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| Incontro con Una penna racconta |
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| Sabato, 11 Dicembre 2010 - 16:39 - 1018 Letture |
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Suggestivo l’incontro con una penna che da sempre racconta, mette su carta i pensieri dello scrittore che è in ognuno di noi, artefice di intuizioni, fautrice di sogni, desideri ed immaginazione, attraverso il suo leggiadro movimento dà vita a storie che parlano, trasmettono emozioni, una penna che racconta ricordi e storie.
La penna che racconta è da sempre amica dell’uomo che pensa e dice, la penna immancabile accompagna l’uomo nella sua quotidianità, presente in borsa, nel taschino della giacca, multifunzionale, è lo strumento del pensiero che diventa parola così come diventano parole, messaggi, i pensieri di Nicola Frasca con la sua Una penna racconta, una raccolta di poesie scritte in italiano ed in napoletano.
Un prof ed un artista poliedrico che si racconta attraverso vibrazioni, passioni, delusioni, amori e silenzi, un musicista che racconta con vita la vita, l’essenza di un uomo e della sua metropoli consumati da pulsioni fortissime, così come viene descritto nell’introduzione del suo libro.
Una penna racconta è l’esempio di come è possibile fare poesia, scrittura creativa, anche ed ancora oggi, che siamo circondati da una comunicazione mediale che passa come flash e spesso con significati dissonanti; poesie di una volta, poesie contestualizzate, che hanno fatto di “Una penna racconta”, la sfida di N.F
Promuovere la più antica delle arti oratoriali, la scrittura del cuore, il poeticizzare del popolo, raccontando in versi la vita del popolo.
“Ormai sono vecchia
E un po’ anche stanca,
ho scritto la storia
sin dall’inizio
dalla comparsa dell’uomo
a tutt’oggi”
Così inizia “Una penna racconta”
Prof F. com’è è cambiato nel tempo lo scrivere?cosa ha dovuto “passare” la penna?
Ho conosciuto tutte
Le lingue del mondo,
ho conosciuto tutti
i mestieri del mondo
ho firmato trattati importanti,
grazie a me avete ascoltato
ogni musica e canto,
grazie a me avete assistito
teatri, commedie,
film e sceneggiate
Oggi si scrive maggiormente con il pollice della mano destra su una tastiera del telefonino o con un paio di dita della mano destra e per i più evoluti con le 10 dita su una tastiera del computer usando delle abbreviazioni come ad esempio simboli matematici che sostituiscono le parole in sintesi .La penna è uno strumento alternativo. Le persone scrivono come parlano.
La penna ha sempre avuto da lavorare, la sua di penna, che lavoro fa?
Grazie a me
Mille malattie
Sono state curate.
Uomini illustri, scienziati,
ingegneri, dottori, avvocati,
dalla gente comune
ai delinquenti di strada,
sin da bambini
lo ho accompagnati
Prima delle nuove tecnologie la penna ha sempre lavorato come unico e insostituibile strumento, ora solo pochi nostalgici non riescono a farne a meno . Io lavoro ancora con la penna ma non odo più l'odore dell'inchiostro, mi sporco solo il palmo della mano.
Una penna per ogni persona e personalità, una penna per ogni età, quali le caratteristiche e le differenze?
Ogni età ha avuto la sua penna ,ci sono persone che hanno delle collezioni di grande rilievo, altri che ne hanno trascurato il simbolo, altri che ne fanno bella mostra nel taschino delle giacche, le donne nelle borse, gli studenti nelle cartelle, i professionisti sulle scrivanie. Insomma nonostante la sua presenza resiste perche pratica e leggera da trasportare, la scrittura con essa viene utilizzata solo per appunti il resto si stampa
Una penna racconta: cosa può raccontare la penna dei bambini e cosa invece può raccontare quella degli adulti?
Venivo regalata
In astucci eleganti,
venerata, collezionata
con amore o senza riguardo
I bambini sono i più veri quando la loro fantasia viaggia, sono eccezionali ma poi la società li contamina con tutto il resto, perdono di spontaneità ma non per colpa della penna ma delle nuove tecnologie..La penna di un adulto deve prendere atto di come le moderne applicazioni della cibernetica della robotizzazione, computerizzazione, le nano tecnologie, ecc, hanno in alcuni campi aiutato la scienza ed altri settori con grandi progressi , ma dall' altra parte hanno sostituito l' uomo alle macchine creando crisi profonde nelle industrie e di conseguenza perdita di miliardi di posti di lavoro ed ancora conseguenza un numero sempre in aumento della microcriminalità. Basta pensare ai paesi poveri o ai quartieri ghettizzati, dove il fenomeno delinquenza è più concentrato. Infine penso con grande preoccupazione al futuro di questa nuova generazione quale destino gli sarà riservato
Dalla penna alla macchina da scrivere, dal computer alla tastiera del cellulare… la penna nella sua storia, qual è il miglior dei modi per scrivere?
Abbandonata da alcuni,
raccolta da altri
calpestata, rubata, odiata, spezzata
Non è importante il mezzo con cui scrivere, vanno bene tutti ed ad ogni uno il suo preferito. Non ci sono modi migliori o peggiori , molti anni fa c' era la prova calligrafica oggi non esiste più mostrare una bella grafia..Il miglior modo di scrivere spetta solo all' uomo alla sua coscienza e al suo senso di responsabilità di ciò che scrive e di cosa vuole farci sapere,non tanto nella forma ma nel contenuto.
Ci si può affezionare alla propria penna?
L’inchiostro è quasi finito
Come farò a raccontarvi il resto della mia vita.
Viviamo in un mondo dove il consumismo per i paesi industrializzati è un fenomeno che ha preso il sopravvento, chi vuole che possa affezionarsi ad una penna ? Almeno che questa non sia di metallo prezioso ed abbia un valore commerciale considerevole
Quando l’inchiostro finisce e finisce anche la voglia, il desiderio di raccontarsi e raccontare per stare in silenzio, come può l’uomo continuare a far parlare di se?
Finisce l' uomo, il ciclo biologico della propria esistenza ,ma ci sarà sempre qualcuno altro che continuerà a scrivere pagine di storia che noi purtroppo non riusciremo a leggerle
Perché, secondo lei, l’uomo parla da solo?
Scusami dai
se parlo da solo
pazzo non sono
se ho voglia di te.
Oso svelare
ad un foglio di carta
che non può dare risposta
alle tante domande
che restano solo dentro di me
Siamo sempre più portati al virtuale che non ai rapporti personali guardandosi negli occhi mentre si discute. Attraverso le chat si può barare cambiare personalità e quant'altro, cose che avvengono tramite face book e altri canali di corrispondenza e molto spesso non sappiamo effettivamente chi c'è dietro ad un messaggio. Si rischia di dialogare da soli anche attraverso la scrittura senza avere risposta.
L’uomo può darsi delle risposte, attraverso la scrittura?
Le storie narrate nel testo sono in parte vere ed in parte ispirate da storie vere, comunque appartengono alle mie esperienze della vita anche perchè ho sempre avuto il bisogno di scoprire nuovi continenti, nuovi volti, nuovi suoni, nuovi colori, nuove culture e antiche civiltà. Posso ritenermi soddisfatto di aver fatto quasi il giro di tutti i continenti della terra, ho ancora tante cose da vedere e da raccontare per arricchire di più la mia mente . Non seguo mode, la mia fonte d' ispirazione resta sempre la stessa: la voglia di capire tutto ciò che non ho capito fino ad ora.
L’amore, la paura, il buio, la luce, il ricordo, tanti i temi di “Una penna racconta”, perfino il suo lavoro “Noi siamo i professori”; la vita, lettera a mio padre, natale senza genitori, quale la fonte di ispirazione e il filo conduttore?
Nel testo “la penna racconta” molti brani sono stati trasformati in canzoni ed è stata una bella esperienza, far cantare la poesia attraverso la musica di Lello Cardone e la stupenda interpretazione dei Marenia. Questa esperienza unita a questi artisti ha rafforzato maggiormente la mia voglia di crescere e arricchirmi sempre di più di esperienze artistiche.
Infine, poesie in napoletano, che parlano della scuola, della droga; perché scrivere anche in dialetto?
Molti paesi europei conservano le proprie tradizioni culturali tramandandole di generazione in generazione. Noi Napoletani già nel 1200 cantavamo con musiche e parole un' antica arte popolare e possiamo vantare un patrimonio inestimabile di cultura teatrale, musicale e poetica che il mondo intero ci invidia; la canzone italiana per numerose persone nel mondo è “O sole mio, torna a Surriento”. Durante una celebrazione nazionale fu suonato l' inno nazionale italiano con “funiculi funicula”. Far rivivere questo linguaggio mi è stato trasmesso dai grandi poeti come Viviani, Di Giacomo, Russo, Bovio, Valente Lama e Mario, e tantissimi altri poeti e musicisti. Quando si parla di camorra o di spazzatura provo dispiacere perche sentire notizie non certamente positive crea amarezza ma nulla può intaccare quella che è ed è stata la nostra cultura musicale delle nostre romanze liriche conosciute in tutto il mondo.
Oggi, pensa, che la poesia sia morta?
La penna è immortale
Può essere la poesia, una strategia ed una metodologia pedagogica? In che modo?
La penna può tutto perchè è l' uomo che la manovra ed è un' arma capace di uccidere cosi come di guarire ed è sempre l'uomo che la gestisce come meglio crede; la penna ubbidisce a qualsiasi mano che la impugna ed è sempre pronta a qualsiasi azione nel bene e nel male.In qualsiasi modo la penna non è mai responsabile delle azioni altrui.
E’ possibile che ci sia ancora il desiderio e la possibilità di raccontarsi attraverso una penna?
Guai se finisse questo desiderio nell'uomo anche se non sarà la penna la protagonista e si utilizzeranno altri mezzi, si avvertirà la voglia di raccontare la vita che continua.
Si ringrazia Nicola Frasca per l’intervista concessaci
Emanuela Cimmino
www.eduprof.it
www.socialeinreteonlus.it
www.melitonline.net
www.nicolafrasca.com
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