Rassegna “Solidarietà umana contro razzismo e discriminazioni”

Sede dell’incontro quella dell’Associazione culturale e musicale Illimitarte, presenti Cammurrà e Sociale in Rete.
Moderato dal Coordinatore del Movimento Stop Razzismo (Napoli) Michele Santamaria de “La Comune” si è esaminato la tematica del Razzismo sotto diversi punti di vista, storici, politici, sociologici e perfino pedagogici in riferimento all’atteggiamento di chiusura mentale, di pregiudizio, di diffidenza e di vivo egoismo dovuti fin troppo spesso non solo alla paura del diverso, dell’altro, di confrontarsi, di prevaricazione ed appiattimento della propria cultura, quanto di aderire ad una forma di disumanità.
Il razzismo è cambiato purtroppo sempre in peggio, esistono diverse forme e dinamiche di razzismo, ora rivolte nei confronti dello straniero che sia regolare che sia clandestino, ora rivolte nei confronti delle donne perché considerate inferiori, ora nei confronti degli omosessuali, perché non si è ancora capaci di accettare le diversità in termini di esprimere e comunicare affetti, sentimenti.

Il dibattito di questa sera è stato occasione per riflettere sul cambiamento del significato Razzismo, capire cosa è oggi Razzismo, che faccia abbia, quali le modalità per “combatterlo” in un contesto sociale e nazionale nel quale via via si sta perdendo il senso dell’umanità, capire cosa ci accomuna, cosa ci differenzia e cosa ci può unire.
Ovvio che è più facile capire ciò che ci distingue piuttosto ciò che ci potrebbe arricchire vivendo uniti.
Se c’è Razzismo è perché c’è meno amore, meno amicizia, meno predisposizione al dialogo, all’incontro, c’è paura del confronto, paura di essere diversi, non conformisti, paura perfino di esprimersi e di proclamarsi Anti razzista, paura di aiutare, poiché oggi aiutare un clandestino a rialzarsi è un reato e non lo è invece respingerlo adottando atti di violenza che sono contro ogni principio che abbia a che fare con la dignità umana.
Un conto è “rispedire” lo straniero irregolare dopo che sia giunto vivo lungo le coste italiane, un conto è non consentire che ci arrivi uccidendolo, gettandolo a mare, come fosse un sacco. Questo è reato, questa è una forma di razzismo politico, istituzionale, il Razzismo violento, quello dello Stato.
Le morti in nave sono molte ma molte di più rispetto alle informazioni numeriche datoci dai mass media, così come le tante altre facce del razzismo, tanti ogni giorno gli atti di discriminazione nei confronti di chi da uomo ama un altro uomo,come tanti anche gli atteggiamenti di divisione cognitiva nei confronti di chi pensa in maniera diversa dalla massa ed agisce di conseguenza secondo i propri orientamenti.

Occorre andare al di là dei muri che gli individui si creano spontaneamente o per influenze politico culturali; occorre lavorare sul pregiudizio abbattendolo e mirare invece al confronto; occorre che ci sia più rispetto reciproco, aggregazione di valori positivi, i “valori comuni e condivisibili”; occorre informare e formare al senso dell’umanità partendo dai più piccoli attuando percorsi laboratoriali interculturali; occorre “parlare” ai propri cittadini spesso intimoriti da altre forze territoriali attraverso incontri di piazza, concerti, manifestazioni.
L’arte, la musica, i veicoli di comunicazione efficace ed universale, la cultura come forma di integrazione, possono essere validi strumenti attraverso i quali dialogare e trasmettere il messaggio che associazioni anti razziste vogliono inviare cooperando in rete al di là di ogni schematicità, al di là di ogni limite.
“La Comune” invita tutte le associazioni e le persone singole a partecipare alla manifestazione di piazza Anti Razzista che si terrà il 17 ottobre a Roma, mille km per rinnovare la cultura dell’integrazione, perché si possa assumere comportamenti anti razzisti, una manifestazione che si muove quest’anno su una piattaforma contenutistica sicuramente più arricchita dati i recentissimi episodi di odio e di violenza nei confronti di stranieri ed omosessuali, ma sicuramente in un contesto non molto pacifista data l’offesa razzista che si sta sviluppando.
Il significato di Razzismo purtroppo è cambiato, vi è un’accentuazione delle differenze intese non come arricchimento condivisione ma come qualcosa da distruggere, mutate ed arricchite anche forme di discriminazioni nei confronti dei meridionali che si spostano al Nord per motivi di lavoro, i primi ad essere licenziati sono i “terroni” .
E’ un percorso lungo e complesso quello che si muove verso l’accoglienza del diverso, un percorso che richiede partecipazione, impegno e responsabilità da parte delle associazioni che si adoperano per la cultura, per l’informazione, per il sociale, un percorso che richiede a tutti di infrangere i muri di divisione per “essere per l’umanità”

Emanuela Cimmino

www.eduprof.it

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.