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Relazione educatore _ Dott.ssa Pistillo Emanuela
Venerdì, 30 Marzo 2007 - 12:29 - 4416 Letture
L’EDUCATORE

Nelle professioni socio-educative e socio-assistenziali, l’educatore svolge un’attività prevalentemente finalizzata all’istruzione, maturazione personale e assistenza psicologica di coloro che sono ai margini della società perché rifiutati o abbandonati.
L’ambiente nel quale lavora è quello extrascolastico ed extrafamiliare, quindi si ha a che fare con un’educazione “non-formale”.


Tutte queste attività hanno radici storiche molto profonde, pensiamo al ruolo assistenziale e pedagogico svolto dalle organizzazioni religiose verso la marginalità nel corso della storia cristiana che è esploso in Italia durante la prima industrializzazione.
Infatti per molto tempo questa funzione educativa informale è stata confusa proprio con l’attività religiosa; è solo negli ultimi 40 anni che la nostra società ha spostato le attività educative non formali nella sfera pubblica istituzionale.
Questa professione si è sviluppata in Italia con più ritardi e con maggiori difficoltà rispetto all’Europa, e con intensità diverse a seconda delle zone geografiche (è più diffusa nel nord industriale e molto meno al sud).

Questo per diversi fattori:

•La cultura dominante ha sempre privilegiato i contenuti teorici e razionalisti della formazione, per questo l’educazione è sempre rimasta nel solo dominio della scuola;

•L’educazione dei soggetti in difficoltà è stata tradizionalmente affidata alle organizzazioni religiose e umanitarie (volontariato) grazie alla delega dello Stato. L’Italia è un caso unico in Europa di gestione del disagio sociale. La conseguenza di questo punto è che nel nostro paese nelle professioni sociali non si è diffusa una preparazione uniforme ed adeguata, che l’attività educativa non formale è stata attuata a costi contenuti e soprattutto con criteri assistenzialistici e di beneficenza e tutto ciò non ha stimolato l’utilizzo di professionalità qualificate .


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