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| Il Romanzo All'ombra della grande fabbrica |
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| Lunedì, 28 Dicembre 2009 - 12:59 - 303 Letture |
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Venerdì, 18 dicembre, presso la sede della Cooperativa Città dell'Essere
Onlus in via Celio Rufo 20 a Pozzuoli è stato presentato il romanzo:
"All'Ombra della Grande Fabbrica" di Gennaro Morra.
A connotarlo il forte radicamento territoriale nella realtà partenopea e dell'hinterland e la capacità di raccontare con uno stile lucido, diretto, ed a volte crudo, che non ricorre a fronzoli ed orpelli stilistici, né a toni pietistici o al contrario sensazionalistici realtà difficili, storie in conflitto tra di loro.
Ad unire, idealmente, l'autore, Gennaro Morra, l'editore Cicorivolta alias Paolo Brunelli, che ha puntato su d lui, e la Cooperativa sociale Città dell'Essere Onlus, che ha ospitato l'evento e l'ha fortemente promozionato e sostenuto, la tenacia, la caparbietà, il credere in ciò
che si fa e si racconta, arrivando sino in fondo al di là delle difficoltà.
Il vivere ed il raccontare contesti difficili, cercando di costruire e ricostruire identità frammentarie o in via di definizione. "Perché quando si crede davvero in una cosa, come sottolinea Luigi Lucci, responsabile del Settore Cultura di Città dell'Essere, si trovano sempre
gli strumenti per fare".
"All'Ombra della Grande Fabbrica" infatti racconta l'intreccio di destini al bivio all'indomani della chiusura dell'Italsider. A confrontarsi e scontrarsi ai lati opposti della barricata, gli ex operai che vedono nella chiusura della fabbrica la perdita di una madre e di una sicurezza economica e sociale per tutto il quartiere, e quindi si sentono "orfani". E i gruppi ambientalisti, che con grida di giubilo sussultano la fine di un mostro che ha avvelenato l'aria con i suoi miasmi, un cancro ambientale che si è propagato anche nei corpi delle persone.
La voce narrante è quella di Stefano Reale, ragazzo affetto da tetraparesi spastica, una figura forte e tenace, che ammalatosi di tumore, conduce, in parallelo, la sua personale lotta per una rinascita.
"Nel mio libro -- racconta Gennaro Morra -- ho scelto di narrare la quotidianità, frammenti di vita. Una quotidianità che si intreccia con un pezzo della storia di un'intera città Ho scelto la forma del romanzo, e non del saggio, perché volevo che il messaggio contenuto nel libro
potesse raggiungere trasversalmente il maggior numero di persone possibile e non rimanere legato ad un pubblico di nicchia".
All'Ombra della grande Fabbrica, dunque, è un romanzo che grida la voglia di riscatto personale e di un intero quartiere che ancora oggi è in attesa che si realizzi il progetto della Bagnoli Futura, una Bagnoli per ora ancora declinata al futuro remoto.
"Ci sono storie che ci avvincono per la trama -- sottolinea Antonio Menna, scrittore e giornalista coprotagonista della presentazione -- e che ci incuriosiscono spingendoci a leggere fino all'ultima pagina, ma magari all'indomani, soddisfatta la curiosità, sono già dimenticate. Ce
ne sono altre, invece, che ci catturano l'anima e che, con il loro messaggio, ci rimangono dentro. Libri che non riusciamo a chiudere.
Storie da leggere e rileggere. All'Ombra della grande Fabbrica, con la sua scrittura che rivela una profonda maturità, è una di queste".
Noi di " Senza Barriere" non possiamo che aggiungere che tutto questo è indice di quanto fermento e di quanta forza esiste nel mondo della cosidetta disabilità, che preme per l'integrazione , per l'inclusione, senza chiedere alcunchè, senza piangersi addosso in perfetta Interazione con gli altri.
Domenico Di Renzo |
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