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Indifferenza e superficialità: un prezzo da pagare
Lunedì, 26 Luglio 2010 - 15:26 - 394 Letture
Tolleranza, negoziazione, interiorizzazione, ascolto, comunicazione, feed-back relazionale, aspetti, tratti della personalità che certamente non si apprendono sui libri di scuola, tutta più si acquisiscono come modi di fare:status in essere, congetture, che fanno parte del proprio sé strutturato col tempo attraverso l’educazione e la cultura trasmessa e ricevuta, voci di dentro, etica, spirito di altruismo. La tolleranza, un valore, un elemento imprescindibile in una società che si definisce democratica ma fondamentalmente non lo è, una società dove prevale il più forte, il più cattivo, il più arrogante, il ricco ed il potente, dove chi era “povero” dimentica di esserlo stato e si eguaglia a simili che vivono di affari illegali e di modi di porsi prevaricatori, deliranti.

La tolleranza, quella gratuita, la solidarietà, quella semplice e bella, fatta di gesti piccoli e ricchi di significato, si tinge di economicità, di “affari”; aiutare l’altro diventa un pretesto, una merce, un modo per guadagnare, un elemento in più per riempire la propria cassa e tasca.
Accade che se ci si sente male per strada, si entra in un bar-osteria, si “chiede” e non si ordina un bicchiere di acqua ed una bustina di zucchero, all’uscita, occorre pagare quel gesto di solidarietà richiesto, quella minima assistenza non offerta spontaneamente; quasi come se davanti ad una persona che li per li sta per “perdere i sensi” ci si abbia bendati gli occhi ed anche il cuore.
Sguardi nel vuoto, “mani che non assistono”, solo uno scontrino ed un saluto silenzioso.
Comportamenti egoistici, indifferenza, tolleranza zero, tolleranza da pagare o indifferenza da pagare?
Altro che paese solidale!
Da un lato l’indifferenza paga con il non essere aiutati, dall’altro l’indifferenza non reagisce, si colora di superficialità, quella superficialità e permalosità che caratterizza parte della popolazione italiana.
Tolleranza da pagare: un bicchiere d’acqua tiepida ed una bustina di zucchero, sguardi nel vuoto e mani non soccorse; accade nel centro nord Italia, in una regione incline al socio sanitario, alla cultura ed all’arte, in una frazione dove la gente apparentemente sorride, è cordiale, ma fondamentalmente frivola, tutto appare puerile anche il saluto.
Accade che ci si sente male, nessuno, si avvicina, accade che se implori soccorso, ti si risponde che “sono fatti tuoi”, accade nel centro nord Italia!!! E ci si deplora la popolazione del meridione: gente solare, solidale, gente amica ed accogliente anche nei confronti del forestiero, gente che non discrimina chi ha modi di essere e di fare diversi, nel Sud, quel sud tanto disprezzato c’è tolleranza, solidarietà gratuita.
Se ci si entra in un bar e si sta male, non solo il bicchiere d’acqua viene offerto gratuitamente, ma a questo si aggiunge il caffè, la mano che assiste fino all’arrivo di un medico.
Al Sud mancano le risorse, le strutture, manca il lavoro, ma non manca certamente il “gentil cuore”, il sorriso offerto tutti i giorni, il rispetto per la propria privacy, il calore delle parole, la sincerità e la schiettezza insita nella comunicazione.

Tolleranza, solidarietà, da pagare, accade oggi nel centro Italia.


Emanuela Cimmino

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