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| Conseguenze dell'abuso sessuale minorile sulle vittime - Dr.ssa Loffreda Velia |
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| Venerdì, 04 Maggio 2007 - 21:44 - 4622 Letture |
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Conseguenze dell'abuso sessuale minorile sulle vittime
( tratto dalla tesi di laurea - L’analisi del discorso di un caso di abuso minorile presente nella Casa Famiglia “ SOS Adolescenza"- )
A cura della Dr.ssa Loffreda Velia
Per poter analizzare le conseguenze che l’abuso sessuale ha sul minore, si dovrebbe avere a disposizione una descrizione dettagliata dell’accaduto: il tipo di atti sessuali perpetrati, la frequenza, la presenza o meno di minacce e violenza.
Bisognerebbe anche conoscere determinate informazioni che riguardano l’età della vittima e dell’aggressore, il livello di sviluppo fisico e cognitivo delle persone coinvolte, nonché il tipo di relazione presente tra le persone coinvolte. Inoltre, sarebbe utile conoscere il contesto all’interno del quale si è verificato l’abuso: la cultura prevalente rispetto ai comportamenti sessuali, il coinvolgimento di altre persone, la reazione dei familiari, soprattutto della madre, alla scoperta dell’abuso. Tutti questi fattori concorrono nel determinare la gravità degli effetti che l’abuso sessuale, sia di tipo intra-familiare sia di tipo extra-familiare, ha sul minore abusato. E’, infatti, opinione condivisa da molti studiosi che l’abuso sessuale provochi conseguenze considerevoli. Per questo motivo sono stati elaborati molteplici modelli esplicativi dei meccanismi di formazione dei sintomi psicopatologici a partire dall’esperienza dell’abuso sessuale. Burgess e Holmstrom[1] nel 1974 hanno concettualizzato la sindrome del trauma da stupro. Essa è definita come un processo che si svolge in due fasi: una acuta, di disorganizzazione, e una a lungo termine, di riorganizzazione. A. Immediatamente dopo l’abuso la vittima può manifestare, emotivamente o verbalmente, i propri sentimenti di rabbia, paura e ansia, oppure può avere un atteggiamento controllato e silenzioso. In questa fase il minore abusato potrebbe manifestare disturbi somatici e psichici. Tali disturbi sono: ansia, paure legate al trauma, incubi, sintomi depressivi, sentimenti di inferiorità, vergogna, difficoltà scolastiche e interpersonali. B. Quando al minore non viene data la possibilità di esprimere la propria sofferenza, probabilmente si svilupperanno successivamente dei disturbi strutturali di tipo depressivo, psicosomatico, psicotico, o comportamenti distruttivi come abuso di alcol e di sostanze e tentativi di suicidio. Secondo questo modello, l’abuso sessuale infantile viene inteso come un evento esterno traumatico e stressante, in grado di scatenare una situazione di crisi, cioè una rottura dell’equilibrio tra l’ambiente e le capacità di adattamento dell’Io. Gli effetti patogeni del trauma non dipendono soltanto dalla natura e dall’intensità del trauma subito o dalla natura della relazione tra vittima e abusante, ma dipendono anche dal livello di sostegno che la vittima riceve all’interno della famiglia e all’esterno, dalla rete dei servizi socio-assistanziali ed istituzionali. Importanti, in questo contesto, sono anche le risorse interne di cui il bambino abusato dispone: la sua abilità cognitiva, la fiducia in se stessi, una personalità di base forte, la presenza di alcune aree di successo nella vita. Quindi, le reazioni e gli effetti che l’abuso sessuale provoca possono variare molto da bambino a bambino, proprio in base all’influenza che i fattori delineati hanno sullo strutturarsi dell’esperienza traumatica.Finkelhor[2] ha proposto il modello delle quattro dinamiche traumageniche, in cui presuppone che l’abuso sessuale abbia una varietà di effetti diversi, dipendenti dalle caratteristiche dell’abuso, e che agisca su quattro aree principali: 1. la sessualità2. la fiducia nelle proprie capacità di sviluppare relazioni interpersonali3. l’autostima4. la fiducia nella propria capacità di affrontare il mondo. Egli ha quindi identificato quattro fattori che agiscono direttamente sulle aree individuate: 1. la sessualizzazione traumatica2. il tradimento3. l’impotenza 4. la stigmatizzazione. Dall’intensità e qualità con cui ciascuno di questi fattori caratterizza l’esperienza dell’abuso dipenderebbero diversi gruppi di effetti a breve e a lungo termine. 1) La sessualizzazione traumatica consiste nel processo attraverso cui la sessualità della vittima è forzata dall’abuso sessuale ad assumere forme improprie rispetto al suo livello evolutivo e distorte sul piano relazionale, risultando così disfunzionale dal punto di vista interpersonale. Questo accade quando, attraverso messaggi incongrui e ricompense che il bambino riceve dall’adulto in cambio dei suoi favori sessuali, il bambino impara ad usare il comportamento sessuale per soddisfare bisogni non sessuali. Egli impara quindi ad usare il sesso come uno strumento per manipolare gli altri. Dalla sessualizzazione traumatica si originerebbero confusione e rifiuto verso la sessualità, comportamenti sessuali compulsivi e aggressivi, disfunzioni sessuali, promiscuità, prostituzione, ecc.. 2) Il tradimento consiste nella scoperta che la vittima fa di essere stata manipolata e imbrogliata da qualcuno verso cui nutriva sentimenti di fiducia e aspettative positive. Da ciò deriva un forte sentimento di sfiducia negli altri, con sentimenti di ostilità e di rabbia, che si possono estendere anche verso altri membri della famiglia da cui il minore si aspettava protezione e amore. A questo fattore sarebbero perciò riconducibili lo sviluppo di sentimenti depressivi, la passività, la diffidenza, l’aggressività, l’isolamento, il ritiro, ecc.. 3) L’impotenza è il processo attraverso cui il senso di padronanza di sé della vittima è demolito dalle intrusioni nel proprio spazio corporeo, e si verifica specialmente nei casi in cui il bambino è costretto con la forza, con il ricatto o con la minaccia a sottomettersi ad un’attività indesiderata. Il bambino si sente allora incapace di reagire all’aggressione, e questo provoca sentimenti di ansia e paura. 4) La stigmatizzazione è il processo attraverso cui il minore incorpora nella sua immagine di sé le connotazioni negative che gli sono attribuite dai familiari o dall’ambiente esterno in seguito all’abuso. Questo processo determinerebbe l’insorgenza di sentimenti di colpa e di vergogna, un deficit dell’autostima, l’isolamento e i comportamenti autodistruttivi, come la tossicodipendenza, l’alcolismo e il suicidio. Questo approccio sottolinea la necessità di considerare dei processi di condizionamento che hanno preceduto e seguito il trauma. Il trauma, quindi, non è inteso come semplice conseguenza dell’abuso, ma come conseguenza del processo che precede e segue l’abuso stesso. Infatti, i quattro fattori sono collegati non solo all’abuso, ma anche all’adattamento precedente del bambino e all’effetto delle reazioni degli altri sul bambino stesso. Il modello di Finkelhor ha raccolto molteplici consensi poiché permette di comprendere l’impatto dell’abuso sessuale infantile anche se non distingue tra conseguenze acute e croniche dell’abuso. Green [3] ha aggiunto al modello proposto da Finkelhor una prospettiva temporale ed evolutiva per spiegare lo sviluppo delle conseguenze immediate e a lungo termine. Egli non parla di conseguenze a breve termine, poiché sarebbe fuorviante, ma le definisce “immediate”, in quanto tali conseguenze si manifestano subito dopo il trauma, ma non necessariamente scompaiono, come farebbe invece pensare il concetto di “breve termine”. Egli si sofferma sul motivo per cui alcuni bambini sembrano far fronte alla violenza sessuale con più efficacia di altri. L’abuso sessuale infantile è descritto come la somministrazione ripetuta di stimolazione sessuale ed aggressiva, sovrapposta ad una situazione familiare patologica che comprende la stigmatizzazione, il tradimento, l’inversione dei ruoli, la sessualizzazione e la violazione dei confini fisici e psicologici del bambino. Secondo questo modello, l’abuso sessuale infantile provoca atteggiamenti di paura associati a sintomi di ansia, come incubi, disturbi del sonno, sintomi psicosomatici e reazioni dissociative che, in alcuni casi, possono giungere a soddisfare i criteri del disturbo post-traumatico da stress. L’abuso sessuale provoca anche delle disfunzioni familiari che si esprimono nel tradimento, nella stigmatizzazione, nei sensi di colpa e di vergogna, nella sfiducia, nel senso di inferiorità, nella depressione e nelle difese patologiche. Infine, secondo Green, i minori vittime di abuso sessuale possono avere due diversi stili di adattamento: il primo cerca di controllare l’esperienza di abuso attraverso la ripetizione del trauma subito, e, se non gli verrà data la possibilità di esprimere il proprio dolore, probabilmente diventerà un genitore abusante; il secondo cerca di far fronte al trauma evitando gli stimoli sessuali, e potrebbe diventare un adulto con seri problemi sessuali. Conseguenze dell’incestoL’incesto è il tipo di abuso sessuale che provoca gli effetti psicopatologici più deleteri per chi ne rimane vittima, a causa della relazione di affetto e fiducia che lega la vittima all’abusante. Esso è stato individuato come l’origine di molti disturbi della personalità: - disturbi dello sviluppo psicoaffettivo, dell’immagine di sé, dell’autostima; - patologie psicosomatiche; - patologie sessuali; - disturbi del comportamento, dell’adattamento e della vita di relazione; - sindromi dissociative e disordini più gravi della personalità. Tutti gli studi clinici effettuati fino ad ora hanno dimostrato che gli effetti dell’abuso sessuale possono comparire anche a distanza di molti anni dall’esperienza che li ha causati. Perciò, generalmente si usa distinguere gli effetti immediati da quelli a lungo termine.
Nota: [1] Burgess A.W., Holmsrom L.L., “Rape trauma syndrome”, American Journal of Psychology, 1974. In De Leo
G., Petruccelli I., op. cit., p.43
[2] Finkelhor D., Child sexual abuse: new theory and research, Free Press, New York, 1984. In De Leo G.,
Petruccelli I., op. cit., p.45.
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