Un’inviata speciale ad un evento speciale

Smilitarizzata con la 395/90, i componenti della “Polpen” eseguono attività di osservazione e trattamento, partecipano all’elaborazione e stesura del piano pedagogico se non percorsi progettuali che perché possano essere fattibili e realizzati è necessaria la presenza della sorveglianza, cooperano con l èquipe educativa, conciliando aspetti trattamentali rieducativi con quelli meramente disciplinari.

Ascolto, dialogo, cooperazione, intervento morale e relazione d’aiuto sono tra le tantissime prerogative aggiunte alle altrettanto importanti caratteristiche che contraddistinguono il corpo di polizia penitenziaria,operante in un’organizzazione assai complessa per tutte le sfaccettature presenti se non anche per la tipologia di utenti ospitanti.

Osservazione e comunicazione dialogica che in passato sono stati elementi di non accettazione né di condivisione culturale nel’ambito di un corpo per il quale vigeva l’esclusiva della disciplina, il mantenimento ed il rispetto rigoroso delle regole, sono ora gli elementi portanti che fanno degli agenti di polizia penitenziaria rilevanti e significativi coadiuvatori dei funzionari delle professionalità pedagogiche e giuridiche.

Il corpo di polizia penitenziaria ben inserito anche negli uffici amministrativi, svolgono, nel contempo il ruolo di custodia-pur abbandonando ormai il lontano ruolo prettamente di secondino-sentinella, garantendo sicurezza per arginare sommosse e /o comportamenti che potrebbero mettere in rischio la vita sia di chi è “dentro per reati commessi” sia di chi vi lavora.

Un lavoro che sicuramente vi comporta soddisfazione, step di carriera, ma che può essere anche rischioso, perché, troppo spesso- come del resto è capitato in quest’ ultimo anno, i “polpen” sono stati vittime di aggressioni intenzionali- pre determinati o improvvisi da parte dei soggetti detenuti.

Elegante, sontuosa, la cerimonia d’apertura, il rituale del picchetto, l’ingresso e parata di autorità rappresentative; ricca e corposa la parte dedicata alle letture dei saluti delle “cariche ministeriali”, dolce-salato il bouffe che ha visto incontrarsi in un ampio verde giardino, civili, uomini e donne in divisa con comunicazione condivisa e paritaria, sinonimi di un’integrazione e cooperazione comune.

Emanuela Cimmino

Stampa

Educatrice Professionale e Criminologa.
Lavora per il Ministero Della Giustizia come Funzionario giuridico pedagogico. Redattrice del portale Eduprof.it dal 2003 ad oggi ed autrice di numerosi articoli sul tema pedagogico/criminologico.