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Le paure dei bambini e le paure degli adulti – Dott.ssa Emanuela Cimmino
Sabato, 23 Febbraio 2008 - 17:29 - 4638 Letture

Spesso i bambini dinnanzi a situazioni piccole e grandi , dinnanzi a problemi semplici per loro ma anche complessi rispetto la loro età , sembrano , si sentono sperduti come Pollicino ed i suoi fratelli nel bosco della vita , di fronte ad una realtà che non sempre ed ancora conoscono o che spesso si dimostra diversa dalla loro tipologia di realtà.



Hanno paura di ciò che non si può controllare , di ciò che inaccettabile ed incomprensibile , hanno paura del dolore , della sofferenza , della morte , del buio , hanno paura del futuro , della vita stessa e perfino della propria ombra proiettata di notte sulla parete vicino il letto.

Quante volte , nella nostra attività di educatori a scuola , ci siamo trovati dinnanzi a bambini robusti , apparentemente leader , eroi , ed invece profondamente paurosi?

Quante volte abbiamo pensato che le paure dei bambini siano semplicemente quelle inerenti :il lupo , il buio , il far arrabbiare la mamma ed il papà , ed invece attraverso il disegno , il tema , l'attività di circle

time , abbiamo scoperto che spesso sono paure più grandi , quasi simili a quelle degli adulti?

E' importante che nel contesto scolastico e di educativa territoriale si facciano attività attraverso le quali i bambini possano dar sfogo alle loro paure , ai loro sogni , al come poterle affrontare , incoraggiandoli al non desistere ma essere forti ed avere fiducia in se stessi , dando loro anche una spiegazione associata a quella tipologia di paura.

"La paura del buio ", si può superarla , convincendosi che non si è soli , che ci sono i genitori nella stanza accanto , che è possibile tenere una piccola lampada accesa sul comodino , che addormentandosi con l'orsacchiotto si ha l'idea di essere protetti , che i fantasmi non esistono, sono frutto della nostra fantasia.

"La paura di come mamma e papà possano reagire se ha rotto un oggetto molto caro" ,la si può risolvere , parlando , attraverso la sincerità , senza nascondersi , raccontandone i particolari , per essere capiti e soprattutto ascoltati  dai genitori.

"La paura di non essere accettai dagli altri bambini" , perché si è di colore , perché si è diversi , perché si è più timidi , perché si hanno condizioni economiche diverse , potrebbe essere affrontata attraverso l'accettazione dell'altro , della ricchezza nel condividere e vivere la diversità , educando così i bambini alla multiculturalità.

La paura di essere picchiato , di restare da soli , di non riuscire a risolvere un problema: sono grandi paure di bambini piccoli che devono essere aiutati con un approccio educativo fondato sull'autostima , la capacità di raccontarsi e raccontare.

La paura che i propri genitori possano separarsi e restare senza punti di riferimento: i bambini oramai sono a conoscenza di questo fattore , conoscono le storie dei propri compagni , o meglio dei genitori dei propri compagni , leggono articoli e brani sul problema , e se ascoltano i propri genitori litigare anche saltuariamente temono che possano separarsi.

Questa paura viene espressa con ansia , agitazione , soprattutto con preoccupazione , specie se i litigi sono continui e c'è davvero sentore che i propri genitori possano separarsi.

E' necessario che l'educatore sappia riconoscere la tipologia di paura , sia grosso modo a conoscenza della storia del bambino , per poterlo aiutare e soprattutto rassicurarlo , in qst caso , spiegandogli che i momenti di conflitto in una coppia spesso è un modo per quanto brusco ma di interagire.

Se poi , invece , c'è davvero rottura , i bambini devono essere informati sull'argomento , soprattutto sul fatto che separarsi non significa esserlo dai figli e con i figli , che i loro genitori saranno sempre i loro genitori , insomma bisogna ascoltarli , sostenerli , tenendo conto dell'età e della loro sensibilità.

La divisione dei genitori può essere vissuta nei modi più diversi ed ovviamente non è la stessa cosa se viene vissuto a due , a sei o a 12 anni , in quanto ogni età comporta problematiche e risorse diverse , con cui gli adulti devono sapersi confrontare per comprendere quelle che sono le emozioni , i bisogni , le paure che i bambini provano nei confronti delle separazioni.

 

I bambini hanno spesso paura delle aspettative dei genitori rispetto alle proprie capacità scolastiche , non a caso spesso si è sentito parlare anche di suicidio preadolescenziale a causa di voti bassi in pagella , o di scuse per non far parlare la mamma con la maestra fingendo che la stessa è ammalata e che c'è la supplente.E' la paura dei giudizi , della classiche frasoni :Sei incapace , Studi studi ma poi non ottieni

 niente' , Hai la testa altrove , Per questi voti ti punisco:niente tv la sera .

Il bambino che sa di non andare bene a scuola , anche se spesso sono solo periodi ,  è normale che si aspetta il rimprovero dal genitore , specie se è insistente e se è legato al numero , al voto , ma ciò che gli fa male , ed è ciò di cui ha paura : E' la tipologia di reazione , l'esagerazione , la svalutazione , la penalizzazione e nello stesso tempo l'indifferenza da parte dei genitori.

Quando ho fatto la mia piccola supplenza un mese fa circa , ho attuato con i bambini , l'attività dell'autovalutazione rispetto a come erano andati ad un'interrogazione di storia ,aiutandoli a conoscersi sul lato delle capacità , delle lacune  e su come rafforzarle , educandoli a darsi un voto , una valutazione.

Il modo per affrontare qst paura potrebbe essere quello di aiutare il bambino , alunno e figlio , ad avere un feedback reale sulla situazione scolastica , sottolineando e valorizzando ciò che ha fatto di buono , stimolandolo a correggere gli sbagli , rassicurandolo con il sostegno e l'approvazione.

Altra paura è quella di non essere più pensati o amati come prima , quando è in arrivo un fratellino/sorellina: i bambini all'arrivo del fratellino sono ambigui e contraddittori , lo desiderano perché vogliono compagnia , attendono assieme la mamma la nascita , compra assieme la cameretta nuova , i vestiti e perfino i primi giocattoli , ma emerge anche la gelosia , la paura di non esistere più per i genitori , perché le attenzioni  nei suoi confronti sono minime o meno evidenti secondo il suo punto di vista.

La gelosia e nello specifico :la paura della gelosia , può essere affrontata , parlandone , accettandola , perché è il modo attraverso il quale possa entrare in contatto con la paura , la gelosia , il dubbio , l'ansia , l'angoscia di essere abbandonati , la rabbia; condividendo l'esperienza della gelosia assieme a tanti altri bambini che vivono la gelosia.

Anche attraverso il disegno , la tipologia di scelta dei colori , il modo in cui si disegna , potrebbe aiutare i bambini a parlarne ed affrontarla.

Ma i bambini hanno anche paura della guerra , della morte , dell'abbandono più totale , della solitudine , dello stare senza soldi perché eventualmente il papà non lavora , la paura di non poter ricevere giocattoli a Natale,paura dell'inquinamento e di non poter avere spazi verdi per poter giocare.

Le paure fanno parte dell'individuo , e spesso sono necessarie e fondamentali , perché rappresentano una tappa importante dello sviluppo psicologico ed emotivo dei bambini;attraverso esse il bambino esprime anche a livello simbolico  le difficoltà naturali che incontra quando deve separarsi da ciò che conosce già per affrontare ciò che non conosce, per distaccarsi e fare nuove esperienze , anche dolorose.

La paura dei più piccoli è riconducibile all'ansia della novità , della separazione dalle figure di riferimento.

Mentre le ansie dei più grandicelli sono collegate a stimoli provenienti dall'ambiente esterno.

E' importante che i bambini esprimano liberamente le loro emozioni , perché è così che quelle emozioni , quelle fantasie , quelle paure e perfino i traumi , appaiono più facili da affrontare.

Rispetto le paure degli adulti , per completare l'articolo , mi piacerebbe tanto fare un'intervista .

Ho provato a chiedere tramite mail a qualcuno e mi è stata data come risposta :

Che, come disse un famoso psicologo, i "bambini sono i padri degli adulti". Se non te lo danno da bambino, non lo avrai nemmeno da adulto,

 

 

Fonte :

http://www.movimentobambino.it/

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