Sono le ore 09:13 del 09/02/2012


Menu principale

Stato Utenti

Salve ospite
Utenti:  Collegati
Utenti:  Utenti: 0
Ospiti:  Ospiti: 16
Totali:  Totali: 16
Utenti:  Utenti online
Nessun utente collegato

Promuovi la community

Scarica il volantino da stampare e diffondere
PDF | Word
Grazie per la collaborazione.

Cerca


Recensione Libri

Importante !!

Ai sensi dell'art 65 sui diritti d'autore, si fa richiesta a chi volesse prendere spunto dagli articoli dei siti eduprof.it e minorionline.it, per tesine, tesi di laurea, lavori di specializzazione, relazioni, di richiederne l'autorizzazione alla redazione se non all'autore del singolo articolo specificandone la motivazione e citandone la fonte.

Radio Online

Giornali Online

Le cause dell'immigrazione attuale
Giovedì, 21 Agosto 2008 - 20:06 - 3533 Letture
Questo articolo è abbastanza “pesante”: è una rielaborazione della mia tesi di laurea, risale a tre anni fa, ma ho creduto giusto esporre le principali teorie sulle migrazioni. Personalmente ho trovato in esse dei validi “agganci” teorici che credo siano necessari nel momento in cui ci si appresta a discorrere di migrazioni. Dopotutto siamo professionisti/e quindi ritengo giusto esporre i fondamenti epistemologici sui quali ci basiamo per i nostri articoli.

Ritengo interessante proporre qui il punto di vista dello studioso Mario Grasso che, nel libro Donne senza confini, individua due grandi categorie di fattori che spingono alla migrazione: i fattori di espulsione (push factors) ed i fattori di attrazione (pull factors). Tra i maggiori fattori di espulsione presenti nei paesi di esodo troviamo l’esplosione delle realtà demografiche di questi Stati, con le relative conseguenze sul piano economico; i conflitti etnici; le guerre; situazioni di degrado ecologico/ambientale; pauperizzazione progressiva nelle zone rurali che ha spinto gli abitanti verso i concentramenti urbani. Le città, spesso carenti di infrastrutture, si ritrovano a dover accogliere un numero sempre più grande di immigrati interni. E’ proprio in questa fase che le persone, venute a contatto con un modus vivendi nuovo e per forza di cose più aperto, sperimentano modelli di vita maggiormente moderni attraverso i processi di inurbamento e socializzazione, che rappresentano una spinta ulteriore ad affrontare l’esperienza migratoria internazionale.
Riguardo ai fattori di attrazione presenti nei paesi di accoglienza, un ruolo determinante è giocato dal desiderio di ricongiungersi ai familiari che hanno già intrapreso l’esperienza migratoria e – oltre a questo – un ulteriore elemento che interessa un numero anche più elevato di soggetti è rappresentato da motivazioni di ordine economico. La necessità di trovare un lavoro che permetta guadagni più cospicui per poter anche aiutare i familiari rimasti in patria è spesso la molla che fa scattare l’esperienza migratoria.
Riguardo alle motivazioni delle migrazioni esistono altre teorie, altri contributi che nel tempo si sono affermati: Maurizio Ambrosini ne individua alcune. L’autore sostiene che un’eventuale eccessiva enfasi sui fattori di spinta releghi i migranti a soggetti passivi della migrazione. Egli sostiene la necessità di considerare anche la dimensione politico/istituzionale con la sua limitazione degli ingressi legali, dato che “tra l’eventuale spinta a partire e l’ingresso in un paese straniero si frappone l’ostacolo rappresentato dalla regolamentazione degli ingressi da parte dei governi dei paesi riceventi.”
Tra le teorie elencate da Ambrosini, alcune di queste si concentrano sulla ricerca delle cause delle migrazioni: una è quella denominata “teoria della dipendenza e brain drain”. Si tratta di un assunto che origina dalla corrente neomarxista secondo cui i processi migratori dettati da necessità lavorative sono conseguenza diretta delle disuguaglianze geografiche che si determinano lungo i processi di sviluppo dei vari Paesi, disuguaglianze che derivano dalle “relazioni coloniali e neocoloniali che riproducono lo sfruttamento del Terzo mondo attraverso i rapporti di scambio ineguali. Inoltre il drenaggio dei soggetti più istruiti ed attivi (brain drain) accresce il divario fra luoghi di origine e luoghi di destinazione, impoverendo i primi delle risorse umane più valide per alimentare lo sviluppo dei secondi.”
Un altro contributo è rappresentato dalle teorie “del sistema – mondo”: secondo tali prospettive la globalizzazione delle comunicazioni ha incrementato i legami e gli interscambi tra le diverse zone del pianeta. L’esponente più noto di questa teoria, Wallerstein, ha proposto un sistema di classificazione dei Paesi sulla base del loro grado di dipendenza dalla dominazione capitalistica occidentale, riprendendo l’idea della divisione internazionale del lavoro e degli scambi ineguali, arrivando a delineare una tripartizione delle aree geografiche come: Paesi del centro, Paesi della periferia e Paesi della semiperiferia. Le migrazioni sono dunque anche secondo questa prospettiva l’effetto diretto della dominazione esercitata dai Paesi del centro su quelli della periferia dello sviluppo capitalistico, derivando esse stesse dalle disuguaglianze economiche.
Una teoria che si collega a quanto suesposto è quella “sistemica”: essa colloca il fenomeno migratorio in un contesto di scambi e rapporti eterogenei (politici, linguistici, culturali, economici) che legano tra loro le varie aree geografiche coinvolte nei processi migratori. Le migrazioni – in particolare quelle per motivi di lavoro – si connotano per la loro incessante costruzione e rielaborazione di relazioni tra i Paesi di origine e quelli di accoglienza. Si tratta di un sistema di intrecci relazionali complesso, dentro cui il sistema migratorio costituisce una delle numerose componenti che contribuiscono a creare legami tra Paesi diversi e come tali è necessario analizzarne le caratteristiche assieme a quelle del contesto globale in cui avvengono.

Questi contributi sono effettivamente importanti per dare dignità epistemologica allo studio del fenomeno migratorio ma, secondo Ambrosini, non bastano a spiegare i movimenti di popolazioni da un Paese all’altro. Che le migrazioni siano legate a differenze economiche è ovvio, ma non si spiegherebbe il motivo per cui i migranti non arrivino – se non in misura modesta – dai Paesi n assoluto più poveri del mondo ma prevalentemente da Paesi che si trovano in una posizione intermedia.

Un ulteriore gruppo di teorie si concentra sulla ricerca dei motivi che spingono alle migrazioni in relazione alla “ricerca della domanda”. Tali teorie pongono al centro della spiegazione delle migrazioni la domanda di lavoro povero da parte dei sistemi economici dei Paesi sviluppati; su questa base si muove ad esempio la teoria “dualistica del mercato del lavoro” elaborata da Piore che collega il fabbisogno di manodopera immigrata con il funzionamento dei sistemi economici occidentali. In tali sistemi i lavoratori che si trovano in posizione di forza avanzano richieste sempre più pressanti di stabilità, di aumento della retribuzione, di maggiori tutele sul posto di lavoro etc….
A fare da contrappeso sono i lavoratori che invece si trovano in una condizione di precarietà, di scarsa tutela, di debolezza, ed il caso dei lavoratori immigrati è illuminante a questo proposito: è a loro che vengono affidate le mansioni più pericolose, peggio retribuite, e poco o per niente tutelate dal sistema.
Le società riceventi hanno continuamente bisogno di immigrati disposti a sobbarcarsi i lavori poveri e faticosi del marcato del lavoro. Determinante sarebbe quindi, in tale ottica, non la spinta ad emigrare bensì l’attrazione dei lavoratori provenienti da Paesi poveri esercitata dai sistemi socioeconomici delle società di accoglienza.
Un’ultima versione dell’approccio “domandista” è rintracciabile nella teoria elaborata da Sassen che Ambrosini cita come teoria “delle città globali”: qui l’accento è posto sulla crescita e sulla ripresa delle metropoli come nodi strategici dell’economia internazionale.

Articolo scritto dalla Dott.ssa Irene Frosinini.













Le cause dell'immigrazione attuale | Login/crea un profilo | 0 Commenti
I commenti sono di proprietà dei legittimi autori, che ne sono anche responsabili.

Crediti Powered by MDPro