Educativo Individualizzato) mirato.

Il programma della maggior parte comunità atte al recupero del tossicodipendente prevedono:

a.Attività sportive;
b.Attività di tempo libero (incontri organizzativi e di discussione);
c.Attività lavorative;
d.Attività formative;

a.Attività sportive

È ritenuta parte importante del programma educativo poiché consente di creare occasioni di socializzazione in un clima ludico, non competitivo e di educare ad una migliore qualità della vita proprio a partire dalla cura del corpo e dello sviluppo dell’efficienza fisica.

b.Attività di tempo libero

La comunità è parte integrante del territorio, usufruisce delle risorse che esso offre e al contempo si rende promotrice di iniziative conformi alle sue specificità.
Vengono così privilegiate la partecipazione a manifestazioni sportive e culturali, ad escursioni e gite organizzate con le associazioni naturalistiche e culturali, a concerti e spettacoli rivolti ad un pubblico giovanile.
All’interno della comunità, inoltre, vengono promossi corsi e seminari che incoraggiano a sviluppare anche individualmente gli interessi personali.

a.Attività di formazione

Vengono sollecitate tutte quelle attività formative, promosse da Agenzie esterne alla struttura, volte al raggiungimento di capacità e/o di informazioni utili ai ragazzi-ospiti per dar loro la possibilità di avere una adeguata formazione professionale da spendere, una volta avvenuta la totale riabilitazione psico-fisica, all’esterno della struttura stessa.

b.Attività lavorative

Ogni attività, dalla conduzione domestica al giardinaggio, dall’orticoltura all’accudimento di animali, assume i caratteri di socialità da un lato e di assunzione di responsabilità e capacità dall’altro.
Infatti, gli utenti sperimentano momenti di responsabilità rispetto all’organizzazione del lavoro e nei confronti dei compagni, verificando così le proprie capacità di decisione e di relazione, misurandosi rispetto alle difficoltà poste dal lavoro e dalla vita di gruppo.

Dott.ssa Valentina Busato

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.