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Lavorare nel welfare: L'educatore professionale
Giovedì, 16 Ottobre 2008 - 13:44 - 670 Letture
Diverse sono le figure che operano nel sociale e diversi sono i ruoli che con il nostro titolo potremmo ricoprire, in questo primo articolo affrontiamo la figura dell'educatore professionale.


L'educatore professionale è una figura professionale adeguatamente formata che svolge e coordina attività di carattere educativo, rieducativo, riabilitativo, all'interno di progetti volti a promuovere il pieno sviluppo personale e l'inserimento socio-lavorativo di soggetti cosiddetti “deboli”.


L'attività fondamentale di tale figura è progettare servizi ed interventi e le attività ad essi correlati, al fine di recuperare e aiutare il normale sviluppo sociale e personale dei soggetti a cui tali interventi sono rivolti.

Gli interventi dell'educatore devono puntare al favorire l'aumento del livello di autostima dell'utente, agendo sulle relazioni interpersonali, sulle dinamiche di gruppo, sul sistema familiare e sul contesto ambientale.

Tale attività si sviluppa attraverso lo svolgimento di altre attività minori.

Innanzitutto si provvede ad organizzare una rilevazione dei bisogni socio-educativi, da qui si passa ad individuare le risorse di cui si dispone, per poi definire adeguati programmi di intervento; si predispongono quindi gli strumenti e le procedure di monitoraggio e di valutazione delle attività poste in essere.

Non va tralasciato l'aspetto importante della ricerca continua, dello studio e della documentazione in ambito socio-psico-pedagogico.

L'educatore professionale è una figura importante ed essenziale all'interno delle strutture riabilitative ed educative. La sua competenza è utile nelle diverse organizzazioni, quali: centri diurni, comunità alloggio, comunità di accoglienza, centri di reintegrazione/reinserimento, servizi psichiatrici, carceri, centri per disabili, centri per anziani, case-famiglia, solo per citarne alcuni.

L'educatore professionale, però, non lavora da solo, ma organizza, gestisce e verifica le proprie attività professionali in collaborazione con le altre figure presenti nella struttura.

Un buon piano di intervento nasce, infatti, dalla collaborazione e dal contributo dell'intera équipe multidisciplinare. È importante, inoltre, il pieno coinvolgimento dei soggetti interessati e/o delle loro famiglie, della collettività.

Le conoscenze possedute dall'educatore professionale devono metterlo nelle condizioni di rispondere in maniera efficace sia ai bisogni socio-educativi espressi dalla comunità, sia ai bisogni dell'organizzazione di cui fa parte. Deve conoscere le principali teorie e tecniche pedagogiche per gestire gli interventi. Le tecniche e le metodologie che utilizza devono essere quelle che facilitano e promuovono le dinamiche di gruppo, l'espressione verbale e non verbale, e le relazioni interpersonali.

Ma alla base di tutto occorre una buona capacità di ascolto e di accettazione dell'altro, senza queste è impossibile capire quale sia il migliore intervento da proporre e attuare.

a cura della dott.ssa Micaela Desiderio V.

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