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| L'aggressività nei bambini |
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| Sabato, 16 Agosto 2008 - 23:40 - 6229 Letture |
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L’aggressività nei bambini è un argomento assai discutibile in quanto abbraccia la sfera genetica , antropologica , biologica , sociale , psicologica ed educativa comportamentale.
L’aggressività intesa come stimolo innato , modalità o meglio tendenza a difendersi , per prevaricare sull’altro a fine di far emergere le proprie idee e considerazioni ; l’aggressività come stimolo dipendente ed indipendente dalla libido o anche dall’Io teso alla regolazione e conservazione della realtà :l’odio , l’aggressività scaturiscono da situazioni che ci recano dispiacere.Freud la associa alla pulsione della morte al narcisismo.Altri autori come Adler la associa ad uno scudo per far fronte alle frustrazioni ed ancora Reiche e Feicher intesa come manifestazione della frustrazione lipidica secondaria.
Ancora l’aggressività come comportamento lesivo e l’aggressione atteggiamento psichico favorevole all’aggressività.
Dal punto di vista pedagogico e più nello specifico la teoria del comporta mentalismo l’aggressività si apprende come qualsiasi cosa , laddove in un contesto familiare vengono accettati modi di essere e fare aggressivi al fine di difendersi o prevaricare , la stessa è frutto di apprendimento e diventa non solo atteggiamento ma stile di vita , modo di fare , si usa un tono duro e ci si recita la parte del macio nella convinzione che così facendo si ottiene tutto.
Vediamo l’esempio dei bulli o anche i bambini più piccoli alla scuola materna che presuntuosamente strappano i giocattoli dalle mani del compagno per giocarci da solo o con il gruppetto che si è scelto , il che preclude la capacità del bambino prevaricatore di fare anche scelte e di essere selezionatore , l’atteggiamento e dunque il modo aggressivo è diverso dal classico bambino che strappa dalle mani dell’altro il giocattolo perché lo ritiene suo , lo prende , lo guarda , guarda l’amico , glielo ripone tra le mani e giocano assieme , dopo che si è assicurato che il giocattolo non è stato rotto o che evidentemente non è il suo ma è il gioco riposto nella cassetta della classe.
L’aggressività può essere accettabile o meno a seconda i casi , nel senso positivo forma meccanismi di difesa , strategie comportamentali e cognitive , per dirla meglio :problem solving , accresce il senso del dovere e responsabilità , stimola il bambino ad immedesimarsi in personaggi eroici che usano l’aggressività da non confondere con la violenza , per difendere i deboli:poliziotto , l’uomo ragno , l’uomo tigre , personaggi che non usano sicuramente la magia , ma nelle loro azioni usano le mani , spesso pistole ed anche gambe se conoscono l’arte del samuray.
Perché l’aggressività resti tale e non sia violenza acquisita gratuitamente e giustificata è bene che i bambini siano guidati nel controllo degli impulsi aggressivi.
Secondo Freud il bambino nasce già dotato di una certa aggressività che poi viene repressa dalle norme educative dei genitori.Tuttavia tali impulsi aggressivi non abbandonano mai il bambino emergono nuovamente quando vi è lo stimolo scatenante.Lo sviluppo infantile viene visto come una continua battaglia tra gli impulsi istintivi aggressivi del bambino-l’Es ed il mondo esterno : Freud non ha una visione tenera dell’infanzia , anzi è dell’idea che l’aggressività innata è alla base poi del comportamento asociale , deviante e delinquenziale.
Ma Freud su questo si sbaglia , in quanto l’infanzia è l’età della tenerezza ed innocenza , e non solo , vi sono bambini che non sanno usare l’aggressività.
Essendo l’aggressività intesa come modo di fare qualcosa che si apprende , molto dipende dalla società , dalla famiglia , dal gruppo di amici ed anche dalla televisione.
Gli eschimesi ad esempio non conosco la violenza perchè vivono in una società che né è priva , a differenza di alcune tribù della Nuova Guinea per le quali l’aggressività è espressione positiva , anzi i bambini vengono rimproverati e puniti se mostrano segni di sottomissione e se mostrano di essere falliti.
La tv più di tante altre agenzie , se la si vuole considerare così , considerato il suo compito , la sua influenza ed il ruolo che le si affida indirettamente , condiziona il bambino invitandolo ad agire come i personaggi delle fiction di azione , o come gli stessi eroi non sempre bonaccioni dei cartoni animati , per non parlare sei super violenti omini ma anche ragazze della play station.La visione di tali trasmissioni se non è guidata , selezionata , spiegata , può davvero confondere il bambino nell’agire e nel pensare ad intuito senza riflettere , creando così quello che in ambito criminologico viene considerato una combustione tra aggressività ed affettività.
La famiglia , la prima agenzia educativa: a seconda di come è impostato il modo di educare così la stessa aggressività assume il suo significato. A parte il contesto nel quale si è aggressivi perché rientra in quel fattore criminologico genetico , l’essere troppo restrittivo , ovvero quel genitore che detta regole rigide e fisse , che non si dimostra flessibile , non rende il bambino indipendente nel suo pensiero e nelle azioni , con la conseguenza che crescerà un bambino intimorito (teme di sbagliare , non sicuro)indeciso.
L’essere invece permissivo , quel genitore flessibile , che ora premia , ora punisce , ora non guarda ed ora fissa troppo bene , incoraggia il bambino a soddisfare i propri desideri senza tener conto dei sentimenti altrui , spesso ad approfittarsene .Un genitore un po’ insicuro trasmette meccanismi di difesa .
Alcune ricerche confermano che i figli di genitori permissivi sono più aggressivi dei figli dei genitori restrittivi.
Il bambino cresciuto in una famiglia permissiva non viene mai scoraggiato ad esternare la propria aggressività e quindi impara che questo comportamento lo aiuta a conseguire più in fretta i suoi obiettivi.I bambini cresciuti in famiglie restrittive sono soggetti a frustrazioni e quindi sfoga la propria aggressività fuori dall’ambito familiare , a scuola , ad esempio.
Ma l’aggressività può essere la conseguenza di altre influenze familiari:la punizione fisica senza motivazione adottata per scoraggiare un comportamento aggressivo non fa altro che aumentare l’aggressività stessa del bambino :l’aggressività produce aggressività.
-Occorre quindi dosare il proprio modo di agire , misurare i metodi di controllo , anche se non è semplice e soprattutto alla fine di una giornata di lavoro,il metodo educativo più efficace prevede un discreto livello di controllo sul bambino
-lo scopo dei genitori (uno dei tanti)è quello di aiutare il bambino a diventare una persona equilibrata , che si autocontrolla dinnanzi a fonti di stress e tensioni della vita quotidiana
-stabilire metodi educativi quando il bambino si mostra disubbidiente , utilizzando sempre le stesse,parlare di punizioni e ricompense davanti al bambino può contribuire a diminuire l’efficacia del controllo ed aumentare la sua aggressività
-usare metodi punitivi non fisici , tipo andare a letto un’ora prima del solito , o non vedere quel programma , non usare la play station
-usare metodi verbali , ovvero parlare della punizione , motivandola e spiegandola
-insegnare al bambino altri modi per sfogare la propria aggressività-rabbia attraverso la pittura , un ballo , manipolazione della creta , fare sport come la corsa , il football , la boxe. Sono metodi socialmente accettabili e psicologicamente sani.
Da non confondere , infine , però il comportamento aggressivo con i sentimenti aggressivi , è normale che i bambini possano provare sentimenti aggressivi , sentirsi arrabbiati o ostili nei confronti ad esempio di chi l ha offeso ; ciò che è sbagliato è che il bambino agisca in base a questi sentimenti.
Deve piuttosto imparare ad esprimere le proprie sensazioni aggressive senza aggredire.
Articolo scritto dalla redattrice Dott.ssa Emanuela Cimmino
Fonte : Richard Woolfson Mamme , papà e bimbi. Ed.le Comete
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