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La prevenzione e il contrasto del bullismo
Sabato, 31 Gennaio 2009 - 11:02 - 938 Letture
Il Ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, emanava in data 5 febbraio 2007 la direttiva n.16 concernente alcune ‘linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo’.

Il testo rilevava che “i fatti di bullismo e di violenza che hanno interessato anche le nostre scuole, talvolta eccessivamente enfatizzati dai media, configurano un quadro preoccupante, che pone la necessità di fornire alle istituzioni scolastiche ulteriori risorse e strumenti che consentano l’incremento di azioni volte a favorire la piena e concreta realizzazione delle finalità poste a fondamento dell’autonomia scolastica, quali la valorizzazione della persona, la crescita e lo sviluppo educativo, cognitivo e sociale del singolo discente mediante percorsi di apprendimento individualizzati e interconnessi con la realtà sociale del territorio, la cooperazione, la promozione della cultura della legalità e del benessere di bambini e adolescenti”…… “Si deve avere consapevolezza che la prevenzione e il contrasto del bullismo sono azioni di sistema da ricondurre nel quadro complessivo di interventi e di attività generali, nel cui ambito assume un ruolo fondamentale la proposta educativa della scuola”. In coerenza con queste premesse, il Ministro raccomandava l’attivazione di “un rapporto di collaborazione con le altre istituzioni territoriali e agenzie educative in un’ottica di sviluppo di azioni interistituzionali e di sinergia che convergano dentro la scuola”.

Nel richiamare il tema delle sanzioni disciplinari, la direttiva osservava che in ambito scolastico “si deve puntare a condurre colui che ha violato i propri doveri non solo ad assumere consapevolezza del disvalore sociale della propria condotta contra legem, ma anche a porre in essere dei comportamenti volti a ‘riparare’ il danno arrecato”…..”Lo strumento disciplinare si colloca, dunque, in uno spazio intermedio fra l’essenziale momento di formazione/prevenzione e quello del ricorso all’autorità giudiziaria, per fatti di tale gravità da non poter essere risolti con strumenti di natura educativa. In ambito scolastico, infatti, la misura disciplinare, oltre ad un valore sanzionatorio, ha prima di tutto una funzione educativa”.

La direttiva annunciava poi la costituzione di ‘Osservatori regionali permanenti sul bullismo’ presso ciascun Ufficio scolastico regionale e forniva indicazioni in merito ad azioni da intraprendere a livello nazionale e menzionava,infine, una ‘campagna di comunicazione diversificata’, da realizzare per i vari livelli scolastici. Sono da attendere notizie sul seguito avuto da queste iniziative, nella nuova situazione determinatasi nel nostro Paese per effetto dell’alternanza politica,

Per quanto riguarda gli orientamenti dell’attuale Amministrazione scolastica, un quotidiano romano ha pubblicato di recente un’intervista al Ministro della pubblica istruzione, Mariangela Gelmini.



Il Ministro ha affermato che “serve un progetto educativo per battere il bullismo. C’è un lavoro di fondo da fare …. e cioè la valutazione attenta dei comportamenti dei ragazzi. Il ripristino del voto in condotta va proprio in questa direzione. Non serve una concezione arcigna della disciplina, ma una consapevolezza naturale, da parte di tutti, che le regole della civile convivenza vanno trasmesse e fatte rispettare ai cittadini fin dagli anni della scuola”.



Il testo di Franco Cambi e altri ‘Il disagio giovanile nella scuola del terzo millennio’, partendo da un’esperienza dell’IRRE (Istituto regionale di ricerca educativa) del Veneto, raccomanda di coinvolgere la scuola e altre istituzioni in un ‘progetto antibullismo’.

Un primo passo è quello dell’accertamento della situazione esistente, per quanto riguarda il fenomeno del bullismo, nell’ambito che si intende esplorare. Al riguardo soccorrono appositi questionari, dei quali vengono forniti interessanti esempi. Si tratta di uno strumento che può essere più facilmente utilizzato nelle scuole, mentre sono da verificare la sua praticabilità e le modalità di impiego in altri contesti.

Nella ricerca delle specifiche strategie educative utili per prevenire e contrastare il bullismo, si è già fatto riferimento ad alcune esperienze in corso nel campo dell’educazione alla legalità e dell’educazione alla salute, nel quadro delle iniziative dell’Amministrazione scolastica .Per ottenere un quadro più ampio, occorre attingere alle trattazioni degli studiosi.




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Nota: Autore: Luciano Amatucci-Pedagogista

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