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Di seguito c'è la lista degli articoli pubblicati per questo argomento.


Nome Soggetto:

10 motivi per andare in palestra
Martedì, 18 Agosto 2009 - 13:56 Inviato da : emi
Che sia inverno, primavera o estate, gli italiani non rinunciano alla loro forma, c’è chi si cimenta con le diete fai da te, chi ricorre a specialisti per levare i chili di troppo e chi si reca in palestra anche quando la temperatura è altissima.
Perfino villaggi turistici, nave da crociera, hanno le loro palestre, per soddisfare gli sportivi.
Ore ed ore ad allenarsi, a modellare il proprio corpo, pettorali, addominali, stretching, sono gli esercizi più praticati, per gli uomini lo scopo è aumentare la massa muscolare, per le donne rassodare, tonificare.

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Gli incubi aiutano a elaborare le emozioni
Mercoledì, 22 Luglio 2009 - 18:40 Inviato da : emi
Non spaventatevi se fate regolarmente dei brutti sogni: potrebbe essere un modo del cervello per aiutarvi a elaborare le emozioni negative. Scienziati e non scienziati da tempo si chiedono quale possa essere la funzione dei sogni.

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Problemi di apprendimento ed anestesia. Quale relazione???
Sabato, 02 Maggio 2009 - 13:26 Inviato da : emi
Problemi di apprendimento per i bambini sottoposti ad anestesia
Se vostro figlio ha problemi di apprendimento può essere perché, prima dei quattro anni d'età, ha subito un intervento in anestesia generale.

È quanto suggerito da una nuova ricerca condotta dal pediatra dr. Randall Flick presso il Rochester Mayo Clinic.

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Colletti bianchi e impiegati: attenzione all’obesità da scrivania
Sabato, 02 Maggio 2009 - 13:16 Inviato da : emi
I"lavori da scrivania" contribuiscono significativamente all’aumento dell’incidenza dell’obesità nel mondo.
Impiegati e colletti bianchi sono a rischio, a quanto dichiara lo scienziato John Evans della Harvard School of Public Health che ha studiato professione e abitudini di migliaia di cittadini europei. Secondo quanto concluso dal gruppo di ricerca internazionale, una delle cause dell’obesità è il luogo di lavoro.

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Fobie ed ansia a scuola
Sabato, 02 Maggio 2009 - 13:11 Inviato da : emi
Ci sono bambini che sembrano avere tutte le carte in regola, ma che in relazione alla scuola sono un vero disastro.
Essi hanno l'aspetto e le caratteristiche dei bambini "normali", mostrano capacità adeguate, hanno attraversato processi di sviluppo in linea con l'età, eppure…
Se entriamo in una qualsiasi classe di scuola elementare e osserviamo attentamente il gruppo notiamo subito chiare differenze individuali: ci sono bambini che, dopo pochi minuti hanno già esaurito i proprio tempo di attenzione, altri che molto incuriositi dall'argomento sollecitano il docente a procedere, altri ancora sembrano avere la testa tra le nuvole e lo sguardo perso chissà in quale angolo dei propri pensieri.

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Educazione emotiva
Venerdì, 22 Agosto 2008 - 19:29 Inviato da : emi
L’intelligenza emotiva è la capacità di entrare in contatto col mondo delle proprie emozioni e sentimenti; viverli e imparare a gestirli.
- L’intelligenza emotiva dei bambini è determinata in parte dal temperamento, ma anche dalle interazioni con i genitori.

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Lo sviluppo della personalità nel bambino
Venerdì, 22 Agosto 2008 - 12:14 Inviato da : emi
Ognuno di noi è dotato della propria personalità intesa come l’insieme delle qualità , attitudini , che ci caratterizzano e ci rendono diversi se non unici ed irripetibili.

La stessa secondo esperti in particolar modo sociologi và a formarsi attraverso le relazioni sociali , non a caso i fattori esterni compreso le aspettative , le opinioni , possono influenzare sulla personalità modificandola , caratterizzandola , formandola.

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La gelosia tra bambini
Mercoledì, 20 Agosto 2008 - 13:21 Inviato da : emi
La gelosia è una delle caratteristiche più sgradevoli : è un misto di risentimento , paura , insicurezza , sospetto e voglia di possesso; la gelosia è sempre un sentimento distruttivo.Nella migliore delle ipotesi rende infelice ed insoddisfatto chi ne è affitto , nei casi più gravi ispira comportamenti pericolosi contro altre persone.

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Quando il bambino è timido
Martedì, 19 Agosto 2008 - 19:05 Inviato da : emi
Non è solo “questione di carattere”, ma anche di educazione: i consigli per aiutarlo a vincere i timori .
La timidezza è un atteggiamento del comportamento che il bambino mostra quando si relaziona con altre persone, un atteggiamento caratterizzato dal tentativo di evitare situazioni che lo mettono in contatto con gli altri o lo espongano al loro giudizio. Il bambino timido evita di unirsi al gruppo e preferisce rimanere in disparte, evita di prendere la parola e tende a non esprimere quello che prova, è sfuggente, timoroso e imbarazzato. Teme un giudizio sul proprio valore e vive con ansia le sue prestazioni, anche quelle che non prevedono una valutazione.



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Le fobie nei bambini
Martedì, 19 Agosto 2008 - 19:04 Inviato da : emi
Una paura può trasformarsi in qualcosa di più: ecco come capire quando e come intervenire
Le fobie sono paure ingiustificate di un oggetto o di una situazione, il contatto con i quali determina nelle persone un’intensa reazione d’angoscia.


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Gli attacchi di panico
Martedì, 19 Agosto 2008 - 19:04 Inviato da : emi
Colpiscono anche i bambini e spesso sono connessi all’angoscia della separazione dai genitori
L’attacco di panico, con le sue manifestazioni incentrate sul corpo (sudorazione, tachicardia, senso di soffocamento, formicolii, etc.) rappresenta una reazione d’allarme, che segue alla percezione “errata” di un fantomatico pericolo imminente.


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I bambini timidi
Martedì, 19 Agosto 2008 - 18:41 Inviato da : emi
Ci sono bambini vivaci e bambini timidi , ma tutti i bambini sono timidi. Persino il bambino più vivace può esaurirsi quando non sa come agire dinnanzi ad una novità di una situazione poco familiare; quando i genitori presentano il proprio figlio agli amici o colleghi all’improvviso il bambino viene colto da un attacco di timidezza.

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A cosa servono gli oggetti transizionali?
Martedì, 19 Agosto 2008 - 15:04 Inviato da : emi
E’ classico del bambino affezionarsi ad un determinato giocattolo o oggetto che gli ricorda qualcosa o qualcuno , spesso portandoselo con sé come sorte di legame , di attaccamento , di mantenimento del rapporto con la mamma o il papà , in vacanza , all’asilo-scuola materna ,perfino in palestra e sui messi pubblici.Oggetti che possono essere vecchi e nuovi , stropicciati e mal messi come orsacchiotti ricuciti , un disegno , un fiocchettino regalato dalla mamma , la copertina della culla , definiti transazionali , sono in grado di far sentire il bambino più fiducioso e sicuro nei momenti di stress , di stanchezza e di separazione dalla famiglia.

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L’attenzione ed il legame affettivo
Lunedì, 18 Agosto 2008 - 21:52 Inviato da : emi
I bambini in tutte le tappe delle loro età hanno bisogno dell’attenzione degli adulti ed agiscono intenzionalmente in virtù di tale desiderio.

Per natura gli esseri umani sono animali sociali vivono in sistemi sociali ed instaurano fra loro relazioni sociali , per quanto vi siano individui solitari che preferiscono non socializzare. Ma la maggior parte di noi desidera socializzare , stare con gli altri e l’unico modo è rapportarsi attirando attenzione.

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Il bambino e l’indipendenza
Domenica, 17 Agosto 2008 - 14:14 Inviato da : emi
Nei primi due anni di vita del bambino il suo percorso di crescita è caratterizzato da due tendenze in conflitto.
Da un lato il bambino dipende dall’amore e dalla sicurezza dei genitori :questo rapporto emozionale rappresenta la base psicologica della sua vita futura , dall’altra sviluppa la tendenza naturale verso l’autonomia , l’indipendenza.

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Il senso della disciplina
Domenica, 17 Agosto 2008 - 11:56 Inviato da : emi
Educare i bambini significa anche trasmettere disciplina intesa come regole da rispettare , da conoscere e percepire laddove queste ci siano o mancano negli altri.

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L'aggressività nei bambini
Sabato, 16 Agosto 2008 - 23:40 Inviato da : emi
L’aggressività nei bambini è un argomento assai discutibile in quanto abbraccia la sfera genetica , antropologica , biologica , sociale , psicologica ed educativa comportamentale.

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Le paure dei bambini
Sabato, 16 Agosto 2008 - 15:02 Inviato da : emi
Dal punto di vista forense e criminologico si ha paura di qualcosa che non esiste , le stesse fobie si manifestano simbolicamente agendo attraverso il comportamento , ma dal canto psicologico si ha paura sia di ciò che non si conosce sia di eventi reali che incutono timore , angoscia , ansia , agitazione.

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Il ritardo linguistico nell’età evolutiva
Sabato, 16 Agosto 2008 - 11:04 Inviato da : emi
A differenza delle difficoltà linguistiche viste sopra la difficoltà propria ad acquisire il linguaggio può essere invece sintomo di un ritardo evolutivo in generale.Il bambino con questo tipo di problema solitamente ha anche ritardi di deambulazione , nel controllo degli sfinteri , nello sviluppo dell’indipendenza e della socializzazione.
Prima tale difficoltà viene identificata rivolgendosi al pediatra o psicologo dell’età evolutiva , prima il bambino sarà in grado di recuperare il tempo perduto.

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Il bambino ed il linguaggio
Sabato, 16 Agosto 2008 - 10:08 Inviato da : emi
Il bambino comunica da sempre, trasmette emozioni e disagi attraverso il pianto fino a quando è neonato.Verso le sei settimane di vita molti bambini usano il sorriso per esprimere sensazioni di piacere e gratitudine; il lattante dopo aver finito la poppata sorride ai genitori spesso anche rigurgitando un po’ di latte o respingendo fuori il capezzolo della mamma o la tettarella del biberon.

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Mahler e Bowbly : attaccamento e separazione
Venerdì, 15 Agosto 2008 - 18:51 Inviato da : emi
Tratto da Dizionario di Psicologia dello sviluppo, a cura di S.Bonino, Einaudi, Voce redatta dalla prof. Adele Nunziante Cesàro. Separazione-Individuazione: denominazione del processo intrapsichico di nascita psicologica data dalla psicoanalista americana M. Mahler negli anni cinquanta. L'instaurarsi, cioè, di un senso di separazione-da e di rapporto-con, un mondo di realtà che riguarda in primo luogo l'esperienza del proprio corpo e il più primitivo e importante oggetto di cui il bambino ha esperienza: l'oggetto di amore primario.

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H. Kohut e la psicologia del Sè
Venerdì, 15 Agosto 2008 - 18:40 Inviato da : emi
RISPOSTE EMPATICHE E VALORIZZANTI DEI GENITORI SONO IL FONDAMENTO DELLA FIDUCIA IN SE’ E DELLA SICUREZZA INTERIORE DELL’INDIVIDUO

(tratto da R.Siani, La Psicologia del Sé, Boringhieri, pp.83-84)

La costituzione di un Sé bipolare ben integrato non garantisce dalle ferite narcisistiche future, dai «conflitti» (psicologici e sociali) che potranno essere indotti dalle successive vicissitudini della vita. «Estesi cambiamenti del Sé debbono, per esempio, verificarsi nella transizione dalla prima infanzia alla latenza, dalla latenza alla pubertà e dall'adolescenza alla giovinezza» (Kohut, 1972, p. 13 1).

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Gli stadi dello sviluppo infantile secondo Mahler
Venerdì, 15 Agosto 2008 - 18:28 Inviato da : emi
Secondo la Mahler, nel primo mese di vita il bambino vive chiuso in se stesso, protetto da una solida barriera psicologica contro gli stimoli del mondo esterno. Si tratta della fase detta dell’“autismo normale”, alla quale fa seguito lo “stadio simbiotico”, dal secondo al quinto mese di vita, che ha inizio quando il bambino risponde al sorriso.

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La teoria della separazione di Mahler
Venerdì, 15 Agosto 2008 - 18:20 Inviato da : emi
Il processo di separazione

Margaret MAHLER è una psicanalista americana che si è interessata allo sviluppo del bambino, studiando, in particolare, le relazioni madre-figlio. Sulla base delle sue numerose osservazioni, ha descritto le diverse tappe del processo psichico di separazione-individuazione.

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LA TEORIA VYGOTSKIJANA
Martedì, 12 Agosto 2008 - 18:30 Inviato da : emi
Le ricerche di Vygotskij e quelle più recenti della psicologia cognitivista, hanno dimostrato che
una buona cooperazione fornisce la base dello sviluppo individuale.

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Piaget ed il cognitivismo
Martedì, 12 Agosto 2008 - 17:14 Inviato da : emi
La più importante teoria sullo sviluppo mentale del bambino, la prima ad averne analizzato sistematicamente, col metodo clinico di esplorazione delle idee, la percezione e la logica, è quella elaborata da Jean Piaget (1896-1980).





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LE INTELLIGENZE MULTIPLE DI HOWARD GARDNER
Lunedì, 11 Agosto 2008 - 19:56 Inviato da : emi
Il primo psicologo che ha parlato delle Intelligenze Multiple è stato Howard Gardner in "Frames of mind" pubblicato nel 1983. Il punto di partenza della sua teoria è la convinzione che sia errato ritenere che ci sia qualcosa chiamata “intelligenza” che possa essere obiettivamente misurata e ricondotta ad un singolo numero, ovvero ad un punteggio “IQ”.

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La pedagogia durante il Fascismo : le sorelle Agazzi e Maria Montessori
Martedì, 05 Agosto 2008 - 20:48 Inviato da : emi
Il fascismo, oltre a privilegiare l’aspetto ricreativo dell’istituto infantile, introduce la novità dell’insegnamento religioso, mentre in un clima fitto di istanze contraddittorie, lo Stato abdica nei confronti di una gestione nettamente privatizzata e confessionale, nonostante l’approvazione di provvedimenti come l’istituzione dell’ "Opera nazionale per la maternità e per l’infanzia" e la Legge per l’assistenza e la protezione della maternità e dell’infanzia (15 aprile 1926), che mirano ad estendere, al di là del campo scolastico, il doveroso interesse verso un’età troppo spesso trascurata.

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La teoria dello sviluppo affettivo di Spitz
Martedì, 05 Agosto 2008 - 20:10 Inviato da : emi
Un sano sviluppo della personalità dipende sia dall'adeguato sviluppo della sfera cognitiva, affettiva e sociale, sia dalle interazioni che la persona stabilisce con l'ambiente esterno nel corso della sua evoluzione. L'analisi degli aspetti affettivi include esperienze psichiche relative alla soggettività, che si connotano secondo la polarità antitetica piacere-dispiacere, in base all'intensità, alle modalità di insorgenza, ed alla durata. In base agli elementi suddetti i fenomeni affettivi si dividono in: sentimenti, emozioni ed umore.

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La teoria dei legami affettivi di Bowlby
Martedì, 05 Agosto 2008 - 20:01 Inviato da : emi
Bowlby nel 1956 viene invitato al centenario della nascita di Freud ad una conferenza sulla Psicoanalisi e le cure infantili. Freud ha portato alla luce grandi verita’ nella sua carriera, ha affermato per prima cosa che le radici del nostro comportamento sono da ricercarsi nell’ infanzia e nei primi anni di vita.

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VIOLENZA DONNE;TOSCANI SHOCK:BIMBI NUDI COME CARNEFICE E VITTIMA
Mercoledì, 27 Febbraio 2008 - 21:10 Inviato da : emi

Roma, 27 feb. (Apcom) - Torna a far discutere Oliviero Toscani, stavolta con uno scatto per la campagna lanciata da Donna Moderna contro la violenza sulle donne. Due bambini nudi, 'Mario' e 'Anna', osservano chi guarda la foto: sotto il maschio la scritta 'carnefice' e sotto la femminuccia - che appare barrata con la frase 'no alla violenza sulle donne' - si legge 'vittima'.

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Il bambino davanti lo specchio –Dott.ssa Emanuela Cimmino
Martedì, 26 Febbraio 2008 - 14:54 Inviato da : emi

E' verso i due anni che il bambino inizia ad avere il concetto di se , a vedere il suo corpo , rispecchiandosi allo specchio, giocando con i propri occhi , le braccia , le gambe , cercando invano di toccare e cercare quelle mani che non sono altro che sue.

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Le paure dei bambini e le paure degli adulti – Dott.ssa Emanuela Cimmino
Sabato, 23 Febbraio 2008 - 17:29 Inviato da : emi

Spesso i bambini dinnanzi a situazioni piccole e grandi , dinnanzi a problemi semplici per loro ma anche complessi rispetto la loro età , sembrano , si sentono sperduti come Pollicino ed i suoi fratelli nel bosco della vita , di fronte ad una realtà che non sempre ed ancora conoscono o che spesso si dimostra diversa dalla loro tipologia di realtà.

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Giochi di mano e pasticci a tavola – Dott.ssa Emanuela Cimmino
Domenica, 17 Febbraio 2008 - 11:16 Inviato da : emi

 

Molto spesso nella mia attività di consulente educativa on line ,   le mamme mi chiedono supporto su come il proprio bambino possa imparare a controllarsi a tavola o nei suoi giochi.

Mamme preoccupate che il proprio figlio possa essere considerato "maleducato o cattivo " nonostante la trasmissione della "buona educazione" che poi è un concetto ben diverso da quello ampio di Educazione come la intendiamo noi del mestiere.

Si tratta di bambini piccoli (scuola materna) o di fanciulli che a tavola , per dire anche a mensa a scuola , usano le mani invece delle posate , o dondolano sulla sedia , o ancora mangiano sporcandosi per l'appunto senza autocontrollo.

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L’incontro con l’altro nelle professioni educative- Dott.ssa Valentina Busato
Lunedì, 28 Gennaio 2008 - 19:02 Inviato da : vale
Sono innumerevoli le ragioni che ci spingono a dirigerci verso l’altro col fine di conoscerlo, incontrarlo intrattenere una relazione con lui. Spesso si tratta solo di curiosità ma, il più delle volte, abbiamo uno scopo bene preciso.

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La socializzazione tra bambini – Dott.ssa Emanuela Cimmino
Domenica, 08 Ottobre 2006 - 12:16 Inviato da : emi
Dal punto di vista pedagogico, il bambino che socializza si trova in condizioni avvantaggiate rispetto al bambino timido.
La stessa capacità e possibilità di comunicare con le persone, adulte e piccole, fa si che possa aumentare in lui la fiducia in se stesso,vivendo l’esperienza della socializzazione-comunicazione-amicizia, in maniera più stimolante.

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I genitori e il comportamento morale-Dott.ssa Emanuela Cimmino
Mercoledì, 04 Ottobre 2006 - 18:17 Inviato da : emi
Nel momento in cui il bambino è un neonato non ha coscienza di ciò che è giusto o sbagliato,agisce solo in virtù di essere soddisfatto dei suoi bisogni primari, senza interessarsi della quantità, ma basta che viene accontentato ad ogni suo pianto.Non conosce ancora la moralità, cosa che invece inizia ad esserci verso i due anni, quando comincia ad interagire con le altre persone,in particolar modo la madre ed il padre.

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Quando i bambini dicono parolacce e compiono furti – Dott.ssa Emanuela Cimmino
Lunedì, 25 Settembre 2006 - 19:03 Inviato da : emi
Il bambino vive quotidianamente in un ambiente di imitazione, dove figure e situazioni gli sono da maestre;apprende, interiorizza, fa suo, agisce in base all’influenza. Lo stesso apprendimento del linguaggio è causa-effetto dell’apprendimento influenza. E’ bellissimo, emozionante sentire il proprio bambino pronunciare le prime parole,chiamare la mamma con il nome mamma,papà con il nome papà, saper dire il nome degli oggetti, associare il nome all’oggetto desiderio:ma tra tante parole ci potrebbero essere anche le parolacce.

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Come comportarsi quando il bambino dice bugie- Dott.ssa Emanuela Cimmino
Domenica, 24 Settembre 2006 - 21:44 Inviato da : emi
Da premettere che esistono tipologie di bugie:bugie pubbliche, private, quelle maschili e quelle femminili.Si dicono bugie per nascondere, proteggere, per ingannare,per difendere. Tutti possono mentire.

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La psicologia dell'Io e i meccanismi di difesa- Dott.ssa Rossella Barone
Venerdì, 08 Luglio 2005 - 17:33 Inviato da : ross
La tradizione che prende il nome di Pisologia dell'Io nasce negli anni '30 a Vienna per trasferirsi successivamente in Inghilterra a causa della guerra,per poi mettere profonde radici in America.

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LA PSICOLOGIA GIURIDICA:SIGNIFICATO,FUNZIONI E AREE DI APPLICAZIONE-Dott.ssa Emanuela Cimmino
Sabato, 14 Maggio 2005 - 11:52 Inviato da : emi
▪La Psicologia Giuridica è quella disciplina che ha come oggetto di studio il diritto e la giustizia in rapporto alle dinamiche psicologiche -sociali. Sono varie le aree applicative:

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MODELLI DI COMPORTAMENTO PSICOPATOLOGICO-Dott.ssa Emanuela Cimmino
Sabato, 14 Maggio 2005 - 11:50 Inviato da : emi
In psicologia esistono vari modelli che definiscono i comportamenti anormali:

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La storia del gioco - Dott.ssa Carmen Matta
Martedì, 26 Ottobre 2004 - 20:39 Inviato da : emi
L’INFANZIA E IL GIOCO


L’esperienza del gioco, tratto peculiare dell’infanzia, va vista come fenomeno centrale dell’intera vita umana, e, anche se non risulta apprezzata e documentata adeguatamente, solo da qualche anno è diventata tema di ricerca e di dibattito psicologico ed antropologico.
Una storia del bambino e della bambina, scritta rintracciando l’intero percorso intrapreso dalla storia dei giochi, permetterebbe la ricostruzione di una documentazione tipica della cultura dell’infanzia, degli investimenti fatti in essa, dell’importanza politica ed economica attribuita a tali fenomeni e dell’affermazione di mercati e luoghi attinenti ad essi.

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Il gioco come attività educativa-di curiosità -sportiva - Splendidamentefolle
Giovedì, 30 Settembre 2004 - 21:20 Inviato da : emi
Il gioco è importante nella vita del bambino poichè aiuta al suo sviluppo
psicologico e fisico.E' giusto dunque considerare che l'infanzia sia una
fase evolutiva nella quale il bambino accresce il suo apprendimento per
il mondo interiore e per quello esteriore.

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La normativa sui giocattoli - Dott.ssa Milena Paglioni (giurista)
Mercoledì, 15 Settembre 2004 - 21:17 Inviato da : emi
La normativa italiana ed europea (Direttiva n. 88/378 CEE; Direttiva n. 93/68 CEE) è diretta a proteggere i bambini da eventuali problemi che potrebbero insorgere da un mal utilizzo del giocattolo o da una cattiva costruzione.

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Il gioco nel corso del tempo:"Fase evolutiva" ed i vari giocattoli - Dott.ssa Norma Audetto
Venerdì, 10 Settembre 2004 - 21:14 Inviato da : emi
Nell’attività lavorativa l’aspetto gratificante va ricercato nel fine raggiunto, nel risultato prodotto; nel gioco la gratificazione è in sè.
Attraverso il gioco, sia nel mondo animale che in quello umano, i giovani esplorano la realtà circostante ed imparano le regole per controllarla.

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Il gioco nella società attuale - Dott.ssa Dory Presicce. www.edulab.it
Mercoledì, 08 Settembre 2004 - 21:11 Inviato da : emi
Sin dai primi mesi di vita il bambino attraverso il gioco impara a conoscere la realtà: raccoglie informazioni sulle caratteristiche degli oggetti, sperimenta le relazioni fra gli oggetti e le proprie azioni scoprendo nuove combinazioni e soprattutto intorno ai 4/5 anni si avvia all’esperienza della cooperazione con gli altri, apprende l’importanza del rispetto delle regole per raggiungere i suoi obiettivi, sperimenta la propria capacità personale di intervenire e trasformare situazioni.

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Un pò di gioco:aspetto pedagogico - Dott.ssa Rossella Barone (consulente pedagogico)
Domenica, 05 Settembre 2004 - 21:06 Inviato da : emi
Il vissuto del bambino è ludico seppure nelle pluralità delle forme che possono essere soggettive, oggettive, individuali e sociali, espressive o cognitive attraverso le quali vengono attivate le mani e la mente del bambino.L’attività ludica inizia all’età di 4/5 mesi circa e continua a manifestarsi in forme e con aspetti sempre diversi fino alle soglie dell’adolescenza; anche l’adulto gioca ma in modo differente rispetto all’infanzia.

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Il bambino e il gioco - Dott.ssa Emanuela Cimmino
Sabato, 04 Settembre 2004 - 21:03 Inviato da : emi
Il gioco nella scuola dell' infanzia della Dott.ssa Emanuela Cimmino
Una delle attività privilegiate del bambino è :il gioco.
Attraverso esso realizza esperienze significative di apprendimento.
E' fondamentale per la sua crescita;fin dall' inizio della sua esistenza quando attraverso il gioco spontaneo esplora il mondo che lo circonda.
Continua ad avere un ruolo fondamentale durante lo sviluppo del bambino,con tempi,spazi,forme e finalità sempre diverse.

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Leggere ad alta voce - Dott.ssa Norma Audetto
Mercoledì, 28 Aprile 2004 - 21:00 Inviato da : emi
I bambini, a partire dall’anno di età, amano ascoltare la voce di un adulto che racconta loro “la magia” racchiusa in un libro.
I libri per i bambini sono sempre più accurati e la scelta possibile sempre più vasta. I libri sono spesso illustrati con attenzione, ricchi di colore ed hanno lo scopo di attirare l’attenzione dei bambini

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L'identità nel bambino - Dott.ssa Norma Audetto
Domenica, 17 Ottobre 2004 - 20:58 Inviato da : emi

Quando il bambino è molto piccolo, dipende totalmente dai propri genitori. Il suo più grande desiderio è sentirsi da loro amato e soddisfatto nei bisogni. Il bambino piccolo non ha esperienze, non sa far sentire la propria influenza: quando le sue necessità primarie sono state soddisfatte (è stato nutrito, è stato lavato, è coccolato ....) lui è felice e tranquillo.

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