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Il linguaggio del corpo : gli adolescenti e il piercing – Dott.ssa Emanuela Cimmino
Sabato, 21 Gennaio 2006 - 18:13 - 5835 Letture
Chi di noi non ha pensato almeno una volta di farsi un tatuaggio o un piercing? Nato come segno di riconoscimento ed appartenenza ad una tribù, piercing e tattoo oggi sono diventati l'ultima tendenza nel mondo dei giovani. Secondo un’ottica antropologica-sociologica i tatuaggi o i piercing possono far pensare a rituali di tribù primitive, eppure è fortemente presente nei nostri paesi.Non a caso il fenomeno in occidente è nato all'interno di specifici contesti sottoculturali, correlato a una serie di motivazioni e finalità che ricordano la critica e l'opposizione alle norme sociali dominanti, siano esse ideologiche, politiche, economiche o estetiche.

Il tatuaggio è un fenomeno al limite, ha in sé un significato più profondo,che và al di là di una questione estetica, dell’ “essere visto-notato” , assume un carattere permanente, comporta un'assunzione di responsabilità e consapevolezza, è maggiormente legato a motivazioni che riguardano la propria identità e la propria storia. Fa parte di essa, del passato, della vita, un modo di dimostrare la propria appartenenza ad un gruppo, per l’appunto ad una tribù , simbolo di un evento, di uno stato d’animo, di un legame non solo con le persone, ma con delle ideologie, valori, la cultura .
Spesso viene creato da se stessi rafforzando il legame tra segno e sé, sottolineando il desiderio di racchiudere in un’immagine la vita stessa di un individuo. Il piercing sembra avere intenzioni più esplicitamente esibitive ed allo stesso tempo più ludiche: c’è e non c’è, si può mettere o togliere, il buco si può lasciare chiudere o riaprire. Questo consente ai giovani che lo indossano di giocare con una molteplicità di identificazioni possibili e dunque di cambiare continuamente.
Sono tante le ragioni che spingono gli adolescenti a farsi tatuare parti del corpo o ad ornarli con orecchini , chiodini,la loro pratica e diffusione è sostenuta da esigenze narcisistiche. Se all'inizio viene "fatto per essere visto" come già scritto prima,poi diventa una comunicazione per sé. Il piercing e il tatuaggio si fanno per moda", "servono ad apparire", "comunicano appartenenza", "esprimono trasgressione e originalità", "si fanno per sé", "segnano una tappa della vita" e "rappresenta un punto fermo rispetto al trascorrere del tempo.
Comunicano anche disagio, fatti della vita che generano sofferenza, come incidenti, problemi familiari, eventi che mutano il percorso finora condotto, il dolore che scaturisce dal tentativo di svincolarsi dai genitori e di trovare una propria strada, soprattutto quando i genitori non sono ancora pronti ad accettare la crescita del proprio figlio. E’ un modo per nascondersi dietro la maschera del “ simbolo” che esprime bisogni, svago, ribellione,desideri,libertà, trasgressione, morte,problemi conflittuali, disarmonie familiari.
C’è chi dice che gli adolescenti di oggi sono figli di una generazione che ha avuto una adolescenza ribelle, rumorosa, tumultuosa, arrabbiata; che ha lottato per cambiare le cose ma che oggi, per prima, spesso non crede più in quello che ha fatto. Adolescenti sommessi, che i genitori trovano alcune volte inconcludenti, dispersivi, immaturi. Occorrerebbe invece osservare senza giudicare se si vuole comprendere il loro mondo ed aiutarli a crescere.
Nell’era della globalizzazione e della frammentazione delle relazioni sono cambiati i bambini, e sono cambiati gli adolescenti. Fondamentalmente perché, bisogna ammetterlo, sono cambiati i genitori.
In una società sempre più vecchia, e l’Italia in particolare è diventata la nazione più vecchia d’Europa, ai giovani si chiede poco o nulla. Men che meno di cimentarsi, come hanno fatto i loro genitori, sui grandi temi sociali o politici come la pace e la guerra, l’eguaglianza, la democrazia, i diritti delle donne, dei poveri o dei diversi. Sicchè, fatalmente, i giovani finiscono per sentirsi superflui; hanno difficoltà a trovare modelli esterni e a poco a poco finiscono per ritirarsi tra di loro, nel gruppo.
Ricercano se stessi, prendendo le distanze dagli adulti, con un linguaggio tutto loro, quello dei graffiti metropolitani per esempio, cui solo loro hanno accesso. Oppure usano il computer attraverso cui si cercano, si incontrano e comunicano, al riparo dalle intrusioni dei genitori.
Il linguaggio del corpo sostituisce quello dell’abito; non più capi firmati dalla testa ai piedi per proclamare una identità, ma tatuaggi e piercing, anche segreti, che parlano a loro stessi e ai loro partner, in privato. Un modo per distinguersi insomma ed anche per ribellarsi, se vogliamo, senza clamori.
C’è anche il desiderio di essere visibili e, insieme, di sperimentare confini, barriere, limiti con cui fare i conti, anche per scoprire chi si è davvero.
Ma il senso del messaggio rischia tuttavia di rimanere oscuro agli adulti, che mancano degli strumenti per decodificarlo.


Cosa dice la statistica e l’approccio strorico-sociologico

Secondo una recente ricerca dell'Eurispes, condotta su un campione di 3.800 studenti fra i 12 e i 18 anni, in Italia 20 ragazzi su 100 si fanno praticare un piercing. Si tratta - precisa l'istituto - di una pratica che interessa soprattutto le ragazze, mentre solo il 6,6% dei giovani si fa praticare tatuaggi. Rispetto al sesso, invece, possiamo notare che il tatuaggio è più utilizzato dai maschi che dalle femmine. Probabilmente questo dato è spiegabile con il significato rituale e simbolico che il tatuaggio riveste e con il fatto che probabilmente le donne hanno a disposizione, e preferiscono, altre pratiche di abbellimento del corpo. Di fronte al diffondersi spontaneo dei fenomeni sociali ci sono sempre dei rischi e delle questioni connesse al loro controllo e alla loro regolamentazione.
Genitori,insegnanti, educatori dovrebbero porre più attenzione agli aspetti psico-pedagogici che si nascondono dietro il simbolo-significato “piercing o tatuaggio”che peraltro, sono quelli che in adolescenza portano anche ad altri "comportamenti trasgressivi" e che non richiedono una specifica formazione di adulti e ragazzi, ma solo una comprensione del fenomeno, la stimolazione e il rafforzamento del senso critico e della capacità di scelta dei ragazzi, l’informazione sui rischi sanitari connessi alla esecuzione non corretta di queste pratiche.
Al di là delle varie epoche storiche e dei molteplici modelli culturali, il tatuaggio e il body piercing hanno sempre avuto un denominatore comune: comunicare attraverso il linguaggio del corpo le proprie emozioni e il proprio bisogno di identità e di relazione, positiva o negativa, con la società. Relativamente a questa nostra società, va sottolineato che stanno perdendo la valenza di una scelta prevalentemente eccentrica, trasgressiva, per diventare un fenomeno di massa, una realtà di consumo generazionale. In particolare, da parte degli adolescenti e dei giovani, sono diventati uno dei tanti modi di comunicare.Benchè comportino trattamenti talvolta molto dolorosi, sia nel momento in cui vengono praticati che lungo tutto il tempo richiesto per la cicatrizzazione delle ferite, il tatuaggio e il body piercing stanno diventando una pratica sempre più diffusa. Ormai non sono più esclusiva di pochi iniziati. E neppure sono considerati come facenti parte di una moda underground o di un patrimonio della cultura antagonista. Sono invece un fenomeno di costume che nella nostra cultura tende a generalizzarsi.
E così, quello che all'inizio si presentava come un tentativo di visibilità da parte di individui o gruppi marginali, ora si rivela un vero e proprio fenomeno di massa. Ormai interessa una popolazione di individui estremamente eterogenea per età, cultura e ceto sociale.
In Italia, la pratica dei tatuaggio e del body piercitig è più diffusa nel centro-nord e di questa area geografica la più interessata è la Lombardia. Si calcola che oggi ci sia un milione di persone che si sono fatte fare un tatuaggio o un piercing, o entrambi. Di queste, la maggior parte riguarda il mondo adolescenziale e giovanile. è frequente, in particolare, in occasione dell'ingresso nella maggiore età, la richiesta ai genitori, come regalo, di un tatuaggio o di un body piercing
Conseguentemente, si stanno diffondendo i Tattoos Studios, le convention internazionali, le associazioni di categoria, le pubblicazioni, anche se prevalentemente di tipo divulgativo. Sì moltiplicato inoltre i siti Internet.


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Nota: Fonte:

www.piercing-shops.com
http://www.psicologiaoggi.it
http://www.flashgiovani.it
http://www.alessandragraziottin.it
http://www.ibambini.it
http://www.guidagenitori.it
http://www.corriere.it
http://www.francoangeli.it
http://www.abcbimbo.it
http://www.giallopesca.it
http://www.asf.toscana.it

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