La famiglia : parte seconda

Si consolida la sicurezza reddituale dei capofamiglia appartenenti a una fascia di età sempre più ristretta collocata tra una vecchiaia e una giovinezza allungate,le quali incarnano empiricamente il ocncetto di “forza lavoro debole”.
Gli anni Sessanta sono gli anni della modernizzazione industriale della società italiana.Gli orientamenti culturali favoriscono e supportano una dinamica di sviluppo dell’ economia,il processo di scolarizzazione gioca un ruolo primario.I giovani provenienti dalla coppia genitoriale asimmetrica degli anni Sessanta sono persone disgregate per quanto riguarda le differenze di genere sotto il profilo dell’ educazione formale,sono persone che tendono a nutrire livelli di aspirazione professionale indifferenti al sesso.
Il passaggio storico da un’ Italia “delle famiglie” a un’ Italia “degli individui”non può essere in alcun modo inteso nei termini del dualismo classico, che contrapponeva “regime di continuità” a ” regime di società”.
La famiglia non muore come istituzione ma si trasforma in una pluralità dinamica e flessibile di “soluzioni istituzionali”,ovvero di soluzioni che premono verso la propria istituzionalizzazione.

Caratteri statistico della famiglia-le politiche a sostegno della famiglia- la nuova legge sull’ adolescenza

1)CARATTERI STATISTICO-DEMOGRAFICI DELLA FAMIGLIA IN ITALIA

Negli ultimi cinquant’anni si è andato modificando il concetto di famiglia tradizionale arrivando a nuove alternative.
In Italia le coppie sono circa 15 milioni e il 97% risultano regolarmente sposate. Circa i dati relativi al 2000,in un anno si uniscono in matrimonio 100 coppie,23,5 sono quelle che si separano , 12,3 quelle che divorziano.
Le convivenze sono state nel 2000 circa 400 mila.
Le famiglie monoparentali hanno raggiunto un peso numerico rilevante,la quota più alta di queste famiglie si ha negli Stati Uniti.
Nel 57% delle coppie sposate almeno uno dei coniugi ha un divorzio alle spalle,il39& è vedovo.Nelle famiglie ricostituite la ,maggior parte dei partner provengono da una precedente rottura coniugale.

2)LE POLITICHE A SOSTEGNO DELLA FAMIGLIA E DELLA MATERNITA’ E PATERNITA’

L’ intervento dei servizi sociali non ha sottratto alla famiglia il suo ruolo di responsabilità in ordine ai bisogni di cura e di assistenza.Con il Welfare si comincia a fare riferimento in misura più ampia ad una sorte di rete primaria di solidarietà alla quale si tende a riconoscere spazi d’intervento sempre più vasti e destinata ad affiancarsi e a coprire le mancanze e gli spazi lasciati vuoti dal servizio pubblico.
Punto di riferimento è la legislazione regionale sul tema delle politiche per la famiglia, della tutela della maternità, dei servizi all’ infanzia(328/2000).
Il settore delle politiche sociali risulta in questi ultimi anni in forte aumento.Tra i cambiamenti che si rendono necessari per rispondere in modo qualificato ai bisogni che emergono dalla società, figura, prima di tutto,la necessità di ridefinire a livello nazionale le politiche relative ai servizi per l’ infanzia,oggi ancora del tutto assenti.

3)IL DIRITTO DEL BAMBINO ALLA FAMIGLIA.NUOVA LEGGE SULL’ ADOZIONE

Argomento ampliamente discusso nella categoria:ADOZIONE E AFFIDAMENTO.(Ved.vari articoli).

4)LA MEDIAZIONE FAMILIARE

In Italia si è iniziato a parlare di mediazione familiare in tempi relativamente recenti,alla fine degli anni Ottanta.In molti paesi essa si è posta da tempo come percorso alternativo all’ iter giudiziario nei processi di separazione e divorzio.
Non sempre gli strumenti giuridici portano ad un accordo che possa soddisfare entrambe le parti.Al contrario si assiste di frequente alla disattesa degli accordi come strumento per colpire il partner,per alimentare le dinamiche conflittuali, a discapito dei figli e della qualità della loro vita:si pensi agli accordi economici, alla gestione delle vacanze, del tempo libero, delle scelte educative.
La mediazione familiare prevede la gestione del conflitto della coppia in un contesto extragiudiziario,dando l’ opportunità agli ex coniugi di affrontare il conflitto con l’ aiuto di un aterza figura esterna, il mediatore, per l’ appunto.
Uno degli obiettivi prioritari del percorso mediatorio è la salvaguardia della genitorialità.La mediazione familiare non deve essere confusa con la terapia della famiglia.Il mediatore deve seguire un iter formativo specifico per esercitare la sua professione.
Concretamente il mediatore familiare aiuta padre e madre a comunicare sui figli, a trovare soluzioni realistiche,, a stabilire accordi duraturi, che consentano ai figli di crescere sereni e agli adulti di svolgere responsabilmente il compito comune genitoriale.

5)I CONFLITTI INTRAFAMILIARI

In Italia il 12% dei matrimoni si evolve con una sepaeazione in tal modo sta crescendo il numero dei nuclei familiari con figli di tipo monogenitoriale.
Tra le principali cause di litigi in famiglia spuntano al primo posto l’ educazionde dei figli, il loro rapporto con la scuola,i disaccordi tra i genitori, i conflitti per le vacanze , per gli acquisti, per l’ uso dei soldi, sulla libertà di uscita e puntualità nel rientro e il tempo trascorso davanti alla tv o a navigare in Internet.
La famiglia si è calata sempre più nel contesto di vita consono con la civiltà attuale in cui gli impegni lavorativi e vari hanno ridotto i rapporti sociali.
Caratteristica del ruolo genitoriale è la capacità di gratificare e porre dei limiti alle richieste dei ragazzi.I ragazzi vengono sempre meno premiati , il rimprovero è il modo maggiormente diffuso di punizione.I figli della coppia che si separa si trovano all’ intenro di un processo di destabilizzazione portandolo a sentirsi costretto a schierarsi con un genitore anzichè con l’ altro provocando crisi d’ ansia e di aggresività o senso di tristezza e di impotenza.
Il divorzio dei genitori può esercitare sull’ immagine di sè del bambino e sulla sua futura socializzazione un effetto distruttivo.

6)LA FAMIGLIA VISTA DAGLI ADOLESCENTI

Alla famiglia spetta il compito di preparare i bambini e di giovani ad entrare nella società.Gli adolescenti vedono la loro famiglia come un nido, il luogo dove essi vivono,per l’ 1,1 % la famiglia non dà nulla , il 64% dei ragazzi sono soddisfatti della propria famiglia , il 25,6% dichiara di percepire una carenza di protezione.A riguardo l’ amore, per alcuni è l’ elemento che tiene unito
il nucleo familiare, per altri è abitudine.
Per alcuni adolescenti i propri genitori sono antiquati, per il 28,9%moderni e il 25,8% comprensivi.
Molti sono gli adolescenti che preferisocono gli amici piuttosto che i genitori.

7)IL BABYSITTING

L’ esigenza di avere a disposizione le strutture e le persone che si occupano dei bambini è un fenomeno in fotre aumento.
La cura della casa e dei bambini continua ad essere in prevalenza svolta dalle donne,tuttavia il loro inserimento nel mercato del lavoro ha determinato una domanda più insistente di servizi integrativi mettendo in cirsi il modello tradizionale di welfare state.
Sempre più le famiglie usufruiscono della baby sitter,in Italia questa figura non è ben conosciuta.
Le famiglie italiane si avvalgono più dei servizi privati,chiedono aiuto agli amici o semplicemente vengono portati al nido.

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.