Immigrazione e minori

Tutti i giorni i telegiornali ci mostrano immagini di povera gente, proveniente dal continente africano o dai paesi dell’est europeo, arrivare su barconi in Italia, per scappare da situazioni di povertà, di guerre civili e di miserie.

Per intercultura si intende confronto , scambio e continua messa in discussione della propria identità culturale personale , apertura all’altro , accettazione , condivisione , ma anche mantenimento della propria appartenenza al punto di combattere per difenderla.
Ma occorre capire perché e fino a che punto proteggerla.

Non esiste il termine razzismo ma vari razzismi.
Vi è il razzismo aperto , quello manifestato , teorizzato , quello che conosciamo storicamente classificando i gruppi umani considerandone alcuni inferiori in base a caratteristiche biologiche.L’atteggiamento di razzismo aperto si basa su emozioni forti che hanno profonde motivazioni psicologiche nell’insicurezza e nella paura dello straniero e del diverso , rinforzate da miti razziali negativi.

Nella nostra parte di mondo vive ancora una concezione etnocentrica della cultura. Nella storia sono innumerevoli gli esempi di integralismi perpetuati nei confronti di culture “inferiori”, che valorizzavano aspetti di civilta’ ritenuti meno validi di quelli dell’uomo bianco.

L’arrivo degli stranieri nel nostro paese ci ha posto in condizioni di riflettere sul concetto di identità della società ospitate , la società accogliente , sulle modalità di integrazione , sulle esigenze sociali e culturali.
Le nostre società per quanto mantengano la propria identità politica , diventano di fatto sempre più multietniche e multiculturali.

Il concetto di educazione interculturale viene spesso confuso con l’insieme di interventi adottati a favore degli studenti immigrati , la stessa nelle sue diverse dimensioni si prospetta come la risposta più avanzata rispetto alle modificazioni sociali nazionali ed alla conseguente domanda di istruzione e formazione di ogni persona e della collettività , con cui la scuola e le altre agenzie educative devono ripetutamente confrontarsi facendone uno dei motivi conduttori del processo formativo e dell’insegnamento.

Agli inizi degli anni 90 , l’ingresso dei minori stranieri nelle nostre scuole rappresentava prevalentemente un fatto sporadico , con il tempo le istituzioni quale la scuola , i consultori , gli ospedali si sono trovati ad organizzare spazi educativi per meglio favorire l’integrazione.