Percorsi a cavallo: la comunicazione equestre

“Il mio è un rapporto completamente immerso nel contesto natura-dichiara Gennaro Principe-, non faccio altro che mettere in atto ciò che il cavallo è in natura, potenziare le sue capacità innate, farle emergere “-
Immerso è anche il suo rapporto con la natura dalla quale attinge continuamente energia positiva ed efficace, ponendosi in un atteggiamento di ascolto passivo.

“La natura comunica con gli esseri viventi, per ascoltarla, capirla, accoglierla, per sentirne la voce, percepirla su di se, basta porsi in una fase di saper ascoltare, cogliendo cose che gli uomini spesso sminuiscono ma hanno dentro”- così continua l’educatore equestre.
Per instaurare una relazione con i cavalli occorre saper adottare interventi educativi – terapeutici basati sull’affetto e la comunicazione che si realizza con gesti, sguardi e contatti.
Relazione che diventa terapia se passa attraverso un rapporto naturale spontaneo, genuino, determinando una sorta di tranquillità e di sicurezza; non solo il cavallo rappresenta un mezzo per riattivare contatti sociali, per esprimere le emozioni, per uno scambio affettivo, nonché un’occasione ludica attraverso la quale aiutare soggetti che presentano da un lato disturbi dell’apprendimento, delle capacità motorie, della comunicazione, dall’altro potenziare la fiducia nelle proprie capacità, l’autostima in se stessi, incrementare l’attenzione e la capacità di concentrazione, superare le paure e conquistare autonomie personali..

Il fulcro è nella caratteristica del cavallo di essere un”mediatore di relazioni”, rappresentando nella dinamica di scambio un protagonista disponibile e attivo: si lascia infatti carezzare, stringere,toccare, ma pone anche dei limiti, chiedendo di essere rispettato, accudito.

Ed è sulla cura, l’affetto, il reciproco rispetto e l’ ascolto dell’altro che si fonda la metodologia adottata da Gennaro Principe; una metodologia in campo caratterizzata da giochi interattivi e di comunicazione emotiva che girano intorno al Cerchio dell’Amicizia, grazie al quale consente ai suoi piccoli allievi di instaurare -con i cavalli -in poco tempo un rapporto d’amicizia, suscitando negli stessi interesse, curiosità, desiderio di conoscenza e attrazione..

Ed è in poco tempo che uno dei suoi alunni PF. I., di dieci anni, è riuscito a trottare un pony di diciotto mesi, instaurando con lo stesso una relazione fatta di comunicazione –parole -carezze- gesti- sguardi reciproci, contribuendo alla formazione della sua identità personale e psicologica.
Merito di Gennaro Principe –l’uomo che sussurrava ai cavalli- che con dolcezza, pro positività e capacità educativa, in un contesto rassicurante come può essere la natura ed il contatto con la stessa, fa delle sue lezioni un’opportunità di comunicazione equestre, stabilendo con i cavalli legami affettivi, stimolando più piccoli a sviluppare il piacere per la cura delle proprie cose -perché del cavallo e dello stesso maneggio-occorre prendersi cura, trasmettendo negli allievi la fiducia e la padronanza dell’animale spostandosi così autonomamente in condizioni di sicurezza, come lo è per il piccolo P.F

Percorsi a cavallo diventa dunque equitazione pedagogica e quindi un intervento educativo che, si basa sulla relazione con l’altro, l’ educarsi all’ascolto, all’attenzione, all’aiuto reciproco.

Emanuela Cimmino

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Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.