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| L'educatore professionale - Dott.ssa Carmen Matta |
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| Martedì, 02 Novembre 2004 - 16:32 - 2791 Letture |
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Chi è oggi l'educatore?
Quali suoi compiti, le sue abilità, le sue responsabilità e quali i suoi orizzonti?
L’EDUCATORE PROFESSIONALE
Quella dell'educatore professionale è una figura che nell’ attuale società ha dovuto lottare per poter esser riconosciuta di diritto.
Nell’ambito del servizio sanitario nazionale la figura dell’educatore professionale è stata istituita tramite il D.M del 10/02/84.
L'educatore professionale è un operatore che svolge la propria attività nei riguardi di soggetti di età diverse, mediante la formulazione e l'attuazione di progetti educativi volti a promuovere e a contribuire allo sviluppo delle potenzialità di crescita personale e di inserimento e partecipazione sociale. Per il conseguimento di tali obiettivi l'educatore professionale agisce sulla relazione interpersonale, sulle dinamiche di gruppo, sul sistema familiare, nel contesto ambientale e sull'organizzazione di servizi. dopo aver posto attenzione agli elementi oggettivi delle difficoltà della persona a lui affidata, considera le dinamiche sociali in cui è inserita e le sue risorse interne per la gestione e/o la gestione comune di una situazione di crisi o cambiamento.
A livello micro-progettuale è responsabile dell’ideazione e dell’erogazione diretta di una prestazione educativa. A livello macro-progettuale, all’interno di equipe mono o pluriprofessionali, può invece dedicarsi ad azioni di analisi, stesura, coordinamento, monitoraggio e valutazione dei risultati complessivi.
La Commissione di studio del Ministero dell'interno definisce l'educatore come “colui che in una relazione diretta con il proprio utente nella gestione del "quotidiano" si offre come stimolo e punto di riferimento nella costruzione del cammino personale e sociale che ognuno - sia esso minore o adulto - può fare a partire dalle proprie potenzialità, per quanto nascoste o inibite da una situazione di difficoltà e di emarginazione”.La relazione che tale figura professionale instaura con il soggetto in stato di bisogno è un tassello della storia personale di quest ultimo,un momento la cui osservazione evidenzia i suoi comportamenti e la sua visione del mondo.
Egli opera nei seguenti settori:
- Alcolismo
- Emarginazione
- Anziani
- Handicap
- Malattia mentale
- Tossicodipendenza
- Minori in difficoltà
- Nomadi
Ciò che va sottolineato sono le tre fasi in cui si esplica l’intervento di un educatore:
1. la programmazione
2. il progetto
3. la valutazione
Queste fasi presuppongono una posizione di partecipazione attiva e critica di tale figura professionale nella sua azione con un soggetto in situazione di bisogno, sempre in relazione ai livelli strutturali, statici, economici e legislativi dei servizi alla persona.
Ciò che risulta di fondamentale importanza nel lavoro dell’educatore è il momento dell’osservazione dell’utenza, momento che ho potuto sperimentare nel mio percorso di tirocinio.
Non si tratta di un’ osservazione a carattere teorico, volta semplicemente a produrre conoscenze, ma di un’osservazione sperimentale, finalizzata alla risoluzione di problemi relativi alla conduzione dell’intervento e basate su una serie di accorgimenti che ci consentono di migliorare la comprensione dell’altro e di migliorare l’interpretazione del suo bisogno educativo.
Sussistono delle difficoltà oggettive nel compito dell’educatore, il quale da un lato ha bisogno, per entrar nella storia personale dell’altro, di comprenderlo empaticamente, vedendo il mondo dal suo punto di vista, vedendo l’altro così come si vede, cogliendo quella cornice che contraddistingue la sua vita; dall’altro è necessario adottare metodi che siano oggettivi e obiettivi.
Difficoltà ulteriore consiste nel tenere insieme tutti i tasselli della storia personale del soggetto, nel considerare, ad esempio la malattia non come un fatto biologico, ma come un’esperienza che si collega con l’insieme composito degli altri momenti significativi della vita del soggetto.
Tale figura professionale ha bisogno, quindi di interagire con il vissuto del soggetto e, per fare ciò, necessita di una èquipe che la affianchi e che metta a disposizione le proprie competenze.
E’ necessario, cioè, trovare la ratio generale degli interventi, al fine di coordinarli e di realizzare una pratica educativa che risponda ai reali bisogni dell’utenza in questione.
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