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LA MUSICOTERAPIA - Dott.ssa Valentina Busato
Venerdì, 22 Febbraio 2008 - 20:25 - 1717 Letture

Testo della dott.ssa Girardello Sara (Musicoterapista, RSA Anni Sereni, Scorze'),

inviato dalla

dott.ssa Valentina Busato (RSA Anni Sereni, Scorze')

 

"La musicoterapia è l'uso dei suoni e della musica nella relazione che si sviluppa fra un soggetto e il terapeuta per sostenere ed incoraggiare una buona condizione fisica, mentale, sociale ed emotiva."

 

Nata nella seconda metà del secolo scorso, come supporto a processi psicoterapici, la musicoterapia è stata adottata, rapidamente e con successo, nel trattamento di varie disabilità.

La cultura e la pratica musicoterapica hanno avuto già da tempo ampio riconoscimento in  diversi paesi europei quali Inghilterra, Danimarca, Paesi Scandinavi e Olanda, sia in termini di formazione che di profilo professionale. In Italia tale disciplina è divenuta una pratica conosciuta e accreditata nell'ultimo ventennio. Attualmente è diffusa in tutto il territorio e la figura del musicoterapeuta risulta spesso presente all'interno delle diverse équipe riabilitative e sta acquisendo un ruolo sempre più definito.

La musicoterapia utilizza un linguaggio non-verbale, qual è quello sonoro, che risulta essere estremamente immediato e che ha un effetto sensoriale diretto sull'intero organismo.

La musica è infatti una realtà strettamente connessa con tutto il  nostro essere: il nostro sistema corporeo, infatti, è regolato da ritmi,  cicli, rumori, suoni;  la voce è il nostro strumento musicale più intimo con il suo timbro particolarissimo e unico.

I suoni  provocano nell'essere umano un feedback immediato e  il linguaggio musicale crea un contatto diretto su basi psicobiologiche con persone spesso irraggiungibili in altro modo.

Alcuni aspetti prettamente filosofici del rapporto tra uomo e suono rimangano ancora misteriosi, ma altri sono stati spiegati scientificamente, grazie ai contributi di discipline come la psicofisiologia e la neurologia che  hanno fornito chiarimenti sui meccanismi cerebrali riguardanti la percezione  musicale. E' stato spiegato in che modo gli impulsi in entrata, come ad esempio i suoni musicali, vadano direttamente al talamo e vengano filtrati da esso, centro chiave per la trasmissione degli impulsi sensoriali alla corteccia cerebrale. Inoltre gli effetti del suono non si limiterebbero ad una percezione cosciente.

Gli elementi del suono, ritmo, altezza e intensità mediati dal talamo, incidono sulla prestazione del sistema nervoso autonomo, tanto che, anche quando non si verifica la percezione cosciente attraverso la corteccia, è possibile suscitare con i suoni sensazioni ed emozioni. (Weigl, 1959).

Da queste considerazioni deriva tutta una serie di conseguenze e ipotesi che avvalorano l'utilizzo terapeutico del linguaggio sonoro, che risulta quindi essere estremamente prezioso in particolare nel trattamento di quei quadri patologici, in cui, per una serie di motivi, non è possibile accedere ad un piano intellettuale e comunicativo sufficiente, tramite l'utilizzo di un linguaggio verbale o convenzionale. (Boxill 1985, trad. it. 1991). Inoltre, custodisce i ricordi, stimola l'immaginazione, suscita emozioniLa musicoterapia utilizza proprio questo tipo di linguaggio per entrare in contatto con coloro che vivono una situazione difficile sotto il profilo psico-fisico ed emotivo o per sviluppare emozioni e risorse personali. Può essere impiegata in diversi ambiti:

 

  • ambito educativo: nelle scuole di diverso ordine e grado, la musicoterapia può diventare un agente di trasformazione, fornire utili elementi di lettura dei vissuti emotivi dei ragazzi, favorire l'espressione dei sentimenti e sviluppare risorse interne.

 

  • ambito clinico: come può essere ampiamente documentato da una vasta bibliografia, la musicoterapia trova largo impiego in ambito clinico: in neuropsichiatria, oncologia, geriatria, pediatria, ginecologia (musicoterapia con donne in gravidanza); viene inoltre utilizzata per il trattamento di pazienti in stato comatoso, il recupero di persone colpite da deficit fisici e mentali anche in forma grave (persone autistiche, Down, cerebrolese in genere, schizofreniche o dementi affette anche in modo grave dal Morbo di Alzheimer), nonché in tutte quelle situazioni in cui si manifesti un reale disagio personale ed una tangibile difficoltà relazionale da parte della persona. Essa, infatti, viene utilizzata anche con persone che presentano problemi di tipo relazionale o che sono soggette a forme di chiusura, di depressione e di disagio in genere (problemi di tossicodipendenza, di alcolismo, problemi alimentari, ecc.). Il linguaggio sonoro diviene un veicolo per tentare una comunicazione e fornire una speranza alle persone: a tale scopo vengono utilizzati in maniera attiva e interattiva gli strumenti musicali e la voce.

 

  • ambito formativo: l'impiego della musicoterapia può essere utile per lavorare sulla capacità di ascolto di ciascuno di noi. Il messaggio non verbale della musicoterapia può essere assai efficace per coloro che, nell'ambito della loro professionalità, si occupano delle relazioni di aiuto (operatori, insegnanti, educatori, ecc.).


 

Sul piano concreto sono fondamentalmente due gli approcci possibili: attivo e recettivo.

APPROCCIO ATTIVO

Le attività di produzione  musicale (vocale e strumentale) prevedono l'utilizzo di strumenti di vario tipo. Si tratta prevalentemente di strumenti etnici, che possono essere utilizzati e manipolati anche da chi non possiede alcun tipo di competenza musicale.

Vengono tuttavia utilizzati anche strumenti appartenenti alla tradizione classica (violino, arpa, pianoforte, chitarra, ..)

Un percorso terapeutico prevede che nelle prime sedute il paziente venga messo nelle condizioni di poter esplorare e interagire con una vasta gamma di stimoli sonoro-musicali.

Nei successivi incontri si arriva alla graduale definizione di un setting calibrato, adeguato al paziente, che riflette maggiormente l'identità sonoro-musicale dello stesso e in cui emerge la funzione di "oggetto intermediario" assolta da alcuni strumenti.

Le consegne che il musicoterapeuta dà al paziente, possono essere verbali o non verbali e assumere  una connotazione di direttività, semi-direttività e non direttività.

Nella fase operativa, quanto evocato e suscitato dal paziente viene evidenziato, elaborato e restituito dal musicoterapista dal punto di vista emotivo e sonoro- musicale al fine di instaurare una relazione.

Il musicoterapeuta può:

a) stimolare il paziente nel caso in cui questo non interagisca attraverso l'impiego di materiale sonoro-musicale;

 b) riprendere, elaborare e rimandare le produzioni sonoro-musicali spontanee emergenti dal  contesto musicoterapico, nel caso in cui il paziente sia propositivo

 

APPROCCIO RECETTIVO

L'ascolto sonoro/musicale è un processo complesso, capace di attivare, in determinati contesti, profondi movimenti interiori.

Un ascolto significativo su un piano emotivo, va oltre la connotazione culturale del brano musicale, interagendo con codici e simboli propri della singola persona: l'ascolto musicale  in musicoterapia viene quindi connotato di valenze comunicative e relazionali.

I criteri con cui si individua il repertorio da proporre fanno riferimento  alla potenziale "funzione" di un brano musicale, alla tonalità emotivo-affettiva che lo contraddistingue, alla connotazione culturale e/o alla valenza simbolica che gli è propria.

Quanto alle potenziali funzioni del musicale sono fondamentalmente di due tipi: attivante o rilassante.

All'interno di queste due categorie si devono inoltre tener presenti le tonalità emotivo-affettive della musica (all'interno di ogni brano musicale più o meno definite, tratteggiate, talvolta ambigue) : gli ascolti proposti possono evocare serenità/gioia, nostalgia/tristezza, mistero/paura, tragico, ironico/grottesco.

La scelta del repertorio è sempre e comunque condizionata dall'identità sonoro-musicale (che viene vagliata attraverso un'opportuna anamnesi) e dalla biografia dei fruitori dell'ascolto: accanto a proposte di ascolto individuate dal terapeuta, si  impiega materiale musicale espressione della musicalità e della storia dei partecipanti all'attività, materiale connotato di valenze affettive.

 

 

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