Sono le ore 08:59 del 09/02/2012


Menu principale

Stato Utenti

Salve ospite
Utenti:  Collegati
Utenti:  Utenti: 0
Ospiti:  Ospiti: 12
Totali:  Totali: 12
Utenti:  Utenti online
Nessun utente collegato

Promuovi la community

Scarica il volantino da stampare e diffondere
PDF | Word
Grazie per la collaborazione.

Cerca


Recensione Libri

Importante !!

Ai sensi dell'art 65 sui diritti d'autore, si fa richiesta a chi volesse prendere spunto dagli articoli dei siti eduprof.it e minorionline.it, per tesine, tesi di laurea, lavori di specializzazione, relazioni, di richiederne l'autorizzazione alla redazione se non all'autore del singolo articolo specificandone la motivazione e citandone la fonte.

Radio Online

Giornali Online

La figura dell’ operatore sociale e le tecniche che favoriscono la relazione-Dott.ssa Emanuela Cimmino
Domenica, 10 Aprile 2005 - 20:12 - 10302 Letture
Dagli atti del convegno del 10 Aprile 2005

CONVEGNO CAPI REGIONALE R/S

“Alle radici della scelta: la Progressione Personale in Branca R/S”

Il pedagogista , lo psicologo , il sociologo , l’ assistente sociale , l’ insegnante , l’educatore, il volontario della parrocchia , tutti coloro che hanno a che fare con i bisogni della società si definiscono operatori del sociale.


L’ educatore è un operatore sociale in primis , che lavora in e per diversi settori , come vedremo ,ponendosi in una relazione diretta con il proprio utente nella gestione del quotidiano , offrendosi come stimolo e punto di riferimento nella costruzione del cammino personale e sociale che ognuno – sia esso minore o adulto- può fare a partire dalle proprie potenzialità ,per quanto nascoste o inibite da una situazione di difficoltà e di emarginazione. L’ operatore può intervenire sul singolo , sul gruppo , lavora in equipe , in e con una relazione di rete sociale , attuando progetti di prevenzione e trattamento.
Intervenendo sul singolo con una modalità come vedremo prettamente basata sulla relazione – ascolto - comunicazione, è possibile poi lavorare sul contesto familiare e quindi occuparsi anche delle altre persone, del quartiere dove si abita, degli altri servizi – reti relazionali del territorio con i quali l’operatore attua un lavoro di animazione mediazione accompagnamento.
In Italia ci sono state diverse leggi inerenti al campo della prevenzione che hanno contribuito alla sviluppo di progetti vari (es. 285/97-328/2000). Si tratta di strumenti normativi che hanno permesso di strutturare interventi con adolescenti a rischio, tossicodipendenti, emarginati; lo scopo è quello della “riduzione del danno e del rischio”. Si tratta di un intervento che mira a costruire canali di comunicazione con le categorie di quei soggetti che pur vivendo situazioni di disagio non sono segnalati o aiutati abbastanza dai servizi pubblici e privati.
In questi ultimi anni le istituzioni hanno mostrato un forte interesse nei confronti del mondo giovanile, tale da facilitarne la comunicazione formale ed informale.

Ma l’operatore sociale chi è?
E’ colui che si occupa del sociale, di un‘utenza disagiata, della rieducazione e risocializzazione in alcuni casi se si ha a che fare con ragazzi detenuti o ex detenuti o anche tossicodipendenti, ma nello specifico rappresenta nelle sue molteplicità di impiego, una figura molto dinamica, contribuendo ad estendere la rete di servizi e a connetterli con le risorse del territorio spesso ignorate perché informali. Tutto ciò pone al centro di un processo di trasformazione dei rapporti tra istituzione e territorio quei servizi che non sono altro centri di lettura del sociale, svolgendo anche un ruolo politico di guida facendo scelte progettuali.
L’operatore opera a livello di micro territorialità e macro territorialità, in attività di prevenzione primaria – secondaria - terziaria rivolte a fasce di popolazioni deboli e portatori di disagio.
Possiamo definire l’operatore anche un facilitatore relazionale del territorio, un facilitatore del di dentro, motivando l’altro ad una consapevolezza di sé, all’accettazione dell’essere aiutato, alla conoscenza delle proprie competenze e abilità.
L’operatore, inoltre, lavorando in base ad una accettazione non pregiudiziale delle problematiche e del disagio si impegna in una relazione di aiuto e di accompagnamento; deve in effetti:
▪promuovere la qualità della vita, la tutela della salute, il benessere sociale, le opportunità educative e quelle di inserimento sociale e lavorativo;
▪ridurre il rischio del disagio sociale, marginalità e devianza;
▪rendere i diversi attori sociali competenti nella elaborazione di strategie adeguate al contesto di riferimento.
L’operatore svolge anche la funzione di :
▪osservazione e analisi del territorio (popolazione, risorse, bisogni espressi e inespressi);
▪osservazione e analisi delle domande espresse a livello individuale o di piccolo gruppo;
▪mantenere relazioni con associazioni, agenzie educative come la scuola o la stessa famiglia, servizi del territorio;
▪facilitare la comunicazione e promuovere informazione;
▪elaborare, realizzare, valutare l’intervento in collaborazione con i servizi.
Come deve essere l’operatore sociale, ovvero quali sono le caratteristiche che lo definiscono?
Innanzitutto l’operatore deve imparare ad esserci ed a esitare, a dubitare, a non stare al gioco delle rappresentazioni sociali così come si presentano, bensì a modificarle. In questo caso modificare consiste nel rompere pregiudizi e preconcetti che fanno parte della coscienza comune e che portano a considerare per esempio il tossicomane come un soggetto pericoloso. Questa prima caratteristica è definita “esitare”.
La seconda è “astensione o avalutatività”, intesa non solo come assenza di giudizio morale sullo stile di vita del soggetto, ma come presa d’atto di quel stile di vita, di quel bagaglio culturale per comprenderne i bisogni e sollecitare le risorse della persona.
La terza caratteristica è quella della “cura”, ciò permette di stabilire contatti con qualsiasi forma di disagio.
E’ l’interazione che caratterizza prevalentemente l’operatore sia sul piano individuale che collettivo. Nel primo caso si tratta della relazione diretta con la persona in una comunicazione interattiva basata sull’ascolto, la condivisione empatica, la confidenza e l’aiuto. Per quanto riguarda la collettività, l’operatore permette e facilita contatti tra i soggetti e le strutture, svolgendo così, come più volte è stato detto, anche una funzione di “mediatore”.
Non a caso, egli rende possibile contatti tra gli attori distanti, le istituzioni e le richieste della comunità, la sua è una mediazione prettamente comunicativa.
Mediare significa anche comunicare e per comunicare l’operatore deve saper ascoltare e porsi in un atteggiamento pregiudiziale, rispettando, accogliendo l’altro, dando ad ognuno il tempo necessario perché possa avvenire un cambiamento.
Non dobbiamo dimenticare del suo rapporto con il target, dopo tutto lavorando a contatto con utenti diversi, diventa portatore di diversi modi di vestire, di esprimersi, di porsi davanti alle situazioni, in un certo senso capendo di più la situazione. L’operatore stabilisce la relazione con l’apertura al dialogo, con la disponibilità a mettere in discussione le proprie considerazioni, poiché non lavora per omologarsi con il target e non è portatore di verità assolute.


Pagina: 1/3

Prossima pagina (2/3) Prossima pagina

Login/crea un profilo | 0 Commenti
I commenti sono di proprietà dei legittimi autori, che ne sono anche responsabili.

Crediti Powered by MDPro