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Educatori nell'emergenza
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Bruno MilenaOffline



Joined: 03 Giu 2009
Posts: 1

Status: Offline
Post 21 Posted: 04 Giu 2009 - 18:51 Reply with quote Back to top
Post subject: Educatori nell'emergenza

Dove sono andati a finire gli educatori nella fase del dopo emergenza Abruzzo? Non c' erano a dire il vero nè nell'emergenza e nè ora.... Poteva essere per tutti noi una grande opportunità di crescità, umana e professionale. Io sono una volontaria della protezioe civile, laureanda in scienze dell'educazione e faccio del mio meglio sola soletta nel campo più grande di Pizza d'Armi, l'Aquila. Sono molto dispiaciuta di non aver potuto collaborare con altri colleghi, cosa che hanno fatto le associazioni degli psicologi, ad esempio. Spero vogliate condividere con me questo argomento che io ritego molto importante per la nostra, ancora timida, figura professionale. Buon lavoro. Ciao a tutti. Smile
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Post Posted: 04 Giu 2009 - 18:51 Back to top
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emiOffline




Joined: 12 Ott 2004
Posts: 2042

Status: Offline
Post   Posted: 04 Giu 2009 - 20:51 Reply with quote Back to top

Carissima tutt'oggi sono in attesa che le associazioni alle quali ho scritto possano chiamarmi, compresa due sezioni di Protezione civile ed il Ministero della gioventù.
Volevo tanto partire ad Aprile, proprio in quei giorni e mettere in atto le mie competenze specie con i bambini per attuire il trauma, fino a quando con una sezione.....era tutto pronto..compreso il permesso da chi coordina amministrativamente il centro dove lavoro, la mia borsa pronta....ma poi mi dicono che non si parte più...così mi sono rivolta ad altre associazioni, fatto telefonate, ad oggi...resta ancora l'attesa ed il forte rammarico di non aver dato quanto potevo con tutte le mie forze ora meno per la stanchezza accumulata quando potevo...

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Emanuela - Redazione Eduprof.it
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emiOffline




Joined: 12 Ott 2004
Posts: 2042

Status: Offline
Post   Posted: 14 Feb 2010 - 18:08 Reply with quote Back to top

Ferdinando Pellegrino



Personalità e autoefficacia

come allenare ragione ed emozioni



Springer, Milano, 2010



Uno degli interrogativi più pregnanti della moderna psicologia è quello inerente alle potenzialità umane: perché un individuo è più forte, più agile, più dinamico e creativo rispetto ad un altro pur avendo lo stesso quoziente intellettivo?

Quali sono i fattori che rendono una persona meno vulnerabile allo sviluppo di condizioni di disagio psichico? Quali sono i fattori che rendono una persona più brillante ed efficace? Come si può accrescere il proprio talento, essere leader di se stessi?

E’ questa la vera sfida della psicologia del positivo che, avendo superato i legami con il modello del patologico, si pone come paradigma fondamentale per lo sviluppo di stili di vita vincenti attraverso percorsi formativi innovativi.

Il cambiamento di prospettiva è determinante e radicale; oggi si parte dal presupposto che la mente umana, nei suoi aspetti cognitivi ed emotivi, possiede le energie sufficienti allo sviluppo di personalità mature ed efficaci, con confini ben strutturati e un Io consapevole e forte.

L’autoefficacia esprime le grandi potenzialità della mente umana di rappresentare se stessi in modo coerente, in un dinamismo continuo e positivo, in grado di rendere l’individuo resiliente, capace di autodeterminarsi rispetto alle difficoltà della vita quotidiana.

La gestione dello stress si apre a nuove dimensioni, non appare più come una semplice “resistenza” alle avversità e alle difficoltà della vita, quanto una nuova modalità di gestirsi, in termini proattivi, che porta ad avere una visione del mondo più positiva e ottimistica.


Segnalo questo libro in questo spazio, in quanto ritengo importante che noi educatori sappiamo gestire le dinamiche emozionali nel nostro constesto educativo.

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Emanuela - Redazione Eduprof.it
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