Interviste e Recensioni

Classe 1989, Sara, un nome scelto dalle sorelle Rosa ed Angela, una ragazza impulsiva, dallo spirito libero e ribelle a punto giusto, come lo è il suo segno zodiacale, quello dei Pesci, determinata in ambito professionale, meticolosa, precisa, ambiziosa, una laurea in Architettura e design e con una grande passione, il fumetto.Di manga sono i poster che tappezzano le pareti della sua camera, non mancano personaggi dei fumetti da lei inventati e disegnati; personaggi che prendono forma e diventano reali quando Sara si traveste ed interpreta se stessa nel ruolo di una eroina, di una fanciulla docile, di una guerriera che lotta contro il male. Personaggi femminili che un po’ le assomigliano per fisionomia, postura, fisicità e forse anche per carattere, brava, davvero molto brava, Sara nel riprodurre in scena il fare cosplay.

Alla settima edizione di un Monte di poesia, scrittori e componenti della giuria si sono stretti la mano, in uno scenario festoso dal sapore della castagna calda tra i borghi del Monte Amiata. Un’occasione, quella del secondo fine settimana di ottobre, perché le poesie potessero prendere forma, vita, attraverso volti e momenti di conversazione non solo poetica. Autori con le loro famiglie seduti attorno lo stesso tavolo della giuria, condividendo l’arte culinaria del luogo, emozioni e sensazioni legate al proprio fare poesia; un’occasione per conoscere trasversalmente le vite di chi si nasconde al di là della penna, una penna che scorre sul foglio bianco al dettare dei pensieri che diventano parole che toccano, che emozionano, che raccontano, che descrivono, che fanno parte di se. Le immagini degli autori e giurati che cantano e battono le mani nella serata antecedente alla premiazione al suono della voce di Massimo Pinzuti, si diffondono nella mente come flash di un momento costruttivo, di crescita e di arricchimento, perché le persone poesie hanno parlato, sono diventate fisiche, conoscitive, ognuna con la propria grandezza, ognuna con la propria poesia nel cuore.

Intervista a Mauro Di Rosa di Emanuela Cimmino

Correva l’anno 1997, quando durante un campo scuola organizzato in località S.Lucido in Calabria, in piena estate, mettemmo in scena una reinterpretazione dell’Annunciazione tra ironia e humor, io nei panni di una delle tre Maria, Mauro in quelli di un Gay Magi, il suo esordio. Dal gioco alla professione, dal divertimento ad uno stile di vita. Rincontrato dopo tanti anni presso la scuola media Basile di Giugliano-Na, io impegnata come formatrice per un laboratorio di giornalismo, lui di teatro, da attore in erba a maestro, perfino regista. Quello rivisto un Mauro con la sua personalità artistica, con la sua disciplina, la postura da attore da teatro, spalle più robuste, volto più strutturato, sguardo rivolto al cambiamento, alla comunicazione attraverso il paraverbale, una voce molto ben diversa da quel Gay Magi, snello, piccolo, ma con tanta voglia di sorridere al mondo e far sorridere.

Autore : Emanuela Cimmino

E’ stato un giudicare in poesia la mia esperienza estiva trascorsa tra circa 250 carte, carte che hanno preso forma e voce attraverso versi, parole, emozioni, ricordi. Personaggi, storie, tragedie, messaggi di pace, di amore, di solitudine, irrequietudine, tristezza, dolore, rabbia, odio, che mi hanno fatto compagnia nelle ore serali di un caldo luglio toscano, poesie, raccolte tutte in un unico faldone rosso, in attesa di essere toccate, lette, studiate, commentate, valutate per l’evento Un Monte di Poesia 2012.Io giudice di poesie, questa volta attorno ad un tavolo virtuale, a parlare di cultura, di sensazioni, di percezioni, assieme ad altri membri, membri che oltretutto potranno stringersi le mani il 14 ottobre, quando nell’occasione della Festa d’Autunno, saranno premiate le poesie che avranno ottenuto il maggiore dei voti.

di Emanuela Cimmino

Nell’ambito della progettualità extrascolastica, è terminato il 31 Maggio, il percorso della Fiaba sonora,realizzato presso Primo Circolo Didattico di Villaricca, in via Enrico Fermi ad opera dei musicisti professionisti e docenti dell’Associazione Culturale Musicale illimitarte. Quello di Musichiamo insieme è stato un contesto attraverso il quale è stato possibile fare italiano e storia rafforzando l’aspetto grammaticale e il senso spazio tempore inteso come procedure, passaggio, cambiamento degli eventi. Un modo divertente e nuovo di fare anche musica in classe,dall’utilizzo dello strumento all’imitazione, dall’immaginazione del personaggio all’interpretazione perfino di quanto fa parte del contesto fiabesco: alberi e dunque il fruscio delle foglie, il ruscello e dunque il rumore dell’acqua che scorre. Cavalieri, fate, streghe, draghi, animali sono stati i protagonisti di una storia musicale attraverso la quale è stato sicuramente più divertente e diretto “fare la didattica” stimolando negli alunni fantasia, ingegnosità, adattamento, conoscenza , curiosità.

1)Ebbene, Musichiamo insieme, Maestro, ci illustri nel dettaglio le sfaccettature del progetto

R. Il progetto Musichiamo insieme fa parte del più ampio contenitore di attività di “Scuole a Rischio”, un progetto regionale attivo in quelle aree dove ci sono problemi sociali.

Purtroppo viviamo in zone dove la dispersione scolastica, la criminalità e le devianze sono altissime e dove realmente occorre investire sempre e costantemente in cultura.

E dopo l’incontro di qualche anno fa nel salotto di Radio Attiva con ‘O lupo è addiventato pecorella , Dario De Lucia torna a sorprenderci con poesie che diventano ora musica ora spettacolo. Il suo è un fare poesia del quotidiano, e del quotidiano una poesia, attraverso la quale raccontare in rime le vicissitudini della gente semplice e comune, il rancore, la rabbia, il dolore, il sacrificio, la ricerca del lavoro, la famiglia, i sogni e la speranza. Attraverso le sue poesie canta l’arte dell’arrangiarsi, tipico del popolo meridionale, il mettere il proprio destino sotto il cielo, con enfasi grida un passato che non si può dimenticare perché ‘A vita nun se scorda ‘e niente tutto tene ‘a mente ma soprattutto che A vita è n’arraggio pe chi nun s’accuntenta è nu surriso, pe chi nun tene niente,

Ci sono periodi della propria vita in cui tutto sembra che remi contro, ad uno specifico evento se né susseguono sempre altri e tanti altri ancora .Si potrebbe parlare di energia negativa come potrebbe trattarsi secondo la letteratura della magia, nell’ambito delle superstizioni, di “ opere nefaste da parte di chi ci vuole male”. Invidia, cattiveria, ira, gelosia per la felicità altrui, superbia, sono i fattori scatenanti; ma è ciò che si vuole pensare come forma di giustificazione, è il rispondere immediato ai “perché proprio a me, che peccato ho fatto per meritarmi questo”!.

Intervista telematica a Raffaele Cardone

Ed è arrivata alla quarta edizione l’AWOP Festival (Acronimo di A World Of Peace), la manifestazione musicale, l’incontro interculturale che per diverse sere unisce e non tradisce mai lo spirito di tolleranza e di pace che è nel suo intento, quale il tema principale questa volta?

R.: L’AWOP Festival è aggregazione, partecipazione artistica e culturale. Il Festival, ideato quattro anni fa dalla band Marenia ed organizzato dall’Associazione Culturale Musicale illimitarte, da sempre sostenuto dall’amministrazione comunale di Villaricca, grazie anche alla qualità ed allo spirito dei partecipanti (tutti intervengono gratuitamente) è un vero laboratorio creativo ed artistico che contrappone alla sottocultura dilagante razzista, mafiosa, xenofoba, omofoba, violenta, dei dibattiti, convegni, mostre di arti visive, concerti, teatro, cinema ed arti di strada. L’AWOP in 4 edizioni ha coeso e portato sul territorio oltre 1600 artisti provenienti da ogni parte d’Italia ma soprattutto dall’area di Napoli Nord. Quest’anno per la prima volta anche artisti da Londra.

Il tema di questa edizione è particolare, perché, nonostante sia parte integrante della cultura nazionale è quanto mai insidioso: Il 150° anniversario dell’unità d’Italia.

Suggestivo l’incontro con una penna che da sempre racconta, mette su carta i pensieri dello scrittore che è in ognuno di noi, artefice di intuizioni, fautrice di sogni, desideri ed immaginazione, attraverso il suo leggiadro movimento dà vita a storie che parlano, trasmettono emozioni, una penna che racconta ricordi e storie.
La penna che racconta è da sempre amica dell’uomo che pensa e dice, la penna immancabile accompagna l’uomo nella sua quotidianità, presente in borsa, nel taschino della giacca, multifunzionale, è lo strumento del pensiero che diventa parola così come diventano parole, messaggi, i pensieri di Nicola Frasca con la sua Una penna racconta, una raccolta di poesie scritte in italiano ed in napoletano.
Un prof ed un artista poliedrico che si racconta attraverso vibrazioni, passioni, delusioni, amori e silenzi, un musicista che racconta con vita la vita, l’essenza di un uomo e della sua metropoli consumati da pulsioni fortissime, così come viene descritto nell’introduzione del suo libro.
Una penna racconta è l’esempio di come è possibile fare poesia, scrittura creativa, anche ed ancora oggi, che siamo circondati da una comunicazione mediale che passa come flash e spesso con significati dissonanti; poesie di una volta, poesie contestualizzate, che hanno fatto di “Una penna racconta”, la sfida di N.F

Il 6 ottobre ha avuto inizio la seconda edizione di “Un caffè con l’autore”, iniziativa di animazione culturale interattiva ad opera delle associazioni Illimitarte, Cittadinanza Attiva, Sociale in rete onlus ed il Collettivo teatrale “L’anima ed il suo doppio”.Lo scopo:quello di trasmettere la cultura con tutte le sue faccettature attraverso diversi canali della comunicazione, creando sinergia tra autori e lettori, musica e teatro; ma soprattutto creare contesti spazio tempore nei quali crescere democraticamente nel pieno rispetto della libera espressione, messa in atto delle proprie competenze e status d’essere. La location:la biblioteca comunale di Villaricca -Na, che ogni mercoledì si tinge di una cultura in movimento e in continuo apprendere.