Quando dirgli la verità

La legge prevede che questi dati non vengano consegnati a nessuno, neppure quando l’ adottato è grande.
In alcuni casi si concede tale diritto, solo dopo aver chiesto ai genitori naturali uno specifico consenso.
L’ aiuto principale che voi genitori potete dargli è quello di condurlo all’ elaborazione dell’ immagine di sé. Bisogna, dovete, parlargli e raccontargli la sua storia, le sue origini. Per il figlio adottivo la conoscenza delle origini diventa ancora più importante ed è una delle tappe fondamentali del suo sviluppo.
Per molti dirgli di essere stato adottato, potrebbe farlo soffrire, ma si cresce insieme, l’ adozione infatti non và raccontata ma vissuta senza nessun tabù.
Vostro figlio deve capire che se i genitori naturali lo hanno abbandonato, non è sua responsabilità e che vi sono stati degli altri, pronti ad accoglierlo e amarlo.
Dovete essere voi a dirglielo e non amici, parenti o insegnanti, dovete aiutarlo prepararsi ad accettare la verità, la sua realtà.
Può capitare che il bambino rifiuti di accettare la propria storia, inventerà storie come quella di essere nato da voi. Il bambino adottato non può elaborare una fantasia di abbandono, ma và alla ricerca della normalità.
Aiutatelo. Aiutatelo anche nel percorso scolastico, se grandicello e ha già acquisito conoscenze nella scuola del suo paese, il suo ingresso a scuola deve essere graduale, tenendo conto dei suoi livelli cognitivi. Quando sarà grande, può anche capitare che vostro figlio voglia recarsi nel paese di origine e cercare la sua storia. Dunque siate pronti

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.