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| Le figure centrali all’interno dell’Asilo: l’educatore e il bambino |
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| Martedì, 22 Luglio 2008 - 20:49 - 1384 Letture |
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Il termine “ASILO”, inizia ad essere utilizzato in Italia intorno al 1830, per indicare le istituzioni assistenziali ed educative per la seconda infanzia (3-6 ANNI). Il primo “asilo di carità per l’infanzia” fu aperto dall’abate cremonese Ferrante Aporti (1791-1858), in Cremona nel 1828 (o 1829).
Nati come luogo di custodia per i figli delle lavoratrici, è solo con l'approvazione della legge n. 1044 del 6/12/1971 che gli asili nido diventano comunali, istituiti con il concorso dello Stato. Gli anni successivi videro un'ulteriore evoluzione in positivo del servizio in lenta espansione sul territorio e con una maggiore connotazione educativa oltre che assistenziale. In Italia le vicende per la costituzione degli asili nido sono sempre state connesse alle vertenze sindacali ed ai problemi delle madri che lavorano.
Gli asili si sono proposti inizialmente come un'organizzazione con fini puramente assistenziali e custodialistici, in un'ottica, non propriamente positiva, rivolta a chi non può badare al proprio figlio. L'aspetto educativo non viene minimamente considerato, tanto che questo termine non compare mai, neppure nel regolamento. E' nel 1960 che l'Unione Donne Italiane presenta una proposta di legge in cui si chiede il passaggio degli Enti e delle funzioni dell' ONMI alle amministrazioni comunali. ma sarà solo nel 1968 che i sindacati si occuperanno del problema dei nidi. E' da tutto questo fermento che nasce, la legge n. 1044 del 6 dicembre 1971, in cui il Parlamento approva la costruzione di 3.800 asili nido comunali entro il 1975 e delega alle Regioni la stesura di leggi di attuazione adeguate alle realtà locali e di norme per la gestione dei nuovi nidi.
L’asilo nido, nato come semplice luogo di custodia al quale le madri lavoratrici affidavano i loro bambini, ha perso col tempo la sua funzione assistenziale acquisendo validità ed efficacia educativa e conquistando, di conseguenza, un ruolo progressivamente più rilevante all’interno della comunità. Se inizialmente l’asilo-nido veniva concepito essenzialmente come operante in favore delle madri lavoratrici, si è affermata man mano una concezione che lo vede come il luogo istituzionale in cui, in collaborazione con la famiglia, si attua la prima formazione del bambino.
L’asilo nido svolge perciò un compito importantissimo e assai delicato, in favore non soltanto dei bambini che vengono ad esso affidati, ma dell’intera società, con una ricaduta valutabile in termini positivi sia nell’immediato che nel medio e lungo periodo. Per molto tempo il dibattito tra sostenitori e detrattori dell’asilo-nido è stato piuttosto acceso; oggi si ritiene comunemente che questa istituzione possa dare un considerevole apporto allo sviluppo dei bimbi piccoli, nel momento in cui vengano predisposte le condizioni atte a far sì che l’ambiente educativo realizzato sia davvero rispondente ai bisogni dei bambini.
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