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| L' attezione e i processi cognitivi nei bambini con disturbi di SDA |
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| Sabato, 17 Aprile 2004 - 20:50 - 5369 Letture |
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Il termine sindrome da deficit attentivi risulta preferibile sul piano diagnostico , ai termini iperattivo o ipercinetico, proprio perché a differenza dell’ iperattività , si evidenziano problemi di concentrazione e di controllo dell’ attenzione, che risultano quasi sempre presenti nei bambini con SDA.
A riguardo i principali aspetti dell’ attenzione William James afferma che “quando si studia un argomento di scarso interesse e ci si accorge di essere portati alla distrazione, è necessario, per concentrarsi, far ricorso a degli sforzi deliberati, grazie ai quali la materia riacquisterà interesse, anche se per un breve periodo. La concentrazione sarà dunque nuovamente spontanea per qualche minuto, fino a quando sopraggiungerà un altro pensiero ad interferire ed a spostare ancora una volta l’ attenzione .Si dovrà quindi riattivare uno sforzo intenso di volontà. In questa situazione, l’ attenzione è un evento purtroppo poco duraturo.”
Quando l’ insegnante dice al bambino di fare attenzione alle istruzioni, di fare attenzione al compito, in qualche modo sbaglia .In realtà il ragazzo dovrebbe attivare abilità anche molto diverse, per poter rispondere adeguatamente a queste richieste, semplici solo apparentemente.
Egli dovrebbe essere capace di :
-calmarsi e stare tranquillo al temine dell’ intervallo
-ignorare o non rispondere a stimoli esterni, non pertinenti al compito
-isolare la voce dell’ insegnante da altri stimoli uditivi e comprendere dal suo tono, dall’ atteggiamento, dall’ espressione, quando occorre prestare attenzione
-non chiedere una bibita o il permesso di uscire, e non cedere subito all’ impulso di stiracchiarsi, grattarsi o fare le prime domande che gli vengono in mente e così via
-organizzarsi l’ ambiente in modo da agevolare il proprio processo attentivo
-accorgersi tempestivamente di un calo di attenzione per indirizzarla nuovamente sul compito.
Tali abilità possono essere sintetizzate in : attenzione selettiva , capacità attentava ed attenzione prolungata.
Per ATTENZIONE SELETTIVA s’ intende la capacità del soggetto di rispondere solo agli aspetti rilevanti di un compito o di una situazione , ignorando o non rispondendo quindi a quelli non essenziali.
Per i bambini con SDA , sebbene siano frequentemente “ fuori dal compito “ o si concentrano su aspetti della vita di classe ad esso estranei, non è stata dimostrata scientificamente una maggior distraibilità rispetto ai soggetti normali.
E’ più corretto definirli come comportamenti “orientati alla ricerca di nuovi stimoli”.
LA CAPACITA’ ATTENTIVA si identifica con l’ abilità di portare attenzione a più stimoli contemporaneamente. La maggior parte dei compiti di apprendimento si presenta con stimoli multipli.
Con ATTENZIONE PROLUNGATA s’ intende l’ abilità del soggetto di seguire le richieste del compito, senza distrarsi, per un sufficiente periodo di tempo.
La comprensione degli aspetti attentivi, cognitivi e motivazionali dell’ attenzione prolungata risulta di fondamentale importanza se si vuole riuscire a cogliere la vera natura dei problemi scolastici e sociali incontrati del soggetto con SDA.
A riguardo invece la definizione di ATTENZIONE e ABILITA ’ DI PROBLEM -SOLVING , si possono identificare delle variabili attinenti al difficile compito di concentrarsi e mantenere un buon livello di attenzione nel tempo.
L’ alunno dovrà essere in grado di :
-comprendere la vera natura del compito e gli obiettivi finali prima di iniziare il lavoro
-rendersi conto se gli manca tale adeguata comprensione o la chiarezza necessaria in relazione alle richieste del compito ed agli obiettivi
-mettere a punto un piano o una strategia per affrontare un compito o un problema
-procedere ad un’ analisi preliminare sulla fattibilità del piano o della strategia , prima di applicarli e definire delle strategie alternative
-controllare il progresso conseguito verso la soluzione del compito,riprendendo se necessario dall’ inizio
-scomporre gli obiettivi finali in sotto-obiettivi più immediati ed accessibili, soprattutto per i compiti che richiedono un notevole impegno per periodi prolungati
-adottare uno stile di pensiero consequenziale (Se faccio questo, allora….)
-valutare il tempo richiesto dal compito e quello a disposizione
-gestire l’ incertezza e l’ insuccesso
-in caso di insuccesso sfruttare dapprima le proprie risorse(anziché chiedere immediatamente aiuto o rinunciare), ricorrendo alla memoria ed alle soluzioni adottate in precedenza.
Uno sguardo agli aspetti motivazionali dell’ attenzione
Gli insegnanti e i genitori ritengono spesso che i bambini con SDA presentino vari problemi di natura motivazionale,ma potrebbero anche, erroneamente, ritenere che tali difficoltà costituiscano il loro problema fondamentale.
Secondo Pelham “molti bambini iperattivi,sono in grado di mantenere una buona attenzione per un notevole periodo di tempo, ma solo su attività di grande interesse per loro , come ad esempio guardare la televisione o giocare con i videogame.
Ciò dimostrerebbe che questi soggetti, se sono realmente interessati, riescono a mantenere viva l’ attenzione e che hanno semplicemente bisogno di una continua sollecitazione esterna in compiti di scarso interesse.
Quando si chiede di specificare i programmi televisivi preferiti , i bambini con SDA ed i loro genitori citano invariabilmente i cartoni animati e gli sceneggiati d’azione con una trama elementare. Questi programmi, invece di sollecitare un’ attenzione prolungata ad un impegno strategico da parte del ragazzo, potrebbero essere molto gratificanti proprio perché non richiedono quel tipo di abilità cognitive. Si tratta infatti di programmi che saltano da un episodio all’ altro, privi di correlazione o sequenzialità, per cui il ragazzo resterà passivo dal punto di vista cognitivo, perdendosi in fantasticherie oppure seguirà il programma con la partecipazione della fantasia, solo in maniera intermittente e sporadica, con scarsa comprensione nei confronti del programma stesso.
I compiti per i quali i soggetti con SDA sembrano essere motivati sono quelli che non richiedono affatto uno sforzo strategico e cognitivo considerevole, facendo con ciò abbandonare l’ ipotesi secondo cui essi possiederebbero buone abilità di concentrazione e di problem- solving, ma spendibili solo per determinati compiti.
Al bambino con sindrome di SDA manca prevalentemente la capacità di utilizzare il pensiero, per regolare la sua concentrazione e per mantenere l’ attenzione e l’ impegno in fase di problem-solving.Queste abilità cognitive vengono definite come eventi cognitivi, processi cognitivi e metacognitivi , e strutture cognitive.
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