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Ci sono teorie che hanno affermato l’ esistenza di due tipi di responsabilità:la responsabilità sociale che è quella che sia ha l’ uno verso l’ altro, nella famiglia, nella società, nel mondo e la si apprende dai genitori, dagli insegnanti.
La responsabilità personale è quella che ci prendiamo per la nostra vita, per la nostra salute, per lo sviluppo fisico, psicologico e mentale.

Quando parliamo di Servizi,intendiamo quei Servizi erogati dagli Enti pubblici o dai cosiddetti ” no profit”, che sono a favore delle fasce deboli e svantaggiate(poveri,immigrati,stranieri,tossicodipendenti,minori a rischio,disabili)
Ci sono diverse tipologie di Servizi,ma è importante capire come essi vengano gestiti.
Solitamente la gestione è affidata alle Cooperative Sociali o alle Associazioni no profit cioè di volontariato oppure ad ONLUS ,la gestione avviene attraverso Enti pubblici(Comuni o Enti Regionali o Provinciali)attraverso “Gare al pubblico incanto”,i piani finanziari derivano solitamente da Enti Pubblici o in alcuni casi dai fondi personali di Enti Comunali.

Come sappiamo per èquipe si intende un’organizzazione di gruppo costituita da persone di differente estrazione professionale e culturale che collaborano alla progettazione e alla realizzazione di un intervento. Uno dei compiti più importanti dell’èquipe è quella di integrare i propri contributi individuali in un progetto unico, diventa così ambito di condivisione di aspirazioni, di vissuti comuni, di confronto e decisioni comuni su come affrontare una determinata problematica.

L’ incontro deve essere graduale, deve avvenire in un ambiente che il bambino conosce quale l’ orfanotrofio e con persone che conosce.
Dovete cogliere e vivere i momenti, in modo tale che sia il bambino a voler stare con voi e capire che sarà a voi che affiderà le sue paure, la sua rabbia.

Prima di tornare in Italia, dovete ottenere la documentazione per far rientrare il bambino in Italia. Solitamente li preparano i responsabili dell’ associazione autorizzata. Gli uffici vi rilasceranno il suo certificato di nascita ( a volte è disponibile solo l’ atto di battesimo), il decreto che sanciva l’ abbandono e lo stato di adattabilità, il decreto che sancisca l’ adozione da parte vostra, il certificato delle vaccinazioni e di buona salute, il passaporto.

E’ bene dire la verità al bambino, da subito .Prima o poi, specie se straniero e sono i tratti sintomatici ad evidenziarlo, vi chiederà delle sue origini.
Del resto, da qualche parte esistono documenti che certificano la nascita. Per legge il tribunale è obbligato a conservare tutte le informazioni circa l’ origine del bambino, sull’ identità dei genitori naturali, sugli esami sanitari della famiglia di origine(in caso di malattie trasmesse).