Madre Arte : ……a scuola di talenti

Scopo principale è quello di coltivare talenti, rafforzando e potenziando doti naturali di cui sono provvisti moltissimi giovani del territorio che amano recitare, cantare, suonare, danzare; è quello di offrire un percorso che sia completo a 360 gradi-così afferma Antonio Diana- il direttore- per l’ appunto della scuola- nell’intervista concessaci.
Una scuola-location di formazione, di crescita, di conoscenza interiore in riferimento alle proprie capacità e passioni da far emergere, e di equilibri armonici oltre che professionale, aperta a tutti, bambini, giovani ed adulti, intenti a fare spettacolo e dunque intraprendere un percorso lavorativo nel mondo dello spettacolo, e/o semplicemente per hobby; non a caso l’accademia propone brevi percorsi della durata di tre mesi per un numero di circa 50 ore per materie quali: regia, improvvisazione, psicologia teatrale, scenografia, scrittura drammaturgica, ecc.
Le stesse discipline possono essere approfondite con lezioni individuali per preparazione provini, aggiornamenti professionali e studi personale.
Madre Arte una scuola che vuole essere una scelta-così viene descritto il percorso negli opuscoli messi a disposizione degli interessati- un luogo di formazione dove poter coltivare passioni che possono essere sempre più sperimentate e messe in discussione al fine di trovare l’indirizzo giusto.
Oggi è cambiata la richiesta da parte del mercato dello spettacolo: il ballerino, il cantante non devono essere solo artisti in quanto tale, ma completi, il ballerino deve saper anche cantare, l’attore deve saper anche ballare, insomma artisti capaci di comunicare e di esprimersi attraverso diversi canali.
Bella, spaziosa, accogliente, la scuola Madre Arte, diverse le sue sale che abbiamo visitato e fotografato: la sala teatro che ospita anche un festival internazionale di Cabaret e rappresentazioni di gruppi professionali emergenti, lo studio di registrazione che offre agli allievi uno spazio attrezzato per la didattica di strumenti musicali e tecnica vocale.
Professionalità, passione ed esperienza fanno parte di Madre Arte; è su questi tre elementi portanti che segue l’intervista.

•Intervista ad Antonio Diana – direttore della scuola e docente di registrazione

L’idea di una scuola di spettacolo a Villaricca, perché e quali le motivazioni?
Tutto nasce dalla forte vocazione e passione di fare recitazione. Sono di Villaricca, per studiare mi sono trasferito a Roma, qui allora non c’erano scuole specifiche né ci sono, salvo palestre che offrono corsi di sola danza o scuole musicali che offrono solo percorsi di musica. Essendo della zona ho ritenuto opportuno realizzare qualcosa di speciale in un territorio come il nostro di ben poche risorse ma che vede presenti tantissimi ragazzi/e con talenti artistici.
Dunque una location a loro disposizione dove potersi esprimere e studiare ciò per cui sono portati.
Madre Arte è una scuola che offre un percorso completo anche seguito del cambiamento rispetto la richiesta da parte di diverse produzioni cinematografiche. Viene richiesto l’artista integro con le tutte le conoscenze artistiche.

Perché il nome Madre Arte?

Madre Arte proprio come una madre accoglie i suoi corsisti che educa e guida con amore. Generatrice di artisti e di formazione artistica, come la madre che “genera-produce bambini custodendoli nel sul grembo”Madre che accoglie e prepara i suoi allievi in un percorso di valori umani; poiché la formazione artistica è una grande palestra di valori umani.
Significativo anche il nostro logo: potrebbe sembrare un segno qualsiasi, un graffio, invece rappresenta un utero che accoglie e protegge.

Madre Arte attua anche corsi di danza terapia, musicoterapia, arte terapia?

Certamente, in particolar modo per gli allievi diversamente abili che vengono seguiti attentamente da personale esperto. Proponiamo a tal proposito progetti nelle scuole, presso enti ed associazioni che si occupano di bambini/ragazzi down.

Quali gli obiettivi?

Al di là della formazione artistica, ci prefiggiamo di creare una rete con le amministrazioni territoriali e le scuole, è nostra intenzione stilare protocolli d’intesa al fine di partecipare a bandi di scuole aperte e progetti Pon. Ci prefiggiamo di accogliere alunni segnalati dalle stesse scuole che mostrano particolare attitudine artistica:ragazzi/e provenienti anche da altre zone non solo di Villaricca.
Purtroppo da un po’ di tempo non è più attiva la navetta che collegava Chiaiano a Villaricca, ci stiamo dunque adoperando con un mezzo privato.

Quali le sue aspettative e da docente e da attore?

Creare un cantiere artistico sempre in movimento. Scenografia, coreografia, musica inedita, frutto della creazione di chi guida e chi vi partecipa, un esempio è “Sacchetti in rivolta”, un musical che ruota attorno alla tematica dell’educazione ambientale.
Creare continue opportunità lavorative con gli allievi e per gli allievi. Lo scopo principale non è tanto la visibilità mediatica come potrebbe offrirla la partecipazione ad “Amici” o “Xfactor”, qualcosa che finisce, ma guidarli verso un reale percorso professionale.

I corsi sono a pagamento? Usufruite di finanziamenti?

Purtroppo non abbiamo ancora finanziamenti specifici, si i corsi sono a pagamento, per coloro che vivono in situazioni particolari, sono esenti da rette, diamo borse di studio, consentiamo l’accessibilità a tutti. Abbiamo perfino un corso di mamme: 12 signore che partecipano al laboratorio teatrale.

•Intervista a Enzo Castaldo:direttore artistico e coreografo

Perché la scelta di diventare coreografo?perchè proprio la coreografia?

La coreografia è l’arte dell’esprimersi con il non verbale; il coreografo studia l’atteggiamento, il movimento, la postura dell’artista adattandolo al contesto epocale e spaziale della scena, della storia o argomentazione che si vuole trattare. La coreografia è arte scenica, la coreografia dilettistica è saper far ballare e muovere perfino gli attori su musica.
Personalmente fare coreografia non la si sceglie ma si diventa coreografo con le esperienze di vita e di studio, si impara con il tempo. Un po’ come è successo a me: ricordo che fui contattato ai tempi del Gran Premio con Pippo Baudo per lavorare sul “Novecento Napoletano”- c’era anche Marisa Laurito – pensavo di non farcela, di non essere capace di lavorare sui movimenti, gli atteggiamenti, ero un ballerino e non un coreografo, avevo paura, ma quell’esperienza mi ha aiutato a scoprire una dote che possedevo e che era emersa solo allora: il talento, la capacità di elaborare cose meravigliose.

Nella scuola Madre Arte si occupa di danza, di coreografia, quale il suo approccio con gli allievi?

Ah. Sono severo perché pretendo dai miei allievi, pretendo il massimo impegno. Lavoro principalmente non sulla quantità numerica di utenti quanto sulla qualità comunicativa ed espressiva del non verbale. Miro a far emergere in ogni allievo il talento nascosto, sommerso spesso per la paura di farlo emergere – com’è successo a me- a comunicare e mettersi in discussione con i propri talenti.

…. Il via alle lezioni è previsto per il 5 ottobre: e allora …..tutti a scuola di talenti….

Articolo ed intervista di Emanuela Cimmino

www.eduprof.it

Riprese di Alessandra Romano

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.