Il mio fine settimana con : Io, Cirillo e Cutolo

Cosa è la criminalità e quali i fattori?

Un sottosistema sociale, una sub cultura con il proprio regolamento, modi di fare e di essere, con una propria forma mentis ed un senso di appartenenza inestinguibile, con delle proprie ideologie ed approcci comportamentali in termini di dinamiche, azioni, modi di delinquere.
Tanti i fattori descritti dalle innumerevoli teorie criminologiche, da quella classica- determinista a quella delle aree sociali corrispondenti all’associazione carenze psico fisiche , “ a comportamenti simili corrispondono cause simili” e connessione variabili – carenze socio ambientali culturali; dallo struttural funzionalismo che dà vita al concetto di devianza, conformismo, la teoria dell’anomia di Durkheim , a quella della criminologia clinica di Di Tullio con l’attuazione dell’osservazione scientifica della personalità dei detenuti, espletata durante l’esecuzione penale al fine di determinare il trattamento individualizzato finalizzato alla rieducazione e risocializzazione – quanto previsto dall’O.P 354/75 sia alla determinazione ed individuazione dei comportamenti dei soggetti sia reclusi che in stato di libertà.
Diverse anche le tipologie di “sub cultura criminale” quelle presenti in “Io, Cirillo e Cutolo”: la camorra e l’associazione delle Brigate rosse , forma, espressione di terrorismo, sotteso dalla promozione e diffusione, difesa di “idealismi” a dir poco enfatizzati.

Anno 1981, Tonia Limatola, giornalista del Mattino, autrice del libro, aveva 9 anni, già conosceva la storia, attingeva informazioni dalle fonti giornalistiche e mediatiche; io avevo da poco compiuto 1 anno e di certo non posso ricordare se non dalle fotografie e racconti di famiglia l’evento terremoto dell’Irpinia.

Personaggi:

Ciro Cirillo – sequestrato nel’81 dalle brigate rosse, ex presidente democristiano della Regione Campania, assessore all’urbanistica, sconosciuto a quelli della nostra generazione. Il suo sequestro : ancora un mistero irrisolto.

E’ stato spiegato perché hanno ucciso Moro, ma non come e perché invece venne liberato Cirillo.
Tanti gli interrogativi: perché Cirillo – Perché era quello più facile da sequestrare, era abitudinario, con orari fissi, un “ regolare”

Ministro Gava : un po’ di libertà se le è portato via anche lui, coinvolto nella trattativa per la liberazione di Cirillo, accusato anche di collaborare con la criminalità organizzata

Cutolo: boss pluriomicida –leader della Nuova Camorra Organizzata, fungerà da intermediario con i brigatisti in carcere per fare pressione al fine di liberare Cirillo.
La trattativa Br e camorra e la pubblicizzazione della stessa, rende Cutolo più noto; cercava una cassa di risonanza sui giornali.

Granata Giuliano : ex sindaco di Giugliano, braccio destro di Cirillo. A lui si rivolsero i servizi segreti per trattare con Cutolo e consentire la liberazione di Cirillo. Granata più volte è stato in carcere in visita a Cutolo per “colloqui”, non come politico-la politica-la sua forza- la sua linfa-dimesso dopo la liberazione di Cirillo dalla Dc – ma come amico, amico di Cirllo e della sua famiglia.

“Tu sei il mio uomo-carissimo Giuliano -ti prego aiutami”-scrisse Cirillo in una lettera rivolta alla sua famiglia ed all’amico Granata

Dopo la liberazione –Cirillo andò subito a riposare-chiese di rimanere solo con l’amico per parlare mentre lui era già coricato.

“Quando vi sentite meglio c’ho un sacco di cose da dirvi”-disse Granata

“Ma che avete combinato con i camorristi ed i servizi segreti?”-disse Cirillo

“Presidente , poi ne parliamo”

Amicizia ma soprattutto stima, ossequio, considerazione.

Regolare anche lui con le sue abitudini: il barbiere ogni mattina, la cravatta annodata seduto sul divano, la scelta della cravatta, a colori, quella indossata per il primo colloquio con Cutolo, vivace per non sembrare un uomo sconfitto e poco energico.

Nel linguaggio della criminologia, la comunicazione non verbale, compreso la tipologia di abbigliamento dice molto su chi si è, capace perfino di evidenziare i tratti della personalità.

Granata :Un uomo caratterizzato da determinazione, rispetto, per questo Cutolo aveva di lui la considerazione di essere “un garante” – “Cosa potete fare per me ? “-chiese Cutolo a Granata durante un colloquio.

A confronto due uomini di rispettivo onore-onore considerato tale in maniera circoscritta.

L’uno a servizio della legge, l’altro leader della sub cultura con la sua di legge

Cutolo non voleva parlare con gli sbirri- ma uno che gli potesse dare garanzie

Garanzia, protezione in carcere tra i detenuti, il rispetto della scala gerarchica.

Allora Granata non era più sindaco di Giugliano, disposto a collaborare per la sua liberazione “Cirillo è un padre per me”- disse Granata a Cutolo

Dopo aver contribuito a salvare l’amico, la sua vita, viene emarginato dalla politica

Il giudice Alemi :convinto che la liberazione fu portata avanti dai servizi segreti e da Giuliano Granata.

Nel 1981 c’era Sandro Pertini come Presidente della Repubblica.

Il rapimento:

Napoli era a quell’epoca devastata dall’incubo delle Brigate rosse.

Quella delle Brigate rosse, il rapimento del politico Cirillo, è una vicenda che ha segnato il destino della Campania: la trattativa per la liberazione di Cirillo, il versamento di cospicue somme alle Br ed ai camorristi, favori, riduzione di pene.

Fatti provati e non provati, non tutte le promesse furono mantenute, fu il periodo delle “morti strane”.

Quante vite per Cirillo libero? – fu scritto nel’84 su Repubblica.

La liberazione di Cirillo resta un mistero per la scomparsa delle prove documentale e la debolezza della prova orale.

Il rapimento effettuato secondo la regola dell’annientamento “Se non sei armato non rappresenti un pericolo”

C’era anche Granata. Nella dinamica del sequestro venne ucciso l’autista ed un agente della Polizia di Stato.

Il mezzo: un furgoncino sequestrato giorni prima, rimase per diverso tempo in un campo a Portici, protetto.

La crime story

In Io, cirillo e cutolo: intrighi della politica, lo spaccato della malavita, “le deviazioni” dei servizi segreti, ma ciò che colpisce è la storia di un uomo, di un amico intimo.

Io, Cirillo e Cutolo è la storia di ombre in movimento, che restano ancora scure; tanti gli interrogativi, quale sul perché non si sia fatto nulla per salvare Moro dalle “carceri” delle Br e per la liberazione di Cirillo si siano tentati tanti canali.

I brigatisti: caso singolare

Un caso singolare quello del sequestro di Cirillo.

I brigatisti: idealisti, -allora -lottavano, si proclamavano per la salvaguardia degli interessi delle famiglie napoletane, lotta agli speculatori- chiesero di avere 1 miliardo e mezzo di lire per liberare il politico – si sono comportati come delinquenti.

Accusavano Cirillo di essere l’ideatore di una mirata “deportazione” delle famiglie napoletane, sradicate dal centro storico e tradotte con forza nella periferia

– Cirillo era depositario di segreti-

Le Br avevano il loro regolamento interno

Il capo dei rapinatori verrà processato ed arrestato, ma lo stesso destino spetterà a Granata- paradosso- per falsa testimonianza.

Accusato anche di essere un basista perché al corrente degli spostamenti di Cirillo e di aver mediato con la camorra, un fatto sicuramente eticamente riprovevole, ma nella scala dei valori prevale sempre la vita di un uomo.

Il Periodo -gli eventi

Il sequestro di Cirillo avviene in un clima di tensione sociale: il terremoto, la ricostruzione dopo il terremoto, un business miliardario che stabilì rapporti organici tra responsabili della ricostruzione e la camorra. Ma Cirillo non c’entrava niente con l’affare terremoto.

All’epoca del sequestro i poteri erano in mano al Comitato scientifico

Un periodo di vicende :

-Lo scandalo della loggia massonica P2 (propaganda 2), la commissione parlamentare che indagava sulle vicende del banchiere Michele Sindona rese nota una lista di più 900 affiliati alla P2, tra i piduisti esponenti dello Stato ed appartenenti ai servizi segreti.

Lo scandalo ebbe ripercussioni sulla gestione della trattativa. Il caso venne sottratto al Side (sicurezza interna)e affidato al Sismi(sicurezza militare)

27 aprile 1981 il sequestro

23 novembre 1980 il terremoto dell’Irpinia

11 giugno 1981 attentato al Papa.

Fine maggio 1981 lo scandalo P2 aveva portato alle dimissioni del capo del governo Arnaldo Forlani e la nomina alla Presidenza del Consiglio Giovanni Spadolini, primo presidente laico.

“Era la prima volta che la Dc non aveva suoi uomini ai vertici istituzionali- la Dc – infatti abdicò per difendere lo Stato

24 luglio 1981 la liberazione di Cirillo: prima di essere interrogato dai magistrati, per Cirillo era fondamentale ritornare a casa, tra gli affetti. Ad aspettarlo la sua famiglia e l’amico Giuliano Granata.

Analisi degli eventi e riflessioni critiche:

Presente nella crime story le fasi giuridiche e giudiziarie: commissione del fatto, esecuzione, riflessione in sede penitenziaria, i processi, le dichiarazioni , il pentimento, la collaborazione con la giustizia (art 58 o.p)

Strategic management: esperto di sequestri, Granata dopo la liberazione è stato titolare di un ufficio legale. L’esperienza gli ha fornito competenze in tal senso

Problema dell’ecolegalità: Granata da sindaco riceve una proposta equivoca per far arrivare rifiuti tossici a Giugliano -disse di no- i rifiuti non arrivarono mai a Giugliano – il sindaco teneva sotto osservazione le discariche.

La battaglia contro l’Enel : si voleva installare a Giugliano la centrale di turbogas, per la quale Granata fece ricorso al Tar vincendolo.

Aveva tante belle idee-molte non realizzate-

La conoscenza di Tonia Limatola, l’attingere il racconto di Giuliano Granata, pagina dopo pagina, passo dopo passo, per costruire i fatti, classica modalità criminologica per mettere assieme i pezzi del puzzle.

I colloqui in carcere: uno degli istituti che consentono di mantenere rapporti con i propri congiunti conviventi e familiari sono i colloqui (art 18 O.p , 37 Regolamento di esecuzione 230/00)Colloqui che vengono consentiti a tutti i soggetti detenuti per un numero non superiore a sei al mese, salvo per coloro che appartengono al 41 bis per i quali vi sono delle restrizioni sia in termini di numero che di modalità.

Il vecchio regolamento prevedeva che i colloqui venissero sottoposti non solo a controlli a vista da parte dell’agente di polizia penitenziaria ma uditiva, gli stessi colloqui telefonici venivano sottoposti a registrazione.

L’ attuale ordinamento penitenziario prevede che gli stessi colloqui possano essere effettuati in apposite sale interne senza mezzi divisori fatto eccezione per scopi sanitari o di sicurezza, all’aperto se il carcere è dotato di spazi verdi: per i detenuti e gli internati infermi i colloqui possono avere luogo nell’infermeria.

La durata dei colloqui è di circa un’ora, fatto eccezione per coloro i cui familiari provengono da altre regioni, lo stesso può essere promulgato a due ore.

I colloqui tra Granata e Cutolo durano 1/5 , il luogo: la stanza del direttore: non si saprà mai se Cutolo abbia avuto o meno influenza concreta sulle Br per liberare Cirillo.

Non sono rimasti mai soli

Cutolo non gli ha mai fatto confidenze, eppure Granata è stato accusato di essere un camorrista ad hoc da Giovanni Pandico, che nel carcere vi era andato con i servizi segreti, che Cutolo lo avrebbe fidelizzato nominandolo camorrista nella sua cella.

Granata ed il carcere: zona colloqui- il colloquio veniva effettuato tramite citofono, un mezzo divisorio : un vetro blindato. Modalità attuata solitamente per i soggetti detenuti socialmente pericolosi

Isolamento: in infermeria, isolamento nell’ora d’aria. Art 33 (O.P) “L’isolamento continuo è ammesso

-quando è prescritto per ragioni sanitarie

-durante l’esecuzione dalle attività in comune

-per gli imputati durante l’istruttoria e per gli arrestati nel procedimento di prevenzione

L’isolamento (art 39 o,p) rientra nelle sanzioni disciplinari: Granata era da poco entrato in carcere.

Aspetti che per la loro attuazione sono considerati disumani da Granata- ne porterà sempre i segni- e che analizzandoli sono tutto fuorchè rispettosi dell’art 27 della cost.” Le pene non devono consistere in trattamenti contrari al senso dell’umanità ma devono tendere alla rieducazione ed inserimento sociale degli stessi”.

La conta: ogni ora di notte: “Accendevano la luce nella cella, era obbligatorio dormire con la faccia rivolta verso lo spioncino”-ogni tre ore entravano nella cella e battevano un arnese di ferro contro le sbarre blindate per verificare che non fossero segate”

Potevano essere utilizzati sistemi telematici per monitorare i detenuti.

Struttura penitenziaria non ad hoc : siamo nel 1982, quasi otto dopo la determinazione del nuovo ordinamento, eppure l’istituto ospitante Granata è alquanto fatiscente, gli elementi caratterizzanti non corrispondono a quanto previsto dagli art 5-10 dell’O.P:

-le celle dotate di un quadratino di ferro che fungeva da spioncino

-il bagno fuori la cella, “si era osservati a vista anche mentre si facevano i propri bisognini”

L’art 7 del Regolamento di esecuzione prevede che i servizi igienici siano collocati in un vano annesso alla camera, forniti di acqua corrente, calda e fredda, dotati di lavabo, doccia e per le sezioni femminili anche di bidet

Perquisione personale: è uno degli aspetti più umilianti della fase di esecuzione penale-dice Granata- per come è stata effettuata “è una vergogna per un paese civile”.

Art 34 dell’O.p, 74 DEL Regolamento di esecuzione , disciplinano le modalità di perquisizione attuata nel pieno rispetto della personalità e dal personale di uguale sesso al detenuto/a

Cutolo sudava : tipica caratteristica del soggetto che parla ma non dice, tipica tensione di chi teme di trovarsi confrontarsi con un soggetto altrettanto forte, capace, intelligente.

Il Sudore presuppone ansia, agitazione, timore di non controllarsi ed attuare meccanismi di difesa; è comunicazione, le mani sudate sono comunicazione.

Cirillo in un covo : all’interno di un ambulatorio medico a Ercolano. Una branda, una scrivania, una cassa che diffondeva musica psichedelica per far perdere la cognizione del tempo-le caratteristiche del luogo.

Cirillo aveva un piccolo orologio per orientarsi.

All’atto della liberazione-fu incappucciato- perchè non potesse orientarsi –per non avere poi una visione chiara del fatto. Ricorda di aver visto una macchina della polizia stradale e di averla fermata

Dopo liberazione

Granata fu scarcerato il 2 maggio, dissolto dal partito, deluso, non ha mai più ricoperto incarichi istituzionali per la Dc, vi ha lavorato poi come capo ufficio stampa della Provincia.

Cirillo aveva desiderio di ritornare in Regione -la posizione contraria da parte della maggioranza del partito -perché ormai un uomo segnato ed il fatto stesso di essere stato sequestrato dalle Br lo rendeva ricattabile.

Il mistero:

Al porsi la domanda perché Cirillo era stato salvato e Moro no, una risposta è stata data dal Presidente Gava- un uomo legato alla famiglia, che viveva in ombra lontano dai riflettori- “L’atteggiamento del partito era cambiato quando le Brigate rosse avevano assunto un comportamento da comuni sequestratori: avevano chiesto soldi anziché solo la pubblicazione di documenti, il rilascio di carcerati ed il riconoscimento delle loro richieste da parte dello Stato.

“Ciò che colpisce è la storia di un uomo:Giuliano Granata che porta tuttora le stimmate di un martirio che lo hanno profondamente segnato nel corpo e nell’anima “(postfazione di Giovanni Leone jr)

L’incontro tra Tonia Limatola, Cirillo e Granata: “Tra loro c’è rispetto più che semplice amicizia”-Da quasi trenta anni si dicono sempre le stesse cose.

Cirillo è magro ed elegante, Granata è pieno e determinato.

Onorata di aver presieduto la serata, si è dato ascolto alla lettura del libro.

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.