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I mutamenti della scuola: quando si parlava dell’autonomia.
Martedì, 10 Marzo 2009 - 21:28 - 480 Letture
Oggi si parla di scuola selettiva.

La conferenza nazionale sulla scuola, svoltasi nel 1990, ha rilevato i diversi problemi, i notevoli mutamenti amministrativi e le nuove esigenze socio, familiari e storiche connesse alla stessa.
In tale occasione si ritenne opportuno avviare una trasformazione del sistema scolastico, attraverso la realizzazione di un sistema decentrato rinnovato.
Si parlava di autonomia delle istituzioni scolastiche, come elemento attraverso la quale ogni unità scolastica avrebbe dovuto identificarsi costruendo e valorizzando la propria identità.


La scuola nella sua unità si è sviluppata sempre di più, dalla struttura gerarchica burocratica ad una struttura sempre più efficace, dalla scuola apparato a quella di servizio, da istituzione gestuale a quella progettuale.
Con il processo dell’autonomia ha avuto inizio un iter di decentramento che ha visto la scuola sempre più distaccarsi dal modello burocratico- amministrativo, per dare spazio ad un’agenzia in grado di progettare, decidere collegialmente ed in maniera responsabile attività disciplinari e percorsi extra scolastici mirati al potenziamento delle capacità di ciascun componente dell’istituzione dapprima gli allievi e poi rivolti anche a docenti, genitori e minori presenti nella circoscrizione residenziale, con il supporto delle altre agenzie educative territoriali e locali, associazioni culturali, ambientali, enti di formazione, esperti esterni reperiti mediante bandi che poi hanno previsto l’attuazione dei progetti di “Scuole Aperte” e “Progetti pon”.
Ogni scuola ha iniziato così ad agire in funzione delle caratteristiche e delle problematiche territoriali in cui è ubicata : dispersione scolastica, presenza di bambini stranieri, forte tasso di disoccupazione, mancanza di centri di aggregazione giovanile.
L’autonomia didattica e organizzativa ha offerto ed in un certo senso offre ancora la possibilità di attuare percorsi didattici ed extra didattici inseriti nel Pof con modalità, spazi, tempi, senza essere vincolati burocraticamente per l’attivazione dei percorsi alternativi e spaziali.
Con l’autonomia amministrativa la scuola ha avuto ed ha la possibilità di instaurare rapporti con enti pubblici, usufruendo così degli ampi spazi e risorse umane che il territorio offre, stipulando contratti e protocolli d’intesa, dando vita al c.d “Patto pedagogico”.
L’autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo ha previsto la possibilità di scegliere all’interno della scuola specifici percorsi didattici ed alternativi da seguire, quale l’apprendimento dell’inglese o dell’inglese e del francese, l’informatica di base o il pacchetto office, la scelta del tempo pieno o delle tradizionali cinque ore.
Il fenomeno autonomia ha visto anche l’ingresso del team, 1990, nella scuola elementare oggi primaria, i bambini hanno imparato, appreso, interiorizzato, contenuti culturali e pluriculturali con la presenza di insegnanti dell’ambito antropologico, umanistico, logico-matematico, aggiuntasi poi l’insegnante di lingua inglese con l’aumento della presenza di bambini stranieri nelle classi italiane.
Un team che ha saputo collaborare, cogliere le potenzialità e le risorse da valorizzare di ogni alunno, organizzare le proprie attività a seconda orari, spazi ed esigenze della singola istituzione, che ha saputo portare al termine il programma didattico ed educativo, coadiuvato da circa dieci anni dalla presenza di educatori professionali e psicologi nell’espletamento di laboratori anche intra scolastici, come supporto allo stesso nella gestione delle dinamiche relazionali e di comportamenti a rischio assunti da minori diversamente abili o con problemi psico-sociali.
L’autonomia ha consentito ai bambini, agli adolescenti, attraverso ambiti di esperienze differenti, di confrontarsi, di conoscersi, di identificarsi, con i coetanei, i genitori, e gli insegnanti, ha reso possibile ad adulti e bambini di creare, inventare, sperimentare assieme strategie e strumenti adeguati per potenziare il sapere, il saper fare ed essere di ciascuno.
La scuola con l’autonomia è diventata agenzia educativa di qualità, a misura del bambino, a sostegno delle famiglie.
Ma ora da settembre prossimo, che ne sarà della scuola di qualità? Dell’autonomia acquisita?
Tempo pieno con il ritorno del maestra unico, classi differenziate, pochissime ore dedicate all’apprendimento della lingua straniera, ritorno già da quest’autunno al fiocco colorato per distinguere le classi, l’uso del grembiule, il voto numerico, il 5 in condotta.
Incerti ancora sulla possibilità di attuazione di progetti finanziati dalla Regione o dalla Comunità Europea, anzi sembra che nessuno abbia preso in considerazione tale argomento, indifferente la nuova riforma sulla presenza necessaria di pedagogisti che fino ad oggi hanno collaborato per via di associazioni, cooperative o progetti comunali per la realizzazione di laboratori educativi.
Triste la situazione lavorativa ed economica di tantissimi docenti che non sono ancora entrati di ruolo dopo anni ed anni di precariato, ed ancora più triste la situazione di coloro che hanno deciso di rimettersi a studiare iscrivendosi a Scienze della formazione primaria, per acquisire l’abilitazione ed avere più opportunità.

Un ritorno alla scuola selettiva e burocrate?

Un modo per dire: Addio autonomia?

Articolo scritto dalla Dott.ssa Emanuela Cimmino





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