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| I bambini timidi |
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| Martedì, 19 Agosto 2008 - 18:41 - 2865 Letture |
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Ci sono bambini vivaci e bambini timidi , ma tutti i bambini sono timidi. Persino il bambino più vivace può esaurirsi quando non sa come agire dinnanzi ad una novità di una situazione poco familiare; quando i genitori presentano il proprio figlio agli amici o colleghi all’improvviso il bambino viene colto da un attacco di timidezza.
Molto dipende dall’età del bambino:
-una settimana di vita : il neonato non è in grado di riconoscere una persona dall’altra e dunque non mostra nessun segno di timidezza , mentre è vero che alcuni lattanti accettano di essere nutriti solo da una persona ; la maggior parte interagisce felicemente con chiunque si dimostri dolce ed interessato
-sei mesi : è l’età in cui il bambino inizia a differenziare i volti familiari da quelli estranei , nei confronti dei quali dimostrerà la propria timidezza piangendo ogni volta che questi gli daranno attenzione
-un anno : il bambino a questa età ha acquisito la consapevolezza di ciò che è familiare e ciò che non lo è,La sua timidezza emergerà di fronte ad una situazione nuova.Il bambino può reagire anche mettendosi le mani sugli occhi coprendosi , o nascondendosi proteggendosi con braccia e gambe conserte. Di fronte ad un gruppo di coetanei che giocano , il bambino di un anno sarà combattuto tra la voglia di giocare ed il desiderio di stare attaccato alla mamma
-due anni : il bambino ha raggiunto un buon grado di sicurezza , ma esita nel parlare con persone estranee che non conosce , allontanandosi da solo da una situazione che non gradisce , considerato che a questa età il bambino cammina
-tre anni: i bambini a questa età sono sicuri di se stessi per accettare attenzioni sa anche da sconosciuti.I gruppi di gioco rappresentano la situazione preferita dai bambini di tre anni che non hanno bisogno della costante presenza della madre
-cinque anni : per quanto il bambino abbia acquisito sicurezza e per via dell’età e per via dello sviluppo sociale , può ancora mostrare la timidezza di fronte ad una situazione totalmente nuova
-cinque anni in su :il bambino è in grado di parlare della propria timidezza e di cosa lo può imbarazzare.Anche se le sue spiegazioni possono essere imprecise , la sua capacità espressiva aiuterà genitori ed educatori a capirlo meglio.
La timidezza in alcune situazioni è una difesa , ovvero una risposta salutare perché protegge il bambino da un pericolo.Il bambino timido che non sale sulla macchina di uno sconosciuto si comporta in modo più sensato del bambino che dà confidenza a tutti.
Indipendentemente dall’essere timidi , i bambini devono essere avvisati dei pericoli a cui possono andare incontro.
Sembra un’ironia che i genitori debbano invitare i propri figli a diffidare degli estranei proprio quando la loro sicurezza è ormai abbastanza forte per affrontare una situazione nuova. Ma deve essere fatto.
E’ sicuramente pedagogico spiegare al bambino perché non deve parlare con gli estranei , gli si può dire che non tutti gli adulti sono buoni con i bambini , senza entrare nei dettagli rispetto alle aggressioni che vengono compiute nei confronti dei più piccoli; gli si possono dare delle regole : Non parlare con nessuno che non conosci , qualsiasi cosa lui ti dica.
Persino il bambino di tre quattro anni comprenderà ed accetterà questo insegnamento se accompagnato da una spiegazione ragionevole.
Qualora si dovesse perdere , insegnargli di chiedere ad una donna o a persona in uniforme.
Fin troppo spesso i genitori i genitori confondono il desiderio di privacy del bambino con la timidezza.
Ogni bambino ha diritto alla sua privacy e può mostrare la timidezza quando persone come zii ed amici lo soffocano di abbracci.Il bambino può non ricordare di aver già incontrato questi parenti e mostra quindi timidezza.
A nessun adulto piacerebbe essere improvvisamente riempito di abbracci da uno estraneo per strada , figuriamoci al bambino.
Tutti devono sentirsi a proprio agio in presenza di una persona prima di accettare qualsiasi contatto fisico.
Il modo migliore per affrontare la timidezza di un bambino sta nell’incoraggiarlo dolcemente e frequentare altri bambini.
Per quanto la timidezza sia un fenomeno temporaneo alcuni bambini se la portano dietro per molti anni , così come vi sono persone che restano timide per tutta la vita. Questo non significa che siano incapaci o infelici; solo che il timido vede i rapporti sociali come degli ostacoli.
Perché il bambino possa affrontare meglio le difficoltà , le novità e le relazioni sociali , occorre :
-potenziare la sicurezza in se :l’imbarazzo del bambino timido deriva dalla sua mancanza di fiducia nelle proprie capacità.Bisogna incoraggiarlo a sentirsi competente, sottolineando i suoi punti di forza , le sue abilità
-aumentate le sue esperienze sociali :il bambino non può superare la timidezza da solo e senza che frequenti altri bambini.Potenziate gli incontri , facendo feste in casa , organizzate occasioni di interazioni , la sua timidezza dovrebbe scomparire
-non permettetegli di evitare altre persone : il bambino timido preferisce stare da solo , non andare alle feste di compleanno; è facile cadere nella tentazione di lasciarlo da solo per evitare turbamenti , ma così facendo si asseconda il suo isolamento
-incoraggiatelo a pensare ad altre persone : durante i momenti di isolamento i bambini timidi pensano solo a se stessi , preoccupandosi di cosa gli altri possano pensare di loro. Se lo si invita a pensare i loro sentimenti , i loro pensieri , i primi incontri saranno sicuramente più facili.
-insegnategli ad attuare strategie da usare in certe circostanze: il bambino oltre ad essere timido si preoccupa del come fare , è incerto su come comportarsi.E’ bene ma anche carino trovare assieme delle modalità d’approccio , se si invita l’amichetto a casa e non si sa come iniziare un giuoco o di cosa parlare , esordire con l’affermazione :Quale programma vedi di più , qual è il tuo cartone animato preferito?
E’ possibile anche simulare certe situazioni , inventarle , facendo riferimento alla realtà , con l’uso di giocattoli e giochi simbolici: esempio far finta di incontrare qualcuno.Lo scambio dei ruoli potrebbe aiutarlo ad acquisire sicurezza , si possono inventare scenette che riguardano lo shopping , il dialogo con altri bambini , le conversazioni telefoniche e così via.
Bisogna insomma che insegnate al bambino come comportarsi nelle varie situazioni , in maniera che imparerà ad affrontarle senza l’imbarazzo di fare degli errori.
Spesso alla base della timidezza vi possono essere malformazioni il che non solo rendono il bambino timido ma lo fanno sentire diverso e l’impatto psicologico può essere molto serio.
L’immagine di sé che si crea un bambino è influenzata dal modo in cui le persone reagiscono nei suoi confronti , ciò che in realtà è un problema fisico di lieve entità può assumere forme gigantesche quando altri bambini vi dirigono la loro attenzione.
Le domande curiose possono suscitare insicurezze profonde.
Anche in questo caso sarebbe opportuno attuare delle simulazioni , dei giochi simbolici , preparandolo alle domande che gli potrebbero fare gli altri bambini , anticipare il comportamento degli altri bambini , dirgli che dei difetti fisici non precludono tante altre possibilità e che non sono nulla rispetto alle altre qualità che lo stesso possiede.
La timidezza può essere preoccupante qualora appare improvvisamente in un bambino che è sempre stato estroverso:ciò indica che c’è stato un trauma , un problema , che ci sono delle situazioni che gli danno preoccupazione , spesso problemi di famiglia che dovrebbero riguardare solo gli adulti.
In questo caso occorrerebbe il supporto di un consulto dallo psicologo.
Articolo scritto dalla redattrice Dott.ssa Emanuela Cimmino
Fonte : Richard Woolfson Mamme , papà e bimbi. Ed.Le Comete
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