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| LA COSTRUZIONE E LA GESTIONE DELLA RELAZIONE EDUCATIVA |
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| Giovedì, 01 Novembre 2007 - 19:26 - 2322 Letture |
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(in”PROCESSI EDUCATIVI E PROGETTUALITA’ PEDAGOGICA” di Lorena Milani - Ed. Tirrenia Stampatori)
La costruzione della relazione:
Costruire la relazione è un obiettivo educativo di primaria importanza che richiede tempo e l’impegno dei soggetti in causa. Ciò che caratterizza la relazione è la volontà di costruire un rapporto di reciprocità significativo, un legame quindi tra due persone.
L’atteggiamento di fondo dell’educatore implica la disponibilità alla relazione sia come accoglienza sia come progetto verso il soggetto in formazione
Costruire la relazione significa disporsi a percorrere un cammino con l’altro i cui tempi, momenti, occasioni non sempre sono predeterminabili. La relazione muta nel tempo: essa è un processo perché implica dinamiche e trasformazioni in ciascuno dei partner.
Ogni relazione in cui è in gioco l’affettività della persona (e la relazione educativa è una di queste) segue delle tappe di sviluppo (precontatto, coscienza dell’altro, contatto, impegno, intimità, deterioramento, dissoluzione) che vanno accettate. Accogliere é diametralmente opposto al fagocitare: è lasciare spazio alla libertà dell’altro, è gettare un ponte per favorire la costruzione dell’identità soggettiva, personale e originale.
La relazione educativa si costruisce con l’altro e per l’altro, si dispone nella dimensione dell’essere-per l’altro, si traduce in ascolto perché “la presenza dell’altro non è presenza biologica, è sostanzialmente appello e pone istanze di accoglimento, stima, rispetto, amore. L’intersoggettività implica necessariamente la promozione dell’altro, il condurlo ad essere una soggettività creativa” (Rossi, 1992).
La costruzione della relazione richiede l’esercizio della parola nella coscienza che la stessa persona è “parola”: prima di ogni linguaggio è il volto dell’altro che ci parla e costruisce l’interazione interpellandoci sul piano esistenziale. Costruire la relazione è accettare la scommessa di saper rompere gli schemi dell’ovvietà e di saper vivere l’avventura con l’altro.
Le motivazioni alla relazione
La relazione è condizione stessa dei processi educativi ed esigenza tanto del soggetto in-formazione (che proprio attraverso la relazione “prende forma”) quanto dell’educatore (che a sua volta è interpellato e modificato dalle dinamiche relazionali). Come tutte le realtà umane anche la relazione si regge su alcune motivazioni.
Le relazioni possono essere motivate da:
- bisogno: ad esempio dettato da esigenze di sopravvivenza, tipico del bambino piccolo o del soggetto malato o handicappato;
- gratificazione: essenziale per il soggetto in-formazione;
- normatività: le regole sono indispensabili per strutturare la propria realtà;
- autoaffermazione: l’adulto è cercato per opporvisi o comunque per un confronto;
- condivisione: tra i partner nascono ragioni condivise;
- preferenza: l’adulto viene scelto come modello o mediatore di modelli che il minore assumerà in modo personale.
E’ da sottolineare che nella relazione educativa è contenuta una finalità implicita, educare alla relazione con gli altri, e che le prime relazioni costituiscono un modello per quelle future.
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Nota: Fonte :
”PROCESSI EDUCATIVI E PROGETTUALITA’ PEDAGOGICA” di Lorena Milani - Ed. Tirrenia Stampatori
http://www.secondocircoloalba.it/cultura/giugno2002/la%20costruzione%20della%20relazione.htm
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