A TU PER TU CON UN’AMICA SCRITTRICE

Una piccola antologia di favole, poesie, filastrocche, diventata anche oggetto di iniziative artistico – culturali alle quali ha partecipato con i suoi alunni; tantissimi i suoi lavori che sono stati premiati, quale “Il collage sul tema del presepe”, il testo “La forza della scuola” giudicato particolarmente poetico, diversi i premi e riconoscimenti letterari.

Abbozza “Favole in fiore, fior … di favole”, destinato ai bambini della scuola dell’infanzia e primaria, giovanissima, completandolo quando da docente si convince ancora di più di quanto sia importante promuovere la lettura delle favole per il loro senso pedagogico più che didattico, di viverle attraverso la lettura mirata, la drammatizzazione, stimolando la fantasia, la curiosità dei più piccoli, (specie in una società come quella che stiamo vivendo sempre più massacrata dalla tecnologia, dal trascorrere ore ed ore davanti alla play station e trasmissioni non sempre adatte ai più piccoli); il potenziare il giudizio critico, il sognare, lo stimolare la capacità espressiva e dunque la comunicazione artistico-creativa.

Favole in fiore- così come l’ha definita l’autrice- a tu per tu – durante una cena estiva di inizio Settembre , è un enorme cassetto di sogni attraverso il quale è possibile catapultarsi in un mondo fatto di gnomi, fatine, di incantesimi, animali parlanti, personaggi che rappresentano e danno vita a valori, trame, a messaggi finali proprio come le favole di Fedro.

Ad arricchire la sua antologia non sono solo le favole per l’appunto, ma brani in prosa ed in rima, poesie, filastrocche, un gioco di parole con le quali Maria Rosaria si diverte ad inventare, scrivere storie che emozionano, stupiscono chi legge, fanno ridere e riflettere; educano i bambini ad esprimersi, ad apprendere le regole della sintassi e dell’ortografia; il tutto attraverso la fantasia ed il gioco.

Rime, suoni affini, allitterazioni, anagrammi, sono le tecniche di cui l’autrice- docente si serve.

Filastrocche scritte con quella capacità tipica di chi fa narrativa per l’infanzia, perché i lettori bambini possano apprendere suoni e differenze tra le varie sillabe.

“Ca-co-cu-ce-ci come le cicale e gli uccelletti, ga-go-go-ge-gi-ghe-ghi la storia in rima del gatto Gastone, ghiotto di spaghetti, salsicce e sughetti, o del Gigante Gedeone che con la camicia giallo ocra è davvero fuori misura ma alla gente non fa paura, perché è gentile, generoso e per nulla permaloso.

E che dire del simpatico Coniglio Biancalino che vide un dì nella boscaglia un cespuglio pien di foglie, piglia, piglia, cogli, cogli, non riuscì proprio a sganciare le foglie di quel cespuglio fatto di paglia, somigliava manco a dirlo più ad un pagliaccio che ad un coniglio.”

Maria Rosaria capace di far di un gruppo di lettere: una poesia, una favola, racconti che lasciano percepire la storia assieme ai personaggi o che gli stessi vengano fuori per un attimo dal libro trascinando con sé il lettore nel mondo magico delle parole. Racconti accompagnanti da immagini, disegnate dai figli dell’autrice, quando gli stessi erano bambini, rappresentazioni che poi col tempo sono state scannerizzate ed acquisite al computer.

Le sue Filastrocche e storie in rima hanno la capacità di fungere da terapia e stimolo ai bambini che presentano disturbi del linguaggio e del comportamento, perché attraverso le favole, la loro lettura e drammatizzazione, è possibile acquisire il senso dell’astratto, il senso del non “c’è realisticamente ma c’è, perché la realtà è pur sempre raccontata in favole, in immagini”(E.Cimmino 2009) e perché nelle favole stesse c’è un messaggio : il bello ed il brutto; il bene che trionfa sul male, il senso dell’amicizia e dell’amore, il senso del benessere psico-fisico, il coraggio, la forza rappresentata da animali come il gufo in “Il leone malato, il puma Bestianera e la pecora Chiarina” al quale i sudditi della foresta si rivolgono per aiutare il re leone ammalato e che a sua volta li rimanda al personaggio cattivo: il puma Bestianera che suscita terrore e spavento. Presente dunque il coraggio della pecora Chiarina che con dolcezza e determinazione gli chiede delle bacche per salvare l’amico leone, il non aver timore di esprimere i propri intenti, le proprie opinioni, l’amicizia corrisposta.

Presente nelle sue favole il senso della famiglia, la preoccupazione, la protezione dei genitori nei confronti di una figlia ammalata senza sorriso in “Un incantesimo inutile”-non tutte le storie possono finire con il lieto fine, questo pedagogicamente per dare ai bambini il concetto della realtà; il senso della cittadinanza collettiva in “ Una grande siccità”: cittadini che assieme si attivano per riottenere la loro sorgente d’acqua.

Ad ogni fine storia, l’autrice fa entrare in scena un cantastorie che riporta in versi la storia narrata, e diventa, il libro, il racconto, occasione di comprensione quando l’autrice vi acclude schede di attività che abbiano per argomento non tanto contenuti didattici quanto più puntano alla riflessione, all’immaginazione.

“Prova ad immaginare che cosa potrebbe accadere se … ; secondo te riuscirà il protagonista a conquistare il suo tesoro?… vi è piaciuto il finale? Cerca di farne un altro” e dunque cambiarlo, potenziando il senso del problem solving e la capacità di raccontare.

Favole… in fiore, fior..di favole, un libro utilizzato e che può essere adottato come approccio terapeutico per i soggetti diversamente abili, stimolando il senso simbolico, la lettura funzionale, il linguaggio immaginifico; i suoi contenuti potrebbero essere trattati come argomenti per incontri di mutuo aiuto per i detenuti sex offender 609 bis.

Già impiegato come sussidiario antologico in alcune scuole medie, specie nelle prime classi dove da programma didattico è previsto lo studio della favola, il libro di Maria Rosaria Longobardi a mio avviso potrebbe essere collocato tra i best seller della letteratura dell’infanzia; testo da includere negli esami inerenti la Letteratura dell’infanzia per gli studenti di scienze della Formazione Primaria e Scienze dell’educazione; è uno di quei libri che dovrebbero occupare un posto negli scaffali di ludoteche, scuole in reparti pediatrici ed Istituti penitenziari in aree nelle quali è consentito ai detenuti di giocare con i propri bambini nelle ore dedicate ai colloqui con le famiglie.

Facile, semplice, lineare, scorrevole, il libro di Marylon- suo nome d’arte- coinvolge chi lo legge tanto da divorarlo con piacere, destinato a diventare perfino un progetto educativo-culturale che sarà realizzato appena possibile da un’Associazione psico-pedagogica della quale ne è socia fondatrice.

La storia più bella?

Tutte.

Quella che più mi ha colpito? La sirena

La sirena con i suoi sogni, le sue contraddizioni, con ciò che noi siamo e non siamo, vogliamo e non vogliamo, da un alto il suo desiderio di conoscere la terra ferma, dall’altro la delusione quando capisce che il mondo degli uomini non è poi così beato come lo aveva immaginato

“Sulla terra son tante le cose da fare e mille i problemi da affrontare, la sirena ritorna sul suo scoglio, pensa che non valga la pena di cambiare il suo ambiente naturale e così sorridendo gioca nel suo mondo ancor più bello”.

Quel nostro mondo fatto di sogni indistruttibili …

Dopo tutto è bello ogni tanto ritornare bambini..

Dott.ssa Emanuela Cimmino

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.