Essere Giovani oggi.

Ma si dice dove stà il colpevole, dove la mancanza di quel quantum che ha sempre dato ai giovani la voglia di rischiare, di mettersi in gioco, di prepararsi un futuro. La colpa è nella modernità ad ogni costo. La società odierna ha pensato a dare ai giovani fin dall’infanzia giochi sempre più perfetti, senza che vi sia stato un pensiero alla sana improvvisazione, all’eroico cimentarsi nella relazione con gli altri, se non in modo solo consumistico e sterile. I giovani sono stati essi stessi oggetti di consumo.Li ha condannati alla solitudine anche in mezzo agli altri , con gli stessi passi di ballo moderno, tendenti sempre più al perfezionismo di maniera, di mosse studiate allo specchio. E gli adulti cosa fanno. Quelli più responsabili, insegnano che devono studiare per relazionarsi con gli altri in futuro, in nome della carriera e del profitto, ma mai si pongono il problema di come far loro gestire il tempo libero, di farne motivo di discussione, di dibattito , anche se tempo libero a disposizione dei giovani , oggi ce n’è tanto, per cui le loro scelte sono state preventivamente indirizzate, canalizzate proprio perché esso fa parte della loro vita , in maniera preponderante se non addirittura preoccupante.E allora, perché non insegnare loro che vivere non è facile, e che i momenti di svago devono essere vissuti in maniera diversa dal cercare di divertirsi ad ogni costo, senza nessun altro risultato anche a mezzo di prove estreme, quali quelle di esistere solo attraverso lo sballo di qualsiasi genere, ivi compreso la pasticca, l’ubriacarsi , di correre in macchina o in moto o infine la bravata e la prepotenza..Quando corrono, verso qualsiasi cosa che possa dare loro forte sensazione, non devono essere facilmente demonizzati, ma chiederci semmai, cosa inseguono, o da cosa fuggono, cosa li insegue.

Avremo facilmente la risposta.Sono inseguiti dalla noia, dalla menzogna del facile guadagno, dalla mancanza di sogni, di prospettive, e di valori. Desiderano fuggire dal vuoto di ideali, dalla angoscia di non farcela, dalla mancanza di considerazione, e cercano di darsi importanza in un gesto di sfida e di battaglia gridata alla società, che tende sempre più a ghettizzarli nella piattezza e nell’uniformità delle scelte e dello stesso sentire. Lo stesso amore, sentimento tra i più alti, viene immiserito in un semplicissimo sfogo dei sensi, senza alcun pathos necessario, senza costruzione solo per dimostrare qualcosa che non c’è. Il nulla per il nulla. Gli esempi che ricevono sono tutti negativi.Tutti belli, alti, alla moda, e palestrati con la speranza di sfondare in televisione.E poi le promesse non mantenute per tutti gli altri. Illusioni solo illusioni e nient’altro.Dopo un grande spendere di parole, tutto torna come prima ed i giovani si ritrovano disperati, sempre più soli con se stessi, senza trovare orizzonti luminosi per una vita degna di essere vissuta. L’inutile ricerca di un lavoro, di un senso giusto della vita, la paura di un futuro di un domani, sempre più aleatorio e distante.Nasce da ciò la rabbia più assurda e feroce. I nostri tempi , sono sempre più segnati dalla mancanza di rispetto che i nostri giovani hanno per se, per gli altri, per la propria vita e per la vita altrui.L’altro non è l’avversario con cui dialogare, confrontarsi, discutere, ma un nemico da abbattere, distruggere, annientare.Ancora è colpa della famiglia che manca.È colpa della famiglia che ha dato delega alla televisione e agli spettacoli più stupidi, assurdi e violenti. I giovani di oggi, sono cresciuti da bambini soli con merendine e cartoon di stampo giapponese, in cui alabarde spaziali, razzi fotonici e raggi distruttori hanno fatto da padrone, mancando del tutto la figura dell’educatore familiare. Quanti giovani, oggi, dimenticando la loro gioia di vivere, immolano se stessi sugli altari dei falsi eroi, rinunciano alla vita stessa ed è sempre più difficile che un giovane oggi faccia sentire una risata piena e trascinante. Essi tutto al più sorridono.Alle loro spalle sogghigna Medusa, la grande ingannatrice.Bisogna che i padri moderni, gli stessi che vengono descritti sempre più,come meno autoritari, come interessati amici dei loro figli, inibiti ed inebetiti per quello che essi credono tempo perduto, ritrovino il loro ruolo di primi educatori, con tutte le responsabilità che conseguono.I figli non sono bambolotti, ed essi devono riconoscere limiti e regole, diritti e doveri.Rispetto per se stessi e per gli altri.Nascerà così una nuova società, capace di apprezzare e di apprezzarsi, ed agirà da catalizzatore, attirando nel proprio sentire tutti gli altri.

Bisogna di nuovo parlare ai figli con un nuovo linguaggio, lasciandoli liberi di esprimersi, di tendere a mete più alte, di librarsi negli orizzonti, di dare spazio alla fantasia, alla poesia ed alla dolcezza di vivere la musica , il gioco, lo sport e la notte insieme agli altri giovani, senza alcun sballo, senza grossi eventi, ma in perfetta armonia con se stessi.Ricercare sempre più quegli sport che fanno stare bene con se stessi, che pongono limiti che non aspettano altro che di essere superati, Di bersagli da centrare, di mete da raggiungere. La corsa, la bicicletta, il tiro con l’arco, il nuoto ed altri simili , fondati su valori personali ed ideali .Vuoi mettere l’incanto di scalare una montagna, di passeggiare solamente, insieme con gli altri sulla spiaggia, in riva al mare in una notte di primavera, o sotto le stelle in estate.Bisogna riappropriarsi delle ns. città, trasformando tutte le piazze in discoteche o teatri all’aperto, o solamente in posti ove incontrarsi la notte, senza la paura che poi succeda qualcosa. E l’allegria di ritrovarsi tutti insieme attorno ad una stratosferica tavolata , di fronte a piatti odorosi e fumanti,cucinati con le proprie mani, cantando la propria gioia di vivere.Sensazioni da vivere pienamente. Cose semplici, come gli odori, le rimembranze, i sapori della ns. terra.

Fare teatro, parlare, confrontarsi, discutere, conferenze, giochi, viaggi, dare e darsi allo stesso tempo con fiducia o solo presenza.Ed allora lanciamo la sfida, senza più accontentarsi di razzolare per terra, di elemosinare considerazione ed attenzione, prestate quasi certamente con commiserazione ed evidente fastidio. Bisogna che tutti insieme, i padri presi sempre più dai loro problemi, la famiglia che deve ritrovare il proprio ruolo, la scuola, gli educatori, la società tutta, possa insegnare che proprio quella libertà, tanto penosamente conquistata, voglia che tutti gli individui, vengano costruiti bene, perché la libertà sia sempre garantita, ma solo nel rispetto degli altri e della legalità e mai da considerare in maniera estrema e pragmatica di stupida intoccabilità o libero arbitrio.

Sport , avventura,vita con gli altri, partecipazione, sono questi ottimi catalizzatori di energia, dove la sfida lanciata e desiderata non è mai fine a se stessa, ma tutti insieme danno un senso all’esistenza, senza mettere a rischio la propria vita, che a tutte le età è un bene prezioso da difendere sempre e comunque.

Domenico Di Renzo Direttore ” Senza Barriere”-Onlus

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.