Educatore professionale

Per questo mese Eduprof affronterà ancora le tematiche inerenti il nido e la pedagogia interculurale compresi i problemi inerenti l’immigrazione.

Essendo stata oggi la Festa dei nonni , saranno ben accolti nei prossimi giorni articoli e testimonianze di vita sui vostri nonni.Le testimonianzE potranno essere postate nel forum dedicato agli “Anziani”, la nostra amica Michela di Firenze ha già scritto qualcosina.

Sicura in una vostra professionale collaborazione , vi abbraccio.

La redattrice

Emanuela Cimmino

Gli articoli vanno inviati come allegato a: emanuela.cimmino@eduprof.it

Il fascismo, oltre a privilegiare l’aspetto ricreativo dell’istituto infantile, introduce la novità dell’insegnamento religioso, mentre in un clima fitto di istanze contraddittorie, lo Stato abdica nei confronti di una gestione nettamente privatizzata e confessionale, nonostante l’approvazione di provvedimenti come l’istituzione dell’ “Opera nazionale per la maternità e per l’infanzia” e la Legge per l’assistenza e la protezione della maternità e dell’infanzia (15 aprile 1926), che mirano ad estendere, al di là del campo scolastico, il doveroso interesse verso un’età troppo spesso trascurata.

UNA PROFESSIONE TRA PRESENTE E FUTURO

Riflessioni e potenzialità dell’educatore nella cooperativa sociale
1° Convegno di Firenze sabato 17 Maggio 2008

Ho chiesto di intervenire per primo perché purtroppo, e con grandissimo dispiacere, perché ho seguito il percorso con molti di voi, le riunioni che abbiamo fatto al Quartiere 5, vorrei stare, anche perché mi interessa culturalmente, devo dire: anch’io in qualche maniera ho fatto e sono Educatore.

Da venerdì 30 maggio a domenica 1 giugno 2008 si terrà a Bassano Romano la seconda Edizione di Eduraduno, un evento formativo sperimentale dedicato agli educatori professionali. Eduraduno nasce dall’idea di creare uno spazio di condivisione e di confronto per educatori professionali con diverse esperienze di vita e professionali, per poter migliorare insieme e definire più compiutamente il profilo, le caratteristiche e le potenzialità di tale figura professionale.

Sono tantissime le opportunità di formazione oltre che di aggregazione e stimolo creativo-manipolativo , che possono essere elaborate ed attuate in centri diurni , polifunzionali , dediti ai soggetti diversamente abili.

Si continua da tutte le parti a discutere sulla non regolarizzazione della figura dell’Educatore professionale , ma fino a quando non saranno anche le stesse Università ad appoggiarci nelle nostre tantissime iniziative staremo a chiedere senza però muovere un passo.Il problema di fondo è che manca la diffusione , la comunicazione sul disagio e del disagio , manca un lavoro di rete , così come più volte lo si è definito durante la videoconferenza sul sito dell’Apei.Quando si parla di Educatori , dei professionisti del sociale , si dovrebbe “parlare di tutti i suoi aspetti , dalle competenze alle specializzazioni , dal lavoro in se per se al lato economico”.

Vorremmo porre alla vostra cortese attenzione il presente “appello” pubblico realizzato da Minorionline, la community dei laureati in Scienze Dell’Educazione, indirizzato ai Ministeri competenti, alle Istituzioni, alle Organizzazioni sindacali, alle Facoltà universitarie, ai Mass-Media e alle Testate giornalistiche, riguardante l’equiparazione dei titoli accademici tra i corsi di Laurea in Educazione Professionale e Scienze Dell’Educazione e, più in generale, il mondo del lavoro e la professione dell’EDUCATORE.
Vi chiediamo di rendere pubblica tale problematica con inchieste, articoli, interviste. Vi chiediamo gentilmente conferma della ricezione di questa missiva e di comunicarci l’eventuale pubblicazione del nostro comunicato, come da noi auspicato.

Carissimi della trasmissione (ministro , rettore , ente)… , in quanto portavoce della community degli educatori vi scrivo per farvi presente l’assurda e alquanto triste situazione lavorativa di noi educatori professionali , laureati in scienze dell’educazione.
La figura dell’educatore è colei che nell’ambito pratico è riposta in tutti gli ambiti socio-educativi , lavora per e attraverso progetti , cooperative sociali , attraverso bandi pubblici indetti dagli enti locali per la realizzazione dei Piani di zona ; impegnata sia nella stipulazione di percorsi che siano educativi , terapeutici , risocializzativi , individualizzati , sia nell’espletamento stesso del progetto e del conseguimento degli obiettivi, lavorando in campi quali:la scuola , i tribunali , le Asl , le carceri minori e per adulti , i consultori , le comunità , le case famiglie , le ludoteche ed altro; relazionandosi sempre con utenza diversa:minori , anziani , famiglie , diversamente abili , detenuti , tossicodipendenti , nomadi.

Sulla figura dell’insegnante nella tradizione pedagogica esiste un’amplissima letteratura, mentre è difficile individuare e descrivere identità, funzioni, ruolo sociale, azione, caratteristiche che dovrebbero connotare la figura di un “buon educatore”.

È possibile delineare alcuni profili elaborati dall’immaginario individuale e sociale ad alcune “metafore