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| Il salotto di Emy al quinto incontro si sogna una strada |
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| Venerdì, 15 Gennaio 2010 - 23:08 - 236 Letture |
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14.01.10 Il salotto di Emy arriva al suo quinto incontro e come una festa di compleanno segnante il passaggio dall’infanzia alla fanciullezza, cresce precipitosamente di contenuti e di risorse umane.
Il salotto si rimoderna, cambia stile e look, si colma di ospiti che lasciano sempre una traccia indimenticabile per la loro personalità e soprattutto per ciò che testimoniano, pronti a parlare del proprio punto di vista esperienziale rispetto la tematica affrontata; la chat è sempre più attiva e partecipativa.
Il quinto incontro è stata interessante occasione di relazione con la diversità – diversabilità, un iter storico-pedagogico nel tempo in termini epistemologici, il passaggio dalla definizione handicap a diversamente abile; in termini di predisposizione ed atteggiamento rispetto la disabilità da parte delle famiglie, istituzioni, strutture pubbliche e private.
La diversabilità e le sue fatiche, le difficoltà, i suoi approcci formativi e pragmatici, diritti garantiti, guadagnati e mancati; bellissima la relazione professionale -di studio e di formazione, un face to face continuo ed armonioso, un’occasione formativa resa possibile grazie alla cooperazione attiva e sinergia dei co-conduttori Filippo Di Nardo, Emanuela Cimmino, Enzo Aurino che ha scelto come sempre un accompagnamento musicale adeguato alla tematica.
Non è mancata l’analisi del profile di una società poco predisposta al progresso in termini di apertura mentale, di accoglienza, integrazione ed interazione con la disabilità, una società ancora troppo chiusa alle fasce deboli; la descrizione dettagliata delle strutture territoriali accoglienti bambini, adolescenti ed adulti diversamente abili: scuole, Sir –strutture intermedie residenziali, Cse – centri socio educativi, centri di riabilitazione medico-clinico; le attività che vengono svolte, gli obiettivi da raggiungere e le difficoltà ad esse connesse.
In studio ospite Domenico Di Renzo, Presidente dell’Ass. Senza Barriere, un uomo speciale caratterizzato dalla ricchezza che è intrinseca nella diversità, una diversità che diventa uguaglianza in termini di pari opportunità, di diritti quali studiare, formarsi, migliorarsi e lavorare per esprimersi.
Con lui gli argomenti scanditi dalla voglia di comunicare hanno avuto un susseguirsi coerente e fedele di partecipanti attivi che tramite chat hanno scritto le proprie opinioni.
Invalidità civile, erogazione di servizi, diagnosi funzionali, ostacoli vari, difficoltà di accesso alle strutture pubbliche, hanno reso la discussione pungente, provocatoria a pro di “denuncia”.
Mirata, specifica la tematica della globalizzazione del linguaggio, canali quali: teatro, arte, musica, creatività, attraverso i quali i soggetti diversamente abili comunicano paure, sogni, illusioni, disagi, speranze, e grazie ai quali è possibile far emergere le loro capacità ed abilità, al fine di conoscersi-volersi bene e migliorarsi se non accettarsi nonostante la diversità.
Toccante il racconto esperienziale dell’ospite: il disabile davanti lo specchio, il disabile in dialogo ed in conflitto con se stesso, arrivando perfino ad essere nemici di se stessi, qualora raggiunta la normalizzazione ci si senta diversi dai diversi perché non più accettai dai propri simili.
Pedagogica anche il racconto di Emy sui suoi cinque anni di lavoro con i soggetti diversamente abili, dapprima con un progetto di inserimento scolastico per i bambini disabili e poi in un centro socio educativo per soggetti diversamente abili adulti.
Dalla disabilità al disagio sociale, familiare, culturale, dalla tragedia di Haiti e Rosarno all’interculturalità.
Un salotto ricchissimo quello del quinto incontro, un salotto fatto di voci, di voci dell’Infinito.
Emanuela Cimmino
www.eduprof.it
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